Kanchanaburi, Tailandia

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Prosegue il racconto del viaggio in Tailandia, agosto 2009. Dopo la visita al mercati di Mae Klong e Damnoen Saduak ci mettiamo in viaggio in direzione Kanchanaburi con il nostro pulmino, percorriamo un po’ di strada e ne approfittiamo per schiacciare un pisolino, il caldo aumenta la nostra stanchezza.

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Una volta giunti al paese visitiamo il museo della guerra, the JEATH war museum, dove jeath indica l’insieme delle iniziali dei paesi coinvolti: Japan, England, America e Australia, Thailand e Holland. Il museo contiene una serie di fotografie e cimeli che ricordano la costruzione della ferrovia della morte da parte dei prigionieri durante la seconda guerra mondiale; è un museo all’aperto, la sua semplice struttura è una ricostruzione realistica delle capanne dove i prigionieri trascorrevano i pochi momenti di riposo.

La ferrovia e il ponte sul fiume Kwai furono costruiti per collegare la Tailandia con il Myanmar (ex Birmania) attraverso il passo delle tre pagode, luogo più a nord della provincia di Kanchanaburi. Prima di partire abbiamo guardato il film con Antony Queen, il ponte sul fiume Kwai, che racconta questo triste avvenimento della storia.

Pranziamo in un grazioso ristorante sul fiume da cui abbiamo un’ottima vista del ponte dal basso verso l’alto, abbiamo più volte modo di osservare passare la monorotaia che porta i turisti da un capo all’altro del ponte. Nok ci aiuta a scegliere dal menù e prendiamo per la prima volta nella vacanza gli involtini primavera che a differenza dei nostri contengono spaghettini di riso, e noodles con gamberi e verdura. Per la frutta ci si serve da soli staccando direttamente dall’albero le banane! Di certo sono fresche! Adoro!

Non abbiamo molto tempo, ripartiamo per visitare il tempio delle tigri che alcuni mesi fa avevo visto in un documentario sugli animali e mi aveva colpito. Veniva mostrato come nel tempio i monaci si prendevano cura delle tigri ma purtroppo non è così.. Solo i cuccioli sono vispi, le tigri adulte sono incatenate sotto il sole e sembrano sedate, è uno scenario davvero triste. Gli unici animali che paiono star bene sono i bufali che girano liberi all’interno del tempio.

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Siamo amareggiati per quanto visto. Spero che ora a distanza di anni le cose siano migliorate.

Proseguiamo con il nostro programma, dobbiamo prendere un treno; prima di raggiungere la stazione ci fermiamo per strada in una piazzola a comprare delle banane di seconda scelta per darle alle scimmie. Poco più avanti c’è un punto dove sono solite radunarsi ma a causa del caldo eccessivo, ci spiega la guida molto dispiaciuta, oggi non ci sono.

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Raggiungiamo la stazione e aspettiamo che arrivi il treno. Saliamo su questa vettura con panche di legno e ventilatori appesi al soffitto per creare un rigiro d’aria nelle carrozze. Un signore anziano vestito da militare  con i capelli lunghi grigi comincia a parlare con Nok, a gesti ci fa capire che vuole una foto con noi.

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Ogni giorno questo viaggio rappresenta e rappresenterà un’esperienza di vita, il caldo e l’umidità sono molto provanti così come gli orari che a cui a volte ci si deve abituare. Ora siamo sul treno che dalla stazione di Wat Po ci porterà fino alla stazione di River Kwai, siamo fermi da venti minuti ad aspettare il passaggio di un altro treno che giunge dall’opposta direzione. Piove da un po’ di tempo, il nostro finestrino è rotto ed entra acqua. Potrebbe sembrare un disastro ma in realtà mentre guardo Vincenzo negli occhi e mi sorride capisco che anche lui è pago dell’esperienza che stiamo vivendo.

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È passato un bimbo con in mano un gelato, si è fermato a guardarci incuriosito. Non vi sono altri turisti a parte noi su questo treno.

Tra poco dovremmo arrivare, le foglie degli alberi entrano dal finestrino, i campi sono completamente allagati ed un insetto ha appena finito di camminare sul mio taccuino.

Continua a piovere, per fortuna in borsa ho un k-way che uso per coprire la macchina fotografica.

Arriviamo in hotel con i piedi inzuppati, la reception è elegante e le camere spaziose e pulite. Continua a piovere e non accenna a voler smettere, non si vedono taxi e perciò decidiamo di cenare in albergo. Abbiamo l’impressione che i camerieri ci guardino con  aria stranita  forse perché noi aspettiamo che vengano loro a chiederci cosa vogliamo  mangiare e loro aspettano che siamo noi a chiamarli per ordinare; nessuno si vede e perciò li chiamiamo noi. È il primo pasto che facciamo alla carta da quando siamo arrivati e  ancora non sappiamo come funziona.

Ordiniamo bistecca e patatine optando per il menù internazionale poi io mi faccio tentare dai dolci e ordino del gelato, sul menù mi pare di aver letto “gelato molto freddo”.. dopo un po’ mi servono invece gelato fritto, non è male. Chissà però come ho fatto a scambiare il gelato fritto con il gelato freddo! Sono stanca, ho davvero bisogno di dormire. Sono anche raffreddata, lo sbalzo caldo umido con quello dell’aria condizionata è ovunque notevole.

18 agosto

Per le sette e un quarto scendiamo a fare colazione, il cielo è sereno. Prima di incontrarci con Nok alle otto usciamo a fare due passi, non ci sembra ci sia molto di interessante da vedere.

 

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Partiamo e ci fermiamo subito a vedere il cimitero di guerra dove sono rimaste solamente le lapidi commemorative in quanto, ci spiega la guida, le salme dei soldati sono state trasportate nei paesi d’origine a spese de relativi governi.

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Successivamente ci fermiamo sul ponte Kwai e ne percorriamo a piedi una parte, ci sentiamo parte della storia e la passeggiata su questo ponte insieme a quanto visto al museo e al cimitero non può non farci pensare alla drammaticità della guerra.

Il nostro viaggio procede in direzione Ayutthaia.

On the road in Mitteleuropa (Austria, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Ungheria). Itinerario

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Lo scorso agosto, 2017,  siamo partiti in auto da Milano per scoprire alcune capitali della Mitteleuropa.  I bimbi ovviamente hanno viaggiato con noi. Qui alcuni consigli su come affrontare un on the road con bambini (i miei avevano appena compiuto 6 anni e il più piccolo ne ha compiuti 4 in viaggio).

Avevamo a disposizione 10 giorni, 9 notti totali, che abbiamo suddiviso tra le varie tappe. Siamo partiti con la nostra automobile da Milano.

Organizzare il viaggio

Le città che ci interessava maggiormente visitare erano tre: Praga, Bratislava e Budapest. Abbiamo poi aggiunto una tappa all’andata a Salisburgo ed una al ritorno a Villach  per spezzare il viaggio. Io in gioventù avevo già visto entrambe e a Salisburgo magari ritorneremo  abbinandolo ad altre località in Austria per approfondire la visita.

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Dopo aver calcolato i kilometri da percorrere e i paesi attraversati abbiamo subito verificato il discorso autostrade. Mi riferisco ai pedaggi da pagare singolarmente ( come il ponte di Innsbruck) ed alle vignette da apporre sul parabrezza dell’auto o acquistabili virtualmente poiché associate alla targa. Verificare anche i limiti di velocità, a distanza di quasi un anno a noi è pervenuta via posta ordinaria una sanzione per eccesso di velocità in Austria, pochi kilometri sopra il limite.

Un sito che ho trovato molto utile è stato questo in quanto rimanda ai singoli siti del paese a cui si è interessati. A seconda del paese ci sono vignette brevi che coprono anche solo una settimana.

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Il nostro itinerario si è articolato così:

Milano – Salisburgo (1 notte) – 590 km

Salisburgo – Praga (3 notti) – 382 km

Praga- Bratislava (1 notte) – 328 km

Bratislava -Budapest (3 notti) – 204 km

Budapest- Villach (1 notte) – 508 km

Villach – casa – 500 km

Le tappe più lunghe sono state la prima, la penultima e l’ultima di 500 km circa rientrando verso casa. Le distanze segnalate le ho prese considerando i vari punti di riferimento pertanto possono variare a seconda del punto di partenza e di arrivo (alloggi prenotati ) ma su questi kilometri sono numeri del tutto trascurabili. All’andata siamo partiti poco intorno alle 5:30 ed alle 10:30 eravamo in città così da avere la giornata a disposizione.

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Per gli alloggi, non avendo deciso molti mesi prima e trattandosi del periodo di ferragosto , abbiamo fatto un mix a seconda della disponibilità trovata. Per Salisburgo abbiamo scelto un albergo in un paesino vicino che era dislocato sul territorio tedesco (Ainring). A Praga e Bratislava appartamenti con Airbnb. A Budapest un appartamento con booking e a Villach un ostello ( camera quadrupla con bagno privato). Un mix di soluzioni diverse ma dove ci siamo trovati sempre bene.

Alle singole tappe dedicherò post dedicati su cosa fare e vedere. Quale tappa vi incuriosisce di più?

Dumnoen Saduak, mercato galleggiante Bangkok

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Continuo a raccontrare  la nostra avventura in Tailandia, agosto 2009. Dopo aver visitato il mercato di Mae klong che viene allestito e disallestito al ritmo del passaggio del treno risaliamo sul pulmino per dirigerci verso il mercato galleggiante di Dumnoen Saduak; giunti all’imbarco delle “speed boat”, barche in legno strette e lunghe con il motore; saliamo per cominciare la nostra gita sul fiume e per giungere al mercato. In circa trenta minuti arriviamo.

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Durante il tragitto osserviamo la vita che scorre lungo il fiume dove gli abitanti si spostano con piccole barchette in legno. Una volta giunti al mercato decidiamo di noleggiare una barchetta a remi per scoprire appieno i canali. Il traffico fluviale è molto intenso tant’è che bisogna fare particolare attenzione  e tenere le mani all’interno della barca per evitare di schiacciarle urtando le altre barche. Ci accorgiamo subito di quanto il mercato sia turistico ma è senz’altro pittoresco; facciamo ad ogni modo alcuni piccoli acquisti. Lo stesso mercato lo avevo visitato nel 1998 in occasione di uno stop over e senz’altro ho notato il maggior afflusso di turisti rispetto a quanto visto all’epoca. E’ un luogo che includerei tutt’ora se dovessi ritornare anche solo per farlo scoprire ai bimbi che ne rimarrebbero senza dubbio affascinati.

E’ raggiungibile con un’escursione giornaliera da Bangkok.

Parigi in 1 giorno

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Il sogno13 si è realizzato ed ora vi do qualche informazione logistica per organizzare una toccata e fuga a Parigi.

Noi siamo partite con ryanair dall’aeroporto di Bergamo con il volo infrasettimanale delle 6:35 con uno zaino contenente giusto il necessario, un cambio ed il pigiamino. Abbiamo optato per questa opzione per evitare di perdere tempo in seguito all’imbarco del trolley in stiva. Pratica di default per chi non acquista la priority.

Nessun problema per i posti a bordo in quanto è possibile sceglierli gratuitamente in determinate file per un adulto e massimo 2 bambini inferiori a 13 anni.

Sbarcate raggiungiamo subito il parcheggio della navetta che ci porta a Porte Maillot. Purtroppo c’è un po’ di traffico e raggiungiamo la citta alla 10:40 dopo due ore di viaggio abbondanti. Per questioni organizzative abbiamo scelto un albergo vicinissimo al parcheggio di sosta dei pullman. Fatichiamo a trovare l’hotel per la mia scarsa capacità ad utilizzare google maps mentre sono a piedi e considerando ci sono dei lavori mi incasino discretamente ma poi, dopo che Alice sottolinea quanto invece è bravo il papà con i mezzi elettronici , mi fermo e cerco di capire come si muove la freccetta!  Troviamo l’hotel e lasciamo lo zaino  pronte per partire per la missione  Tour Eiffel!

Il cielo è plumbeo e fa freschino, nonostante la metropolitana comoda preferiamo per pochi euro di differenza prendere un Uber che in un paio di minuti arriva da noi e ci fa scendere direttamente a Camp de Mars.

Anche qui ci sono dei lavori.

Troviamo una prima coda e guardo l’orologio, sono le 11:39. Controllano le borse e si passa sotto ad un metal detector per accedere all’area della torre. Ci rechiamo in biglietteria e noto diversi sportelli chiusi. C’è una biglietteria centrale ed altre dislocate  ai vari piloni. Inganniamo il tempo mangiando il nostro panino e dando qualche briciola ad un piccione ( qualcuno mi sa dire come mai i bambini li amano così tanto?!). I biglietti on line non erano disponibili un mesetto prima quando ho acquistato il volo.Scegliamo ovviamente di salire alla sommità ed in ascensore. Attenzione a scegliere la giusta biglietteria perché ci sono sportelli esclusivi per chi vuole salire a piedi.

 

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Per tutte le informazioni rimando al sito ufficiale dove potrete sempre consultare le informazioni aggiornate.

 

Tarif Adulte Tarif Jeune (de 12 à 24 ans) Tarif Enfant (de 4 à 11 ans) / Handicap(1) Tarif Petit Enfant(2) (moins de 4 ans) / RSA(3)
Billet ascenseur 2ème étage 16€ 8€ 4€ Gratis
Billet ascenseur Sommet 25€ 12,50€ 6,30€ Gratis
Billet escaliers 2ème étage 10€ 5€ 2,50€ Gratis
Billet escalier + ascenseur Sommet 19€ 9,50€ 4,80€ Gratis

 

 

Ascensori Scale
21 Giugno – 2 Settembre 9:00 – 0:45

Ultima salita mezzanotte

(per la sommità 23.00)

9:00 – 0:45

Ultima salita 23.00

(per la sommità 22.30)

Il resto dell’anno 9:30 – 23:45

Dernière montée à 23h.

(pour le sommet 22h30)

9:30 – 18:30

Ultimo accesso 18.00

 

 

L’ACCESSO ALLA CIMA PUÒ ESSERE MOMENTANEAMENTE INTERROTTO A CAUSA DI CONDIZIONI CLIMATICHE DIFFICILI O IN CASO DI FORTE AFFLUENZA.

Dopo aver acquistato i biglietti si passa nuovamente sotto un metal detector con controllo borse e poi ecco il tornello per accedere! L’ascensore arriva subito. Alle 12: 30 siamo pronte per salire! Penso che il cielo nuvoloso sia stato la nostra fortuna, avevo letto di lunghe code ma cosi, per fortuna, non è stato! Ci godiamo la vista dal secondo piano e da lì cambiamo ascensore per raggiungere la sommità, io lo avevo già fatto in gita in quarta superiore di sera. Mi era piaciuto un sacco e anche questa volta ho rivissuto la medesima emozione con a gioia oltretutto di aver realizzato il sogno di Alice.  Il vento tirava forte   ma è stato davvero spettacolare! Una volta sceseal secondo piano,sempre per il cambio ascensore, abbiamo fatto un po’ di shopping e assaggiato il primo macaron parigino.

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una volta scese dalla torre abbiamo raggiunto il lungo Senna, spuntino con la crêpes alla nutella e crociera sul fiume, con audio guida in italiano. Abbiamo anche incontrato una simpatica coppia australiana di mezza età che stava facendo il giro del mondo. Nonostante non brilli in inglese è stato bello fare quattro chiacchiere!

Scese dal battello abbiamo acquistato la foto ricordo e fatto un giro sul carosello, giostra senza tempo!

cominciavamo ad accusare la stanchezza  perciò  abbiamo raggiunto l’hotel per una breve pausa con sole cinque fermate di Rer.

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Dopo un breve riposo abbiamo raggiunto a piedi l’Arco di trionfo e gli Champs-Élysées. Non è mancata la tappa da Laduree per acquistare alcuni macaron da portare ai maschietti di casa. La simpatia di Alice ha conquistato il commesso che mentre eravamo in fila in attesa gliene ha donato uno al gusto candy.

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Io volevo proseguire per Montmartre ma Alice ha scelto di cenare lì, abbiamo trovato un ristorantino turistico senza infamia e senza lode a prezzi accessibili. Esauste entrambe siamo rientrate in hotel, la sveglia per il mattino seguente è puntata alle 5:00. Mezz’ora dopo ci attende la navetta per Beauvais. Viaggio tranquillo, tempo di una buona colazione da Paul e partenza puntuale per Bergamo dove ci aspettava il nonno per riaccompagnarci a casa.

Il piccolo di casa ha espresso il desiderio di andare anche lui sulla torre.. chissà a quando il prossimo viaggio?! Sicuramente farei almeno un mezza giornata in più con volo la sera ma infrasettimanale non avevo trovato alternative. Parigi non mi stanca mai!

 

 

 

 

Santorini, cosa fare e visitare

Dopo avervi presentato il nostro itinerario alla scoperta delle isole Cicladi vi parlo di Santorini, la prima isola visitata ed in cui siamo giunti via aerea. Sono passati diversi anni , fine luglio 2005, ma ancora ho dei bellissimi ricordi. Arrivati via Atene in tarda serata è venuta a prenderci la titolare dell’albergo che avevamo prenotato a Kamari, una località turistica balneare tra le più note per la sua comodità con una moltitudine di servizi e una bella spiaggia. L’albergo  ben pulito con una piscina  includeva la colazione, ricordiamo entrambi le ciotole di terracotta come di nutella 😂. Ci siamo trovati bene.

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La spiaggia è ciottolosa e, salvo accuse eccezioni di cui vi parlerò a breve, scura. Santorini è un isola di origine vulcanica, si è staccata dalla caldera durante il terremoto del XVI secolo.

Santorini è un’isola da visitare, raggiungerla per fare esclusivamente vita di mare sarebbe un peccato, la mattina seguente abbiamo subito noleggiato un motorino per visitarla tra il lungo ed il largo.

In poco meno di una settimana abbiamo alternato momenti di mare a momenti dedicati alla visita e scoperta del territorio.

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SCAVI DI AKROTIRI

Segnalato tra i maggiori siti archeologici del mar Egeo. Si trova a circa 9 km di distanza da Fira.

Il biglietto ha un costo di :

12 € adulti

6€ ridotto

Inverno:
(1 novembre – 31 marzo 2018)
08.00 – 15.00 martedì – domenica

Estate:
(4 aprile – 31 ottobre 2018) Il sito archeologico sarà aperto tutti i giorni dalle 08:00 alle 20:00 e il giovedì dalle 08:00 alle 15:00

 

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RED BEACH

Spiaggia di sabbia rossa  vicina al villaggio di Akrotiri ; è  una cala racchiusa tra le scogliere. Dal parcheggio occorre percorrere un sentiero tra le rocce  per circa 10 minuti. Ha indubbiamente il suo fascino

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OIA

Situata a nord sull’estrema punta dell’isola si trova la cittadina più famosa dell’isola, ovunque se ne parla e soprattutto si parla dei suoi tramonti da favola. Si gode un bellissimo panorama sul vulcano. Le case sono in calce bianca, diversi sono i particolari delle stesse di cole azzurre come le cupole delle chiese. Ricordo il profumo ed il color fucsia delle buganville. Punteggiano un paio di mulini a vento.

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FIRA

Capoluogo dell’isola è un cittadina molto turististica, già allora  c’era un’ampia scelta di hotel  e ristoranti. I colori tipici dell’isola predominano anche qui.

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ESCURSIONI IN BARCA

Assolutamente da non perdere l’escursione in barca che porta a visitare la caldera del vulcano e Therasia, Aspronisi, Kameni, Nea Kameni , Palea Kameni. Un gruppetto di isole circostanti. L’offerta è varia , l’escursione che abbiamo scelto con navigazione in caicco  ha previsto  l’attracco alla caldera con salita in autonomia al vulcano ( consiglio scarpe chiuse da ginnastica), un paio di soste in rada per il bagno , l’attracco a Thirassia dove  ci sono alcune taverne per poter pranzare.

 

IMMERSIONI

Mio marito aveva partecipato ad una gita giornaliera in partenza dalla spiaggia di Kamari. Io avevo speso il mio tempo in spiaggia in pieno relax.

 

Noi abbiamo speso il nostro tempo visitando anche altre spiaggie e paesini meno noti. Tutto questo girando sempre con il motorino. Le località elencate sopra sono ciò che non va perso se avete pochi giorni a disposizione.

#sogno13 realizzato

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Scrivo questo post dalla stanza dell’hotel, oggi ho fatto una “pazzia”.. circa un mesetto e mezzo fa ho trovato dei biglietti molto convenienti per raggiungere Parigi ed ho deciso di realizzare il sogno di Alice che dallo scorso anno quando siamo stati a Disneyland Paris è rimasta con il desiderio di salire sulla torre. Avevamo destinato il viaggio solo al parco. Vedendola comunque nei cartoni, sui libri aveva questo desiderio di partire e se devo essere sincera mi piace questa sua curiosità e voglia di esplorare. La nostra permanenza nella Ville lumiere è breve, domattina abbiamo già il volo di rientro ma la missione è stata compiuta ed anzi siamo riusciti anche a fare qualcosa in più!

Qualche giorno dopo aver comprato i voli consulto il sito della torre ed i biglietti on line (salta fila) erano già esauriti! Ne vendono una minima parte.  Mi ero proprio demoralizzata. Quindi anche sotto questo aspetto , come per la ricerca di un hotel in una zona specifica come nel nostro caso porte maillot vista la partenza  di primo mattino con la navetta per Beauvais-Tillé, non consiglio di organizzare last minute!

Rispetto a diversi anni fa per accedere all’area della torre è necessario passare a dei varchi dove si passa sotto al metal detector e controllano le borse. Al momento ci sono anche dei lavori adiacenti la zona della torre. La fila è stata abbastanza veloce. Una volta entrate abbiamo individuato la biglietteria per gli ascensori e una volta fatti i biglietti ( nel nostro caso fino in cima) si passa nuovamente un controllo borse  e successivamente ticket.

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Complice, senza dubbio, la giornata fresca e nuvolosa in meno di un’ora eravamo dentro! ( tutti i controlli e acquisto biglietti compreso).

Siamo salite al secondo piano e da lì un’altra piccola cosa per il cambio di ascensore  fino alla cima. Il vento freddo (si può dire anche se siamo a metà giugno?!) scompigliava i capelli ma la nostra emozione è stata unica!

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scese al secondo livello abbiamo curiosato negli shop e bar dove non ci siamo fatte mancare i primi macaron.

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Vi racconterò a parte il proseguio della giornata! Sono pronta per crollare anch’io qualche ora distrutta a letto 😴😴

 

 

Vacanze scolastiche 2018/2019

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Lombardia, provincia di Milano

Siamo  giunti al termine dell’anno scolastico 2017/2018. Per i bimbi inizia un bel periodo di vacanza. I più fortunati faranno vacanza con i nonni e magari anche con i genitori, c’è chi frequenterà i campi estivi di vario genere (inglese/fattorie didattiche/ sport..) e chi più ne ha più ne metta! more “Vacanze scolastiche 2018/2019”

Mercato di Mae Klong, railway market

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Da Bangkok comincia il nostro tour itinerante che ci porta a scoprire la Tailandia. Poco dopo le sei e mezza del mattino conosciamo Nok, la guida mandata dall’agenzia Azoure tour che ci accompagnerà per due giorni, e Jai, l’autista. Abbiamo a disposizione  un minivan tutto per noi.

Ci mettiamo subito in marcia diretti a Samut Songkram,  il traffico per uscire da Bangkok è intenso ma abbastanza scorrevole, passiamo davanti alle saline ed alle fabbriche di sale di Samut Sakron, molti banchetti lo vendono per strada. Questa è la prima tappa del tour che abbiamo organizzato su misura  con l’agenzia locale.

La scena che ci aspetta a Samut Songkram, cittadina nota anche con il nome di Mae Klong,  è degna di un documentario, ogni giorno viene allestito sulle rotaie di un convoglio funzionante un mercato di generi alimentari. Nok ci fa strada tra le bancarelle, vendono di tutto: da piccoli tonni a pesci essiccati, pesci gatto, rane alla brace e insetti dall’aspetto poco invitante.

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Troviamo diverse varietà di frutta, la guida compra i longan, dei frutti che nel gusto assomigliano ai litchi, io prendo il dragon, un frutto dalla buccia rosa e dalla polpa bianca con semini neri, è gustoso e dolce.

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La cosa che più mi incuriosisce sono le uova color rosa. I mercati sono sempre ricchi di profumi, colori e sapori ; mi piace anche assaggiare! Soprattutto la frutta.

Per visitare questo mercato e quello galleggiante è possibile fare un’escursione organizzata in partenza dalla città oppure spostarsi con un taxi concordando la tariffa. Nel nostro caso è stato appunto un minitour  di due giorni.

Bangkok, i suoi templi ed il palazzo reale

La prima volta che visitai Bangkok fu nel lontano 1998 per uno stop over. Ci sono ritornata nel 2009 con mio marito.  E’ stata la prima tappa del viaggio in Tailandia. Tra una chiacchiera e l’altra  qui c’è la nostra esperienza con le informazioni aggiornate.

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WAT TRAIMIT – Tempio  del Buddha d’oro

Dal nostro hotel prendiamo la metropolitana, nuovissima e tenuta davvero bene; un po’ in ritardo rispetto al previsto (causa colpo di sonno che non ci ha fatto alzare al volo al suono della sveglia) scendiamo al capolinea Hualampong Railway Station e in pochi minuti a piedi raggiungiamo il wat Traimit, tempio del Buddha d’oro, situato nei pressi di Chinatown.

La statua è alta 3 metri, 2,54 senza il piedestallo, e pesa tra le 5 e le 5,5 tonnellate, rappresenta Buddha seduto a terra con le gambe incrociate

Orari di apertura: 8:00-17:00

Un signore scatta una foto a Vincenzo  e io lo prendo in giro bonariamente.. gli dico che gli orientali  lo troveranno un tipo buffo! Quando usciamo è tutto più chiaro: hanno scattato delle foto (anche a me tra l’altro e non me ne sono neanche accorta) da imprimere su delle spille come souvenir ricordo. Non le abbiamo comprate.

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PALAZZO REALE

Un taxi per 100 thb ci porta al Palazzo Reale dove visitiamo i bellissimi templi che ne fanno parte e che sono maestosamente decorati ed intagliati; avremmo voluto prendere un tuk tuk e provare questa esperienza ma vista la distanza i vari guidatori volevano farci fare almeno uno stop in un negozio. Anche se il turista non acquista nulla viene loro riconosciuto un benefit per la visita dello shop. Avevamo letto su internet che quando si prendono questi mezzi bisogna chiaramente dire al guidatore “no stop”.

A partire dal diciottesimo secolo il Palazzo reale è stato la  residenza ufficiale del re di Thailandia. La sua costruzione iniziò nel 1782 durante il regno di Re Rama I quando venne trasferita la capitale da Thonburi a Bangkok. Il Palazzo è stato costantemente ampliato e molte strutture furono aggiunte nel corso del tempo. Il precedente re di Thailandia, il longevo   re Bhumibol Adulyadej, deceduto nello scorso 2016 risiedeva tuttavia nel Palazzo Chitralada.

Orari di apertura: 08:30 – 15:30

Originariamente facevano parte del palazzo numerosi edifici in legno circondati sui quattro lati da un muro protettivo; in seguito il monarca fece costruire il tempio del Buddha di smeraldo come luogo di culto privato della famiglia. Oggi il Palazzo è ancora molto in uso, molti rituali reali sono svolti qui dal re ogni anno. Proprio oggi si sta svolgendo una funzione religiosa e non possiamo accedere a tutte le aree.

Il complesso è suddiviso in 4 parti:

  • Il cortile interno, situato a nord, dove si trovano gli edifici il cui accesso era consentito alle sole donne e al sovrano.
  • Il cortile esterno, a sud, nei cui palazzi erano ospitate le sedi dei ministeri, della Guardia reale e del Tesoro.
  • Il cortile centrale, in cui si trovano i palazzi di maggiore interesse, tra cui il Phra Thi Nang Chakri Maha Prasad, che ospita la sala del Trono dove il re riuniva la corte e dava udienze.
  • Il Wat Phra Kaew, il tempio del Buddha di Smeraldo, un complesso di edifici religiosi di stili ed epoche diverse. All’interno del suo tempio principale è conservato il sacro Buddha di Smeraldo,  una delle statue più venerate del buddhismo.

 

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WAT PRA KAEO – Tempio del Buddha di Smeraldo

Ci dirigiamo verso il wat Pra Kaeo, il tempio che custodisce il Buddha di smeraldo che riusciamo a fotografare dall’esterno grazie al teleobiettivo visto che all’interno è vietato.

Il tempio principale Phra Ubosot si trova al sud di quest’ area ed ospita la sacra statua  È elegantemente decorato in tardo stile siamese di Ayutthaya. La statua del Buddha di Smeraldo è seduta su uno splendido trono in legno intarsiato e dorato, posizionato sopra un altare circondato da decorazioni dorate.

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WAT PHO – Tempio del Buddha disteso

La prossima tappa è il wat Pho dove è custodito il Buddha disteso, una delle riproduzioni più grandi della divinità. È lungo 46 m e alto 15, la pianta dei suoi piedi e i suoi occhi sono decorati  in madreperla. Il wat Pho è uno dei più grandi e più antichi templi a Bangkok,  ospita più di mille immagini del Buddha.

Usciti dal wat Pho passiamo attraverso varie bancarelle alimentari, da cui provengono odori molto intensi di pesce essiccato,  e raggiungiamo il molo per traghettare dall’altra parte del fiume, il Chao Praya, per visitare il wat Arun,  tempio dell’aurora. Per 3 bath siamo dall’altra parte.

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Prima di giungere al tempio ci fermiamo a scattare delle divertenti fotografie inserendo la testa nelle sagome cartonate raffiguranti i tailandesi in costume tipico. Per poco non ne faccio cadere una!

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WAT ARUN – Tempio dell’Aurora

L’ingresso al tempio costa 50 bath, ed è possibile salire (lo era nel 2008) sulla pagoda principale attraverso una delle quattro scalinate che oltre ad essere molto ripide hanno gradini irregolari; saliamo senza raggiungere la cima. Il tempio è ornato da bellissimi fiori colorati in porcellana.

Al termine di questa visita sono circa le 17. Non abbiamo partecipato ad una visita guidata ma avevamo diverso materiale a disposizione e ci siamo mossi in autonomia.

La nostra giornata a Bangkok proseguirà con una cena in crociera sul fiume Chao Praya.

Tutti i templi sono ben conservati e meritano davvero di essere visitati. La visita ai templi continuerà ad Ayutahia