Visitare i templi di Chiang Mai

Chiang Mai e i suoi dintorni sono luoghi ricchi di templi e di realtà da scoprire. Noi abbiamo fatto questa piccola selezione seguendo i consigli della guida incontrata a Bangkok e chi ci aveva accompagnato per due giorni e di una brochure che ci aveva lasciato l’ente del turismo. Periodo viaggio: fine agosto 2009.

WAT DOI SUTHEP

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Ci rechiamo al Doi Suthep percorrendo una strada di montagna con diversi tornanti lunga circa 16 km. Questo tempio fu costruito nel 1300  ed è considerato uno dei templi più sacri del paese, è posto sulla sommità di una collina  (3.520 metri s.l.m.) a cui si arriva con una scalinata di 306 gradini oppure con una funicolare.

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C’è una famosa leggenda dietro alla realizzazione del Wat Phra that Doi Suthep (questo il nome corretto del tempio): si narra che una reliquia del Buddha falso fu posta sul dorso di un elefante libero di vagare che si arrampicò sulla cima del Doi Suthep, si girò per tre volte, si inginocchiò e morì. Il Re Ku Na nel 14 ° secolo fece costruire proprio in quel punto il chedi del tempio.

Dalla collina si gode un bellissimo panorama sulla vallata e su Chiang Mai, ci consideriamo molto fortunati visto che spesso, abbiamo letto, la collina è avvolta dalla nebbia.

Il tempio è splendido, il chedi è purtroppo in restauro ma riusciamo comunque ad ammirarne la bellezza. Per salire abbiamo preso la funicolare (40 bath a testa a/r) mentre per scendere, nonostante avessimo già il biglietto, utilizziamo le scale sulle quali nella parte inferiore si trovano bancarelle e venditori. Non ci sembra di aver percorso tutti quei gradini.

WAT CHEDI LUANG

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Il Wat Chedi Luang è stato costruito circa seicento anni fa. La pagoda principale (chedi) di vaste dimensioni ha dato il nome al tempio stesso; per un breve periodo ha ospitato il Buddha più importante in Thailandia, il Buddha di Smeraldo. Il Buddha di Smeraldo si trova ora a Bangkok, ma alcuni anni fa il re ha donato al tempio una copia da collocare nella nicchia orientale del Chedi.

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Altri edifici del complesso comprendono il campus Lanna dell’Università buddista Mahamakut. A ovest del Chedi si trova un viharn contenente un Buddha disteso e il Buddha Sangkhachai.

WAT PHRA SINGH

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Il wat Phra Singh che originariamente si chiamava Wat Phra Li Chiang, nome che fu cambiato quando nel 1376 venne ospitata all’interno l’immagine del Bhudda Phra Sihing.

Ci fermiamo un po’ su una panchina ad osservare i monaci di passaggio.

Fa davvero caldo e perciò decidiamo di terminare qui la visita per oggi e rimandare la visita agli altri tre templi selezionati  in mattinata nei giorni successivi

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Come nei giorni precedenti  facciamo colazione in albergo e dopo aver preso la  macchina fotografica contrattiamo il giro con un tuk tuk che ci aspetterà durante la visita ai tre templi e poi ci lascerà allo zoo.

WAT CHIANG MUN

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Il Wat Chiang Mun,  tempio più antico di Chiang Mai si trova all’interno delle mura e  Rajpakinai Road.

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L’autista  del nostro Tuk Tuk ci chiede di aspettarlo se finiamo la  visita troppo presto 😊 lui va un attimo a comprarsi il giornale. Nessun problema! Questi aspetti di vita locale mi piacciono molto.

WAT KU TAO

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Il secondo tempio della nostra seconda giornata è il Wat ku tao, noto soprattutto per la forma del chedi insolita rispetto a tutti gli altri templi. Questo stupa che è unica nel nord della Thailandia posa su una base quadrata su cui poggiano cinque strutture che somigliano ciascuna al bocciolo del fiore di loto. Sfortunatamente è in restauro ma riusciamo ugualmente ad ammirarne la particolarità.

WAT SUAN DOK

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L’ultimo tempio che visitiamo è il Wat Suan Dok che si trova a ovest delle mura della città vecchia in Suthep Road, vicino alla strada che porta al wat Doi Suthep dove si trova anche lo zoo. È differente dagli altri visitati, sui lati è aperto ed è molto grande.

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Leggenda narra che il  re Keu Na di Lanna  offrì il giardino reale dei fiori (Suan Dok) come un luogo per costruire un tempio ad un sacerdote molto venerato venuto in visita da Sukhothai per portare il buddismo dello Sri Lanka. Al di fuori del tempio si trovano molti chedi bianchi, reliquiari contenenti le ceneri della famiglia reale di Chiang Mai.

 

 

Visitare il Triangolo d’Oro

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Continuo il racconto del viaggio in Tailandia, agosto 2009.

Ci svegliamo a Chiang Mai, fra un’ora passeranno a prenderci per l’escursione al triangolo d’oro acquistata in hotel. Facciamo colazione, ottimo buffet e soprattutto sensazionale l’angolo con il fornetto per scaldarsi le brioche.

La giornata di oggi sarà particolarmente lunga ed impegnativa.

Siamo in sei, oltre a noi c’è un ragazzo italiano ed una famiglia di tre persone olandesi.

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La prima sosta la facciamo alle sorgenti calde di Baan Mae Khajaan a Wiang Pa Pao, zona nord-est della provincia di Chiang Mai, dove è presente anche un geyser.

Il Geyser Thaweesin ha una temperatura costante di 95 gradi centigradi ed è profondo 178 metri. L’altezza del geyser raggiunge addirittura i 37 metri, non riusciamo purtroppo a vedere il getto di acqua nella sua maestosità ma solo una costante produzione di vapore.

Abbiamo un po’ di tempo a disposizione e dopo aver scattato come sempre tantissime foto preferiamo immergere i piedi nella piscinetta di acqua termale piuttosto che guardare i negozietti; molte signore vendono uova fresche in cestini di bamboo con un manico da collocare vicino al geyser, in pochissimo tempo diventano sode. Non proviamo l’esperienza, lasciamo fare la prova ad alcuni turisti giapponesi.

Ripartiamo per fermarci dopo un po’ di strada. Il tempo e il cielo continuano a cambiare: sprazzi di sole, nuvole grigie, pioggia sottile e poi sereno; l’aria è frizzante, la vegetazione ha un colore verde brillante.

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Raggiungiamo il tempio Wat Rong Khun comunemente noto con il nome di “white temple”, tempio bianco. E’ un tempio in stile moderno, la cui costruzione è iniziata alcuni anni fa e come dice il suo stesso nome è di colore bianco. E ‘stato progettato e costruito dall’artista Chaloemchai Khositphiphat che abbiamo la fortuna di incontrare in quanto è presente al tempio.

Per raggiungere la cappella del tempio si percorre un piccolo ponte posto sopra un laghetto, ai lati si trova l’inferno, un insieme di sculture di persone che danno l’impressione di cercare di fuggire con le mani che tendono verso il cielo.

All’interno del tempio si trova un bellissimo murale colorato del Buddha che rappresenta il paradiso.

Accanto al tempio vi è una piccola galleria d’arte dove ammirare le opere di Chaloemchai Khositphiphat.

Il tempio merita sicuramente una visita, è molto scenografico e molto diverso dagli atri presenti a Chiang Mai e  a Bangkok, unico nel genere. Peccato per il cielo un po’ plumbeo, con il sole e il cielo azzurro avrebbe avuto riflessi fantastici.

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Ci rimettiamo in “marcia” per raggiungere il famoso triangolo d’oro, punto in cui confinano Tailandia, Myanmar e Laos noto, soprattutto in passato, per il traffico di oppio tra i tre paesi.

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Giungiamo al molo di imbarco per la gita in barca sul Mekong, all’undicesimo posto tra i fiumi più lunghi del mondo.

La navigazione dura circa un’ora e ammiriamo, oltre alla natura, ciò che offrono i confini degli stati confinanti. In primo luogo osserviamo un’immensa statua di Buddha in piedi nel territorio del Myanmar ed un casinò.  La guida ci spiega che non siamo particolarmente lontano neanche dalla Cina. Sbarchiamo sull’isola di Done Xao in territorio laotiano dove non è necessario avere il visto in quanto  è considerata zona di confine; un luogo “per turisti”. Sulla barca ci chiedono ad ogni modo se abbiamo il passaporto e così lo consegniamo alla guida insieme a 20 bath (quaranta centesimi). Sull’isola  si trovano i classici cartelli di benvenuto in Laos e alcuni negozi di souvenir dove si trovano curiose bottiglie di liquori contenenti scorpioni e serpenti. Dopo circa un quarto d’ora di sosta riprendiamo la barca che ci riporterà al molo.  Ci riconsegnano il passaporto e…  ecco il mistero! Hanno apposto tre timbri ( suppongo ricordo sull’ultima pagina: un piccolo elefantino con la scritta Laos, un triangolo con all’interno il nome dei tre paesi confinanti e un cerchio con il nome dell’isola. Mi chiedo se il passaporto si possa “timbrare” così…   Speriamo non avere problemi in futuro..). Vi confermo che poi l‘ho usato negli anni successivi senza alcun problema.

Prima di dirigerci al ristorante ci fermiamo a scattare qualche foto sotto il noto arco simbolo del triangolo d’oro.

Il buffet è prevalentemente asiatico e molto buono, i bocconcini di pollo fritto sono deliziosi. Dopo la sosta per il pranzo riprendiamo il pulmino per spingerci ai confini con il Myanmar dove si trova il punto più a nord della Thailandia. Dopo la frontiera vi è un ponte e attraversato quest’ultimo si è nel territorio dell’ex Birmania. Anche qui  come in tutte le zone di frontiera si trovano negozi che offrono merce a prezzi molto economici, vendono un po’ le solite cose: orologi, pelletteria, souvenir..

Abbiamo un po’ di tempo a disposizione e facciamo un giro per i negozi della cittadina dove compriamo delle noci di macadamia da portare in Italia. Non ci sono oggetti caratteristici o di particolare interesse.

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Prima di rientrare a Chiang Mai ci aspetta un’ultima tappa, il villaggio degli Akha, una delle minoranze etniche presenti nel paese; il loro costume tradizionale è nero con delle bande colorate ma ciò che è più caratteristico è il loro copricapo sempre di colore nero ma decorato con pon pon di colori accesi e arricchito da catenelle e applique in argento.

Il villaggio è autentico, lo attraversiamo e nel frattempo arrivata un carretto che forse passa settimanalmente o giornalmente a vendere frutta secca al villaggio. I bimbi appena lo sentono arrivare si radunano intorno e le mamme  li raggiungono. È una scena molto bella.

Il viaggio di rientro è lungo, ci fermiamo a metà strada a fare benzina e una sosta all’autogrill; prendo qualcosa da spizzicare sul pulmino e ne approfittiamo per la toilette. I bagni sono differenti dai nostri, c’è una turca rialzata e un bidone molto capiente con un pentolino di plastica da dove  attingere l’acqua per lo scarico. Sono molto puliti.

Una volta rientrati in albergo, dopo la doccia, decidiamo di approfittare subito della cena che l’albergo ci ha offerto, ancora non sappiamo cosa offre la città e vista l’ora  abbiamo anche un certo appetito. Ci portano degli spiedi di carne e verdura alla griglia molto buoni accompagnati da riso bianco.

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Dopo cena decidiamo di andare al night bazar, ne abbiamo sentito parlare talmente tanto che ne siamo davvero incuriositi. È un tripudio di negozi e bancarelle allestite sui marciapiedi, si fatica quasi a passare. Si trovato cose molto caratteristiche e particolari oltre ai classici souvenir e a prodotti contraffatti.

 

Ayutthaya, cosa fare e visitare

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In mattinata, dopo aver lasciato Kanchanaburi,  raggiungiamo Ayutthaya, antica capitale del regno del Siam, dove visitiamo diversi templi. Il primo è il wat Chaiwatthanaram, un tempio buddhista considerato una delle maggiori attrazioni turistiche del luogo e uno dei templi più belli di tutto il paese. La costruzione del tempio iniziò all’incirca nell’anno 1630 e fu fortemente voluta dal re Prasat Thong che lo volle edificare in quella precisa zona in memoria di sua madre che nacque in quei luoghi. Lo stile che venne utilizzato per la costruzione fu lo stile Khmer; il tempio si trova sulla riva occidentale del fiume Chao Phraya, a sud-ovest della città vecchia di Ayutthaya.

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Si tratta di un complesso di grandi dimensioni dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

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Il secondo tempio è il wat Phra Si Sanphet, costruito dal re Boromatrailokanat nel 1448. E’ stato uno dei templi più grandi dell’antica capitale ed è uno dei meglio conservati dell’isola. Il tempio ha preso il nome dalla grande immagine del Buddha in piedi eretto lì nel 1503 alto 16 metri e coperto con più di 150 chilogrammi di oro. A seguito del saccheggio della città  da parte dei birmani il Buddha fu ritrovato in frantumi. I tre chedi del tempio sono una delle principali immagini della città.

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Proseguiamo con il Wihaan Mongkhon Bophit, luogo dove è possibile ammirare la fusione tra architettura antica e moderna e dove è custodito uno dei più grandi Bhudda di tutto il paese.

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Ci fermiamo per pranzo in un ristorante a buffet, la cucina è varia e abbastanza buona, l’ambiente è purtroppo poco caratteristico trattandosi di un ristorante di un grande albergo, il pasto era compreso con il pacchetto dei due giorni.

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Nel pomeriggio visitiamo il wat Yai Chai Mongkhon che al suo interno contiene una statua del Buddha disteso nella classica veste color zafferano oltre ad un enorme chedi color oro custodito da una serie di statue del Buddha anch’esse vestiti con stole.

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La visita della città si conclude con il Bang Pa-In Palace, palazzo dove in estate si reca la regina e dove alloggiano i rappresentanti nazionali degli altri governi quando giungono in visita.

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All’interno del parco vi sono molti edifici e delle siepi potate in modo tale da raffigurare diversi animali.

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All’ingresso vendono in bicchieri di plastica coperti frutta fresca che può essere frullata con yogurt, acqua o latte; ne prendo uno misto davvero buono. La signora mi fa anche assaggiare un frutto molto buono di cui purtroppo non conosco il nome.

Rientriamo a Bangkok via terra, l’alternativa era proseguire via fiume.

Anche l’escursione ad Ayutthaia si può effettuare in giornata da Bangkok. Io consiglio con una guida in modo da poter meglio apprezzare templi e storia di ciò che si visita.

 

Bangkok, i suoi templi ed il palazzo reale

La prima volta che visitai Bangkok fu nel lontano 1998 per uno stop over. Ci sono ritornata nel 2009 con mio marito.  E’ stata la prima tappa del viaggio in Tailandia. Tra una chiacchiera e l’altra  qui c’è la nostra esperienza con le informazioni aggiornate.

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WAT TRAIMIT – Tempio  del Buddha d’oro

Dal nostro hotel prendiamo la metropolitana, nuovissima e tenuta davvero bene; un po’ in ritardo rispetto al previsto (causa colpo di sonno che non ci ha fatto alzare al volo al suono della sveglia) scendiamo al capolinea Hualampong Railway Station e in pochi minuti a piedi raggiungiamo il wat Traimit, tempio del Buddha d’oro, situato nei pressi di Chinatown.

La statua è alta 3 metri, 2,54 senza il piedestallo, e pesa tra le 5 e le 5,5 tonnellate, rappresenta Buddha seduto a terra con le gambe incrociate

Orari di apertura: 8:00-17:00

Un signore scatta una foto a Vincenzo  e io lo prendo in giro bonariamente.. gli dico che gli orientali  lo troveranno un tipo buffo! Quando usciamo è tutto più chiaro: hanno scattato delle foto (anche a me tra l’altro e non me ne sono neanche accorta) da imprimere su delle spille come souvenir ricordo. Non le abbiamo comprate.

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PALAZZO REALE

Un taxi per 100 thb ci porta al Palazzo Reale dove visitiamo i bellissimi templi che ne fanno parte e che sono maestosamente decorati ed intagliati; avremmo voluto prendere un tuk tuk e provare questa esperienza ma vista la distanza i vari guidatori volevano farci fare almeno uno stop in un negozio. Anche se il turista non acquista nulla viene loro riconosciuto un benefit per la visita dello shop. Avevamo letto su internet che quando si prendono questi mezzi bisogna chiaramente dire al guidatore “no stop”.

A partire dal diciottesimo secolo il Palazzo reale è stato la  residenza ufficiale del re di Thailandia. La sua costruzione iniziò nel 1782 durante il regno di Re Rama I quando venne trasferita la capitale da Thonburi a Bangkok. Il Palazzo è stato costantemente ampliato e molte strutture furono aggiunte nel corso del tempo. Il precedente re di Thailandia, il longevo   re Bhumibol Adulyadej, deceduto nello scorso 2016 risiedeva tuttavia nel Palazzo Chitralada.

Orari di apertura: 08:30 – 15:30

Originariamente facevano parte del palazzo numerosi edifici in legno circondati sui quattro lati da un muro protettivo; in seguito il monarca fece costruire il tempio del Buddha di smeraldo come luogo di culto privato della famiglia. Oggi il Palazzo è ancora molto in uso, molti rituali reali sono svolti qui dal re ogni anno. Proprio oggi si sta svolgendo una funzione religiosa e non possiamo accedere a tutte le aree.

Il complesso è suddiviso in 4 parti:

  • Il cortile interno, situato a nord, dove si trovano gli edifici il cui accesso era consentito alle sole donne e al sovrano.
  • Il cortile esterno, a sud, nei cui palazzi erano ospitate le sedi dei ministeri, della Guardia reale e del Tesoro.
  • Il cortile centrale, in cui si trovano i palazzi di maggiore interesse, tra cui il Phra Thi Nang Chakri Maha Prasad, che ospita la sala del Trono dove il re riuniva la corte e dava udienze.
  • Il Wat Phra Kaew, il tempio del Buddha di Smeraldo, un complesso di edifici religiosi di stili ed epoche diverse. All’interno del suo tempio principale è conservato il sacro Buddha di Smeraldo,  una delle statue più venerate del buddhismo.

 

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WAT PRA KAEO – Tempio del Buddha di Smeraldo

Ci dirigiamo verso il wat Pra Kaeo, il tempio che custodisce il Buddha di smeraldo che riusciamo a fotografare dall’esterno grazie al teleobiettivo visto che all’interno è vietato.

Il tempio principale Phra Ubosot si trova al sud di quest’ area ed ospita la sacra statua  È elegantemente decorato in tardo stile siamese di Ayutthaya. La statua del Buddha di Smeraldo è seduta su uno splendido trono in legno intarsiato e dorato, posizionato sopra un altare circondato da decorazioni dorate.

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WAT PHO – Tempio del Buddha disteso

La prossima tappa è il wat Pho dove è custodito il Buddha disteso, una delle riproduzioni più grandi della divinità. È lungo 46 m e alto 15, la pianta dei suoi piedi e i suoi occhi sono decorati  in madreperla. Il wat Pho è uno dei più grandi e più antichi templi a Bangkok,  ospita più di mille immagini del Buddha.

Usciti dal wat Pho passiamo attraverso varie bancarelle alimentari, da cui provengono odori molto intensi di pesce essiccato,  e raggiungiamo il molo per traghettare dall’altra parte del fiume, il Chao Praya, per visitare il wat Arun,  tempio dell’aurora. Per 3 bath siamo dall’altra parte.

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Prima di giungere al tempio ci fermiamo a scattare delle divertenti fotografie inserendo la testa nelle sagome cartonate raffiguranti i tailandesi in costume tipico. Per poco non ne faccio cadere una!

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WAT ARUN – Tempio dell’Aurora

L’ingresso al tempio costa 50 bath, ed è possibile salire (lo era nel 2008) sulla pagoda principale attraverso una delle quattro scalinate che oltre ad essere molto ripide hanno gradini irregolari; saliamo senza raggiungere la cima. Il tempio è ornato da bellissimi fiori colorati in porcellana.

Al termine di questa visita sono circa le 17. Non abbiamo partecipato ad una visita guidata ma avevamo diverso materiale a disposizione e ci siamo mossi in autonomia.

La nostra giornata a Bangkok proseguirà con una cena in crociera sul fiume Chao Praya.

Tutti i templi sono ben conservati e meritano davvero di essere visitati. La visita ai templi continuerà ad Ayutahia