Cosa fare in un giorno a Bruxelles

 

Grand Place, Bruxelles

Bruxelles arriviamo! Capita di non avere tanto tempo a disposizione, non ci sono ponti o non si possono prendere ferie. Grazie ai tanti voli si può sempre organizzare un viaggio quasi in giornata. Partenza prima delle sei da casa per raggiungere l’aeroporto di Bergamo! Ero un’abitueé già dai tempi, Parigi questa estate non è stato certo un caso isolato 😉 more “Cosa fare in un giorno a Bruxelles”

Ayutthaya, cosa fare e visitare

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In mattinata, dopo aver lasciato Kanchanaburi,  raggiungiamo Ayutthaya, antica capitale del regno del Siam, dove visitiamo diversi templi. Il primo è il wat Chaiwatthanaram, un tempio buddhista considerato una delle maggiori attrazioni turistiche del luogo e uno dei templi più belli di tutto il paese. La costruzione del tempio iniziò all’incirca nell’anno 1630 e fu fortemente voluta dal re Prasat Thong che lo volle edificare in quella precisa zona in memoria di sua madre che nacque in quei luoghi. Lo stile che venne utilizzato per la costruzione fu lo stile Khmer; il tempio si trova sulla riva occidentale del fiume Chao Phraya, a sud-ovest della città vecchia di Ayutthaya.

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Si tratta di un complesso di grandi dimensioni dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

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Il secondo tempio è il wat Phra Si Sanphet, costruito dal re Boromatrailokanat nel 1448. E’ stato uno dei templi più grandi dell’antica capitale ed è uno dei meglio conservati dell’isola. Il tempio ha preso il nome dalla grande immagine del Buddha in piedi eretto lì nel 1503 alto 16 metri e coperto con più di 150 chilogrammi di oro. A seguito del saccheggio della città  da parte dei birmani il Buddha fu ritrovato in frantumi. I tre chedi del tempio sono una delle principali immagini della città.

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Proseguiamo con il Wihaan Mongkhon Bophit, luogo dove è possibile ammirare la fusione tra architettura antica e moderna e dove è custodito uno dei più grandi Bhudda di tutto il paese.

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Ci fermiamo per pranzo in un ristorante a buffet, la cucina è varia e abbastanza buona, l’ambiente è purtroppo poco caratteristico trattandosi di un ristorante di un grande albergo, il pasto era compreso con il pacchetto dei due giorni.

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Nel pomeriggio visitiamo il wat Yai Chai Mongkhon che al suo interno contiene una statua del Buddha disteso nella classica veste color zafferano oltre ad un enorme chedi color oro custodito da una serie di statue del Buddha anch’esse vestiti con stole.

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La visita della città si conclude con il Bang Pa-In Palace, palazzo dove in estate si reca la regina e dove alloggiano i rappresentanti nazionali degli altri governi quando giungono in visita.

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All’interno del parco vi sono molti edifici e delle siepi potate in modo tale da raffigurare diversi animali.

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All’ingresso vendono in bicchieri di plastica coperti frutta fresca che può essere frullata con yogurt, acqua o latte; ne prendo uno misto davvero buono. La signora mi fa anche assaggiare un frutto molto buono di cui purtroppo non conosco il nome.

Rientriamo a Bangkok via terra, l’alternativa era proseguire via fiume.

Anche l’escursione ad Ayutthaia si può effettuare in giornata da Bangkok. Io consiglio con una guida in modo da poter meglio apprezzare templi e storia di ciò che si visita.

 

Praga, cosa visitare.

Praga è la seconda tappa del nostro OTR , agosto 2017, la città è situata sul fiume moldava e dal 1992 il suo centro storico è stato incluso nella lista dei patrimoni dell’umanità Unesco.

Noi ci siamo fermati a Praga per tre notti e abbiamo scelto di soggiornare in un appartamento con garage privato ma che fosse comodo alla stazione della metropolitana. Un’alternativa per chi arriva in aereo può essere quella di soggiornare direttamente in centro essendo Praga una città  non molto ampia. 

Giunti in città nel primo pomeriggio dopo aver fatto il check in  ci siamo subito diretti in centro, con qualche difficoltà purtroppo.  Alla stazione della metropolitana c’era solo una macchinetta automatica che non accettava ne carte di credito e neppure banconote ma solo monetine. La moneta ufficiale è la corona ceca di cui non eravamo ancora in possesso. Dopo aver trovato un bancomat e prelevato in valuta abbiamo cercato di cambiare i nostri soldi in un supermercato acquistando alcuni prodotti ma nessuno si è dimostrato particolarmente cortese nel volerci dare il resto in moneta tant’è che siamo entrati tre volte per riuscire ad ottenere il necessario per fare un biglietto di sola andata.

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Giunti in centro la nostra prima tappa è stata la torre delle polveri, un tempo utilizzata come deposito della polvere da sparo e considerata oggi inizio della via dell’incoronazione o via reale che conduce al castello di Praga. Incontriamo subito un artista di strada che fa bolle di sapone , tanti bimbi compresi i nostri lo osservano ma anche molti grandi si fermano a fotografare!

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Da lì raggiungiamo la piazza con la cattedrale di Santa Maria di Tin, la chiesa di San Nicola ed il   monumento dedicato a Jan Hus, importante teologo.

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Sta quasi per scoccare l’ora e ci dirigiamo subito ad osservare l’orologio astronomico. Da 600 anni è una delle più grandi ricchezze della città ed ancora oggi stupisce con la processione degli apostoli e con le statue mobili allo scoccare di ogni ora. Il quadrante dell’orologio indica il giorno corrente e la sua posizione nella settimana del mese e nell’anno. Contemporaneamente l’orologio mostra il calendario europeo babilonese e quello astronomico. Lo scorso agosto (2017) il campanile era in parte coperto per restauro.

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Osserviamo la Casa Al Minuto, facente parte del complesso del municipio della città vecchia, la sua facciata decorata con graffiti raffigura scene tratte da eventi biblici e mitologici oltre a temi delle legende rinascimentali contemporanee; in questa casa visse anche Frank Kafka con i suoi genitori per circa sette anni.

In piazza ci sono anche due chioschi che offrono Street food, prosciutto di Praga cotto a legna e il trodlo, tipico dolce; attenzione ai prezzi che sono tutt’altro che da bancarella! Nei giorni di permanenza a Praga ho spesso avuto l’impressione che tendessero a fregare un po’ i turisti. Bancomat nei negozi minori rigorosamente funzionanti solo se si usciva comunicando di non aver contanti e nemmeno Euro.

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Burattini  e marionette pullulano nelle botteghe.

Dopo cena rientriamo in appartamento il programma il giorno successivo prevede di trascorrere la giornata al castello di cui vi parlerò in un altro post dandovi le informazioni pratiche .

Nelle giornate seguenti non abbiamo perso la visita al

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ponte Carlo, ponte più antico ed importante di Praga, la sua costruzione durò quasi cinquant’anni. La porta di accesso al ponte Carlo dalla città vecchia è considerata la più bella porta gotica di Europa , fu terminata prima del 1380. Dal 1683 al 1928 il ponte fu adornato con 30 statue di santi.

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Abbiamo fatto tappa anche alla casa danzante, soprannome dato all’edificio in foto nel centro di Praga nel quartiere di Nove  mesto. Originalmente chiamato Fred e Ginger la casa ricorda vagamente una coppia di Ballerini. Sempre nel quartiere di Nove mesto incontriamo piazza di San Venceslao dove la statua equestre del Santo domina un lato della piazza.

Abbiamo poi dedicato anche una giornata ad attività per i bambini e festeggiato il quarto compleanno di Gianluca. Il primo ed il secondo giorno sono stati piovosi e nuvolosi.

Salisburgo, cosa fare e visitare

La prima tappa del nostro On the road ci ha portato alla scoperta della città di Salisburgo, città dell’Austria centro settentrionale. È conosciuta nel mondo per la sua architettura barocca e per aver dato i natali a Wolfgang Amedeo Mozart, soprannominato dai miei bimbi “bebeus” poiché gli ricordava la canzone dello zecchino d’oro che ascoltavano anche da piccoli e così ne chiamavano il protagonista! 🙂

La città è situata sulle rive del fiume Salzach ai confini settentrionali delle Alpi e dell’Austria. Il centro cittadino, chiamato la città vecchia, è dominato dalle torri e dalle cupole barocche delle chiese oltre che dai festosi palazzi.

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Mozarts Geburtshaus

La via principale, il cuore del centro storico, è Getreidegasse. Qui troviamo la casa natale del celebre compositore.

Orari

9 am – 5.30 pm  (ultimo ingresso 5 pm)

Luglio/ Agosto:
8.30 am – 7.00 pm  (ultimo ingresso 6.30 pm)

Biglietti:

€ 11,- (€ 18,-)

Ridotto per gruppi di 10 persone, studenti e senior
€ 9,00 (€ 15,-)

Ragazzi (15-18 anni)
€ 4,- (€ 6,-)

Bambini (6-14 anni)
€ 3,50 (€ 5,-)

Family tickets (2 adulti con bambini)
€ 23,- (€ 38,-)

Bambini fino a 6 anni gratuito

 

Altre opzioni consultabili sul sito ufficiale. I prezzi tra parentesi indicano il biglietto combinato che include la casa natale e la residenza. Qui il sito  ufficiale  con le informazioni sempre aggiornate.

 

Proseguendo fino ad arrivare a Mozart Platz troviamo una statua sempre dedicata a Mozart ; dalla piazza partono diverse carrozzelle trainate da cavalli che fanno il giro della città.

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La Fortezza Hohensalzburg

La Fortezza domina la città, costruita  nel 1077 fu poi ampliata. Intorno al 1500 la fortezza ricevette il suo aspetto odierno sotto l’arcivescovo Leonhard von Keutschach. Il  suo scopo  era quello di difendere il principato e gli arcivescovi dagli attacchi dei nemici. E’ raggiungibile per una visita sia a piedi che con la funicolare. Qui il sito ufficiale con prezzi ed orari

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Il Giardino di Mirabell – un giardino barocco nel centro della città

Il Castello Mirabell fu fatto costruire nel 1606 dal principe arcivescovo Wolf Dietrich per la sua amante Salome Alt,  vanta una storia movimentata. Oggi nel castello sono ubicati gli uffici del sindaco di Salisburgo e dell’amministrazione comunale.

“Il Giardino di Mirabell venne riallestito intorno al 1690 sotto l’arcivescovo Johann Ernst von Thun. La sua forma geometrica caratteristica del barocco è ancora riconoscibile e il suo orientamento verso il duomo e la fortezza gli dona un effetto meraviglioso, integrandolo al tempo stesso nell’insieme del centro storico.

  • La Fontana di Pegaso con la scultura del cavallo alato è un’opera di Kaspar Gras, di Innsbruck, è vi fu installata nel 1913.
  • Intorno alla Grande fontana (la grande vasca con la fontana) sono disposti quattro gruppi di figure realizzate da Ottavio Mosto (1690). Simbolizzano i 4 elementi: fuoco, aria, terra e acqua.
  • Il Teatro delle siepi si trova nell’ambito occidentale del Giardino di Mirabell. È uno dei più antichi del suo genere a nord delle Alpi. In estate vi si tengono anche manifestazioni folcloristiche.
  • Il Giardino degli gnomi risale all’epoca dell’arcivescovo Johann Ernst Graf Thun. Originariamente contava 28 figure di gnomi di marmo bianco dell’Untersberg. È il giardino degli gnomi più antico d’Europa.
  • Il Roseto, con le sue aiuole di rose ornamentali, è annesso al lato sud del castello.
  • L’Arancera custodisce oggi una serra per le palme.” Fonte: Salzbur info

Abbiamo incluso nella nostra visita anche i giardini di Mirabell.

Per chi è  goloso può meritare una sosta anche il caffè Sacher dove assaggiare una squisita fetta dell’omonima torta.

Dopo aver visitato la città ci siamo diretti al nostro hotel che però era situato sul territorio tedesco. Avendo prenotato all’ultimo non abbiamo trovato posto in città. Segnalo che uscendo dal territorio austriaco da Salisburgo per la Germania era operativo una Check point dove fermavano diverse auto per il controllo dei documenti. Questo ha comportato rallentamenti vari.

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Tra i vari souvenir oltre alle celebri palle di Mozart, cioccolatini ripieni di marzapane,  si trova della bella oggettistica in legno ed alcuni negozi dedicati alle decorazioni natalizie aperti tutto l’anno.

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La nostra è stata una visita breve avendo dato più spazio alle tappe più lontane del nostro viaggio ma contiamo di poter tornare in Austria  in futuro. Quelle elencate sono solo alcune delle attrazioni da visitare. Dal 1997 la città fa parte dei siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

A spasso per Venezia

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Oggi voglio parlare della città più bella del mondo… Venezia. C’è qualcuno che non è d’accordo? Può darsi, rispetto ma non cambio parere! Ci sono tante città che vantano di somigliarle in alcune zone per via dei canali ma per me lei è unica.

Non è dietro l’angolo ma neanche eccessivamente lontano da Milano a circa 300 km  o due ore e mezza di treno si raggiunge a questa meraviglia. L’ho visitata in più occasioni e per diversi motivi conservo sempre dei bellissimi ricordi di questa città. L’avevo visitata da bambina con i miei genitori, in gita scolastica in terza media.. Poi, è questo mi fa sorridere ancor di più, da poco fidanzata nel 2005 con  Vincenzo che è diventato mio marito, con la piccola Alice di un anno  nel 2012 ed anche l’anno scorso, 2017 con entrambi i bimbi.  Insomma una città che mi ha visto cambiare nella vita😀.

Avendola visitata in tutte queste occasioni ed anche maniera approfondita all’interno di monumenti , edifici e palazzi ora mi piace tantissimo passeggiare tra le calli e vicoletti con il naso all’insù  perdendomi ad osservarla perché ogni volta mi regala uno scorcio diverso.

Di informazioni storiche , notizie sui musei e cose da poter visitare è pieno il web , le Guide turistiche e brochure varie.

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Vi lascio delle informazioni prAtiche per organizzare al meglio la vostra visita, che sia giornaliera o prolungata.

RAGGIUNGERE VENEZIA 

Le opzioni principali sono due (oltre al volo per chi arriva in aereo):

AUTO, la si può parcheggiare :

a) in città al termine del ponte (attenzione che sullo stesso è presente un autovelox) in garage multi piano privati. I prezzi li trovate tranquillamente on line così da poter valutare. Su questo sito ci sono info dettagliate sui parcheggi.

b) a Mestre in corrispondenza della stazione del treno o dei pullman che raggiungono Venezia. Opzione più economia ma da valutare, se si è in quattro paganti il biglietto a/r , parcheggio da pagare se non si trova libero, forse conviene far due conti e vedere se per pochi euro conviene un percorso più lungo che porta via più tempo.

TRENO, si scende alla fermata di S. Lucia e si è già in città 

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SPOSTAMENTI

l’ultima volta abbiamo camminato per ore, siamo gran camminatori e  ai bimbi  in alcuni momenti abbiamo dato un passaggio in spalla.. Così si scopre al meglio la città ma capisco sia impegnativo e non alla portata di tutti.

Vaporetti: fanno diverse fermate e alleggeriscono il percorso a piedi. Le tipologie di biglietti sono varie: ticket singoli, giornalieri,etc.. 

Qui le informazioni aggiornate relative ai prezzi

GONDOLA 

Le gondole, tipica imbarcazioni veneziane, propongono giri turistici sui canali. Il prezzo è fisso e regolamentato.

 DIURNO

30 minuti – massimo 6 persone per gondola € 80,00
per ogni 20 minuti eccedenti € 40,00

 

 NOTTURNO

Dalle ore 19.00 alle ore 8.00 – 35 minuti – massimo 6 persone per gondola € 100,00
per ogni 20 minuti eccedenti € 50,00

DORMIRE 

Anche in questo caso si può decidere se fermarsi a Venezia, recarsi in zona Lido  oppure spostarsi a Mestre e raggiungere la città con il treno cui vi parlavo sopra. La scelta è ampia tra affitta camere, alberghi e bed&breakfast

MANGIARE 

Chi è in città per una visita giornaliera può pranzare al sacco e poi raggiungere il mercato di Rialto per acquistare un po’ di frutta fresca (adoro farlo in tutte le città), oppure ci sono diversi bar e ristoranti. Consiglio bene di guardare il menù e soprattutto  verificare che i prezzi siano validi in piedi o seduti per i bar.

Vi lascio l’ultimo collage  di foto perché per me Venezia è anche questo, passeggiare qua e la in un mix di arte, profumi e colori

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Visitare Matera

Impieghiamo più del previsto a raggiungere la città  da Alberobello a causa di deviazioni e lavori stradali.  Luglio 2016.
La mattina appena ci siamo messi in auto ho subito prenotato attraverso booking una splendida locanda all’interno dei sassi, era un’offerta last minute altrimenti improponibile se il prezzo pubblicizzato era quello di listino in vigore!! Il posto si è rivelato davvero meraviglioso. Convenzionato con la struttura c’era poi un parcheggio dove abbiamo lasciato la macchina fino al giorno successivo.
Giunti alla locanda  San Martino facciamo il check in e ci danno le chiavi della suite numero 22 che ha una vista spettacolare sui sassi, in camera troviamo anche della frutta fresca.
Ci rilassiamo un po’ e dopo una doccia usciamo di esplorare in autonomia la città , per l’indomani ho prenotato una visita guidata. Dopo una bella passeggiata cerchiamo un ristorante per la cena ed alla fine optiamo per il ristorante pizzeria Morgan poiché dal menu esposto mi sembra il più adatto per tutti. Gianluca, all’epoca tre anni non ancora compiuti era un pochino più difficile per il cibo. Noi scegliamo i piatti tipici mentre i bimbi prediligono la pizza che poi ho assaggiato anch’io ed era davvero squisita.
Rientriamo in hotel e dopo che tutti si sono addormentati esco per scattare diverse foto in notturna della città di Matera illuminata, una vera meraviglia. Sono senza parole.


L’indomani scendiamo a colazione e troviamo una pianista che suona dal vivo, il buffet è spettacolare con prodotti tipici dolci salati veramente deliziosi. Ho convinto i bambini a non fare chiasso visto che erano scesi a colazione con lo zufolo comprato ieri ad Alberobello.😂
La locanda ospitava per lo più turisti stranieri. Lasciamo i bagagli in custodia e alle 10, puntuale, ci aspetta la nostra guida,  la signora Paola. È una guida ufficiale della città e fa parte della commissione che ha portato alla vittoria Matera come capitale della cultura 2019. Di professione oltre alla guida fa l’insegnante. Abbiamo preferito un tour privato per evitare di rincorrere un gruppo nel caso i bambini non fossero stati interessati e avessero fatto capricci.

Vi lascio giusto qualche informazione generale sulla città che sulle guide potete approfondire:

“il suo centro storico si divide in due parti il sasso Barisano che deve solo nome al fatto che punta verso Nord ovest e quindi verso Bari e il sasso Caveoso. Matera è una delle città più antiche al mondo, i suoi primi insediamenti risalgono al periodo tra il paleolitico e il neolitico e le case erano scavate all’interno della roccia. Matera è altrtesì colma di antiche chiese rupestri.

Nel 1950 dopo la visita del ministro De Gasperi fu studiato un disegno di Lecce per far sfollare la popolazione  e farla trasferire nei nuovi rioni, questo perché le condizioni igienico sanitarie erano del tutto inesistenti.

Nel 2008 Matera si è candidata a capitale europea della cultura per il 2019 e 17 ottobre 2014 con sette preferenze su 13 si è aggiudicata questo titolo”

La signora Paola comincia a spiegarci la storia della città, ci racconta dei nonni e  dei suoi genitori e scopriamo che il ristorante dove abbiamo mangiato la sera prima era un tempo la bottega del padre. Passeggiamo piacevolmente con lei per una visita molto istruttiva. Visitiamo l’interno di un sasso museo dove sono ricostruite scene di vita quotidiana e una chiesa affrescata. Un colpo di vento porta via il cappellino di paglia di zolletta.

Completiamo la visita guidata raggiungento la parte nuova della città con negozi, bar, etc..

Dedichiamo alla città ancora un’oretta, non manca  l’acquisto del buon pane locale, e dopo aver ripreso le valigie ritorniamo al mare. Ci  fermiamo anche in un punto panoramico per scattare ancora qualche foto e troviamo una coppia di sposi 😊

Un’esperienza bellissima ed una città che vale la pena di essere visitata. Consiglio assolutamente una visita guidata in quanto va ben oltre alle informazioni che si possono trovare sulle guide.

 

Visitare l’Olanda in primavera

 

Oggi torno indietro nel tempo con questo diario di viaggio che in primavera 2010 ci ha portato a visitare l’Olanda.  Viaggiavamo ancora senza bimbi ma è un’itinerario adatto a tutti. Abbiamo scelto di dedicarci alla natura tralasciando Amsterdam per una successiva occasione. L’itinerario di viaggio è questo. Le tre mappe vanno “unite e riportano l’intero tour. Per comodità le ho suddivise nelle giornate.

 

ARRIVO + GIORNO 1

 

Dodrecht, Kinderdijk , Gouda, Delft, Noordwijk

 

 

 

 

 

GIORNO 2

 

 

Parco Keukenof ,  Harlem, Alkmaar diga e Volendam

 

 

 

 

 

Edam, isola di Marken e rientro in aeroporto

 

 

9 aprile (arrivo)

Eccoci in aeroporto, la vacanza non sembra però cominciare nel migliore dei modi.. Ci bloccano al controllo bagagli perché abbiamo il cavalletto della macchina fotografica nel bagaglio a mano. Rimango stranita visto che le volte precedenti non abbiamo avuto alcun problema.
Fortunatamente ci ha accompagnato in aeroporto mio papà che è ancora nei pressi così lo chiamo e gli possiamo lasciare il cavalletto. Questa volta penso proprio che Vincenzo non mi possa dir nulla del mio voler arrivare in anticipo perché se fossimo stati tirati con i tempi avremmo perso il nostro cavalletto. Lo consideravano un’arma contundente! Mah!

A parte questo partiamo puntuali dopo un hamburger ed un toast veloci. Hanno rifatto tutto l’aeroporto di Bergamo, è davvero bello!

Arrivati ad Eindhoven dopo un atterraggio con rimbalzo in cui tutti sembriamo ammutoliti ritiriamo l’auto a noleggio, invece della ka prenotata ci assegnano una panda davvero graziosa. Impostiamo il navigatore e dopo essere finalmente usciti dal parcheggio ci dirigiamo verso l’albergo.
L’hotel è molto lussuoso, probabilmente destinato ad una clientela business vista la vicinanza con la città di Rotterdam.

10 aprile (giorno 1)

Dopo un sonno ristoratore ci svegliamo verso le otto e mezza. Prima di lasciare l’albergo facciamo una breve passeggiata per osservare le chiatte lungo il fiume che trasportano di tutto: macchine, container.. Il cielo è plumbeo e si avverte una leggera umidità che però regala un’atmosfera perfetta al paesaggio.
Raggiungiamo il centro di Dodrecht dove facciamo colazione tra le bancarelle al mercato con spremuta d’arancia fresca e croissant (5,10 € in due).
Ci fermiamo per fotografare qualche scorcio sui canali ed un simpatico signore si offre di scattarci qualche foto.

Riprendiamo l’auto in direzione di Kinderdijk dove si trova un complesso di 19 mulini a vento, facenti parte del patrimonio dell’ UNESCO dal 1997. L’ingresso è gratuito, è una piacevole passeggiata che si può fare a piedi o noleggiando una bicicletta. Noi abbiamo scelto di visitare l’interno dell’unico aperto ( 3,5 € a persona +1 € il libretto). Salendo tre piccole scale a pioli osserviamo gli ingranaggi funzionanti e le piccole stanze del mulino.
Nel frattempo è uscito il sole e si vede qualche turista in più, il posto è molto tranquillo e rilassante, dietro ai mulini c’è una piccola fattoria con delle pecore libere al pascolo.
Siamo stati fortunati perchè al nostro arrivo non c’era nessuno al parcheggio e siamo entrati senza problemi ma ora è a pagamento ( 5€)

La prossima tappa è la famosa città di Gouda ma ci fermiamo poco dopo la partenza incuriositi da un mercatino e lì ci fermiamo per pranzo ad assaggiare le ben note patatine fritte davvero buonissime. Cerchiamo un piccolo supermercato per acquistare acqua ma è difficile trovarla ed usciamo con un pacchetto di cookies al cioccolato! Un pranzo davvero poco salutare! 🤣🤣

Giunti a Gouda parcheggiamo proprio vicino al centro lungo i canali, i parcheggi sono tutti a pagamento e la sosta è di massimo un’ora, poi bisogna ritornare e fare un nuovo ticket. Dopo pochi passi giungiamo nella bellissima piazza dove anche qui è giorno di mercato. Subito rimaniamo ammaliati dallo Stadhuis, il palazzo municipale con le caratteristiche imposte rosse, sul lato sinistro dello stesso si trova un piccolo carrilon che si muove ogni mezz’ora. Entriamo nel piccolo negozio museo dedicato all’omonimo formaggio dove osserviamo la pesa utilizzata il venerdì mattina durante il tradizionale e caratteristico mercato del formaggio. Il paese è molto animato, ci sono molti ristoranti, bar e negozi.

Terminata la passeggiata riprendiamo l’auto per visitare l’ultima città di oggi, la pitttoresca Delft, famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche bianche dipinte di blu. Anche lei ci accoglie con una grande piazza rettangolare sulla quale si affacciano negozi di souvenir, bar e ristoranti. Ci sediamo ai tavolini di un bar all’aperto approfittandone del sole per scaldarci visto che c’è si è alzato un po’ di vento. Ordino una cioccolata calda e mi portano un bicchierino con le gocce di cioccolato ed una tazza di latte. L’avevamo provato a Bruxelles. Mi piace molto vedere queste diversità e abitudini alimentari.
Prima di rimetterci in auto con destinazione Noordwijk ci fermiamo ad ascoltare un gruppo molto bravo di artisti di strada che cantano canzoni dei beatles.

Troviamo con facilità l’albergo e dopo la doccia ci incamminiamo a piedi verso il mare, è bellissimo! La sabbia è gialla e sottile e il litorale molto lungo, ci fermiamo solo pochi minuti perchè fa molto freddo ma mi dispiace molto. È molto tranquillo ed il sole sta tramontando. Uno scenario da cartolina.

Sulla strada che costeggia il mare c’è pieno di ristoranti, purtroppo nessuno offre specialità locali perchè, come ci ha spiegato il proprietario dell’albergo, l’Olanda è un paese piccolo ed ha sentito molto l’influenza dei Paesi vicini e della multietnicità.
Siamo indecisi tra un fin troppo vuoto ristorante greco ed un affollato ristorante messicano. Optiamo per il secondo che ci da più fiducia. La cena è infatti ottima. Riscopriamo il buon guacamole che non avevamo più mangiato dal viaggio di nozze.
Crolliamo a letto felici di avvolgerci in un caldo piumone.

11 aprile (giorno 2)

Con l’aiuto del sole che filtra tra le tende delle finestre ci svegliamo verso le otto. Dopo l’abbondante colazione fatta in albergo ci dirigiamo al Keukenof, un parco di 32 ettari unico al mondo aperto da metà aprile a metà maggio dove fioriscono le bulbose. Il tema di quest’anno (2010) è la Russia, alcune matrioske decorano infati il parco!
Per comodità abbiamo acquistato on line i biglietti ed il ticket del parcheggio il giorno della nostra partenza.
Il cielo si è purtroppo rannuvolato, c’è un po’ di vento e perciò decidiamo di non affittare le biciclette ma di visitare il parco a piedi. Ci sono diversi padiglioni in cui ammirare tulipani ed orchidee, altri in cui vedere vere e proprie composizioni realizzate con l’ausilio dei fiori e strutture in cartapesta ispirate al balletto classico.

Le aiuole ed i laghetti sono splendidi, non tutti i fiori sono già sbocciati ma i colori ed il loro profumo sono indescrivibili.

Verso mezzogiorno usciamo dal parco dopo aver camminato per ore. Decidiamo di pranzare ad Haarlem sperando di ritrovare quella bella atmosfera incontrata il giorno precedente a Delft e Gouda.

Percorriamo una bellissima strada costeggiata da campi di tulipani e narcisi, la sfumature del giallo, rosso, viola sono magnifiche. Avevo già visto le immagini in cartolina ma dal vivo è davvero un’altra cosa.

Haarlem è pressochè deserta, sempra una città fantasma, in piazza sono chiusi anche i bar e perciò ci rifugiamo in un mac donald per rinfocillarci e scaldarci un po’. Le temperature sono scese e del sole non c’è neanche più l’ombra.
Ritorniamo alla macchina convincendoci che non c’è in giro nessuno perchè tutti sono a pranzo.. ma.. i turisti? Possibile siano tutti ad Amsterdam ed in zona neanche l’ombra?!

Prima di dirigerci verso la Afsluitdijk, la grande diga di sbarramento, passiamo per Alkmaar, località famosa per il mercato del formaggio. Gironzoliamo per le vie della città fino a raggiungere la piazza dove ci sediamo in un caffè per bere qualcosa di caldo; la città è molto carina, me la immagino vivace e colorata come nel giorno di mercato.

Impostiamo il navigatore in direzione della diga indicandogli però di percorrere la strada costiera; la diga è molto lunga e collega l’Olanda settentrionale con la Frisia. Dopo diversi chilometri c’è un punto panoramico dove ci si può fermare e scendere dall’auto potendo osservare il panorama dall’alto. È molto ventoso ma osservare questa strada che attraversa il mare è decisamente suggestivo.
Fortunatamente c’è una sopraelevata che ci permette di tornare indietro senza percorrere l’intero ponte evitando così di arrivare in Frisia anche perchè poi saremmo dovuti tornare indietro!
Rientrati in macchina accendiamo il riscaldamento, ora si che si sta bene! Non vedo l’ora di raggiungere Volendam dove ci attende il nosto b&b ed una bella doccia calda!

Il navigatore ci ha portato proprio all’indirizzo ma… non vediamo niente.. la via è  centrale,  non individuiamo nè il numero civico nè un’insegna. Parcheggiamo la macchina poco più avanti in una piccola piazzetta. Risaliamo la strada principale pensando ci sia sfuggita l’insegna ma non è così, proprio non si trova. Chiediamo indicazioni a dei ragazzi all’interno di una pasticceria e poi ad un taxista ma il posto sembra non esistere.. ancora sono tranquilla perchè era stato prenotato tramite booking.
Poco dopo incontriamo i ragazzi di prima che guardando la prenotazione individuano un recapito e gentilmente chiamano per farsi spiegare dov’è il posto. Svelato il mistero! Il b&b si trova sopra una pizzeria e ed è gestito dagli stessi proprietari e non c’è alcuna insegna. Finalmente in camera, abbiamo una mansarda che affaccia sulla via principale.

Dopo esserci sistemati un attimo usciamo per cena, scegliamo un grazioso pub/ristorante che affaccia sul porto dopo aver letto l’interessante menù e prezzi decisamente abbordabili. Siamo davvero fortunati perchè se fossimo entrati una decina di minuti più tardi ci avrebbero servito solo da bere, mancano dieci minuti alle otto. Assaggiamo la famosa crocchetta di patate ripiena all’interno di carne e dei filetti di carne accompagnati dalle ottime patate fritte.

12 aprile (giorno 3)

Ci alziamo verso le otto anche stamani, entra molta luce dalle finestra ed io sono già sveglia da un po’ ma è inutile uscire troppo presto perchè prima delle nove è tutto chiuso. Dalla finestra della stanza tengo d’occhio la pasticceria/panetteria di fronte a noi e appena scorgo una signora che apre sveglio Vincenzo. Dopo le nove è obbligatorio il disco orario che permette la sosta per un massimo di tre ore, nella nostra auto non c’è e ne acquistiamo uno dove facciamo colazione. Non abbiamo il problema dei bagagli perchè il check out lo possiamo fare fino alle undici.
Finalmente il cielo è terso, si sente il freddo ma al sole si sta proprio bene; camminiamo un po’ lungo il molo e tra le vie interne del paese fino a raggiungere la chiesa.
Volendam è molto bello, un paesino da cartolina.

Dopo il check out ci dirigiamo a Edam, piccolo paese famoso per il formaggio. c’è qualche negozio aperto ma è tutto molto tranquillo, giungiamo fino alla grande piazza dove si trova la pesa del formaggio. Dopo una sosta di un’oretta lasciamo il paese per l’ultuima tappa della vacanza: l’isola di Marken. Nonostante la guida dica che la strada che collega l’isola alla terraferma sia molto trafficata e consiglia di raggiungere l’isola con il traghetto da Volendam decidiamo di provare lo stesso. La strada si rivela deserta. Termina in un parcheggio a pagamento perchè l’isoletta è molto piccola e sono presenti solo poche macchine, quelle dei residenti.

Anche qui lo scenario è da cartolina con un paesaggio che ricorda le favole: casette basse colorate, stradine strette e scorci pittoreschi. Dal parcheggio giungiamo al porto dove si trova anche l’ufficio turistico ed i classici negozi di souvenir oltre a qualche bar ristorante con i tavolini all’aperto. Ciò che pero non vogliamo farci sfuggire sono i panini con il pesce che vendono sul molo: proviamo quello all’aringa affumicata ed al salmone, poi delle crocchettine di pesce deliziose. Il sole ci scalda mentre passeggiamo sulla banchina in pieno relax. Fra un’oretta dovremmo riprendere l’auto in direzione di Eindhoven da dove partiremo per rientrare in Italia.
Prima di lasciare l’isola ci perdiamo per le piccole vie del paese, incontriamo il dottore in bicicletta, vediamo il piccolo museo e poco prima di riprendere l’auto entriamo in un negozio dove assistiamo alla realizzazione dei classici zoccoli in legno.

Dopo un’oretta e mezza eccoci in aeroporto, riconsegnamo l’auto e attendiamo che chiamino il nostro volo. Anche questa piccola vacanza è finita e che dire, l’Olanda ci è davvero piaciuta ed è un peccato che sia così poco valorizzata e associata solo ad Amsterdam, la sua capitale. Questo nel 2010, periodo del nostro viaggio. Di turisti ne abbiamo incontrati diversi, la maggior parte giapponesi ma anche qualche italiano.

Alberobello ed i suoi trulli

Alberobello

 

Per la seconda volta a distanza di quattro anni e precisamente nel luglio 2016 siamo tornati in vacanza in Puglia. Dei nostri amici ci hanno convinto a partire con loro, all’inizio ero un po’ titubante perché non amo tornare nei posti già visitati visto che il mondo è così grande da scoprire ma pensandoci un po’ abbiamo deciso di cogliere l’occasione per visitare i trulli ad Alberobello e spostarci in Basilicata per visitare Matera. La nostra base è stato il residence Olimpia a Peschici  sul Gargano , di cui vi parlerò meglio in un altro post, da dove poi siamo partiti per due giorni per la visita di queste città. La Puglia  ci ha accolto con un clima pessimo, insieme a noi è arrivata una perturbazione che ha portato mare in burrasca e tempo freddo così abbiamo deciso di anticipare questo weekend all’interno della nostra vacanza e partire il giorno dopo per le nostre visite; inizialmente avevamo pensato di spezzare le due settimane di mare. Per chi se lo chiedesse il tempo poi è migliorato,

Alle 7:30 ci avevano già recapitato brioche e il pane fresco ordinato la sera prima così ci siamo subito messi in macchina in direzione Alberobello. Portiamo con noi un piccolo trolley e  caricato in auto i bimbi che ancora dormivano e ci siamo fermati poco prima di arrivare in un bar per un caffè così li ho vestiti e preparati😂 . Giunti  in città parcheggiamo vicino ad acqua&sapone trovando senza problemi un parcheggio gratuito. Zaino con l’attrezzatura fotografica e bimbi pronti abbiamo cominciato ad esplorare la città.

 

 

I trulli hanno catturato subito il nostro fascino insieme alle case in calce bianca.
Cartina alla mano cominciamo a percorrere i vicoli in salita, i fiori che adornano le case sono splendidi e la vista d’insieme è davvero unica e spettacolare. Siamo in pantaloncini ma con una felpa per un po’ di vento che rende, forse , anche più piacevole passeggiare tra i vicoli piuttosto che camminare in salita sotto il sole cocente.

I trulli sono delle costruzioni circolari con tetto a forma conica in pietra caratteristici  della Val d’Itria e nella zona compresa tra Bari,Brindisi e Taranto. Sono uno dei 53 siti Unesco riconosciuti in Italia. I trulli sono a pianta singola ad eccezione del trullo sovrano a due piani che  ospita un museo. Troviamo poi il trullo Siamese che sono  due trulli uniti insieme. Spesso sul tetto conico in pietra grigia sono raffigurati dei simboli bianchi: alcuni hanno fondamenti magici altri sono di origine primitiva ed altri di origine cristiana.

 


Terminata la visita si trulli rimaniamo nella parte alta della città e troviamo un bellissimo parco giochi dove far correre e giocare un po’ i bimbi prima di ritornare alla nostra auto. Mi diverto un sacco a scattargli foto in lontananza con il teleobiettivo in modo che non siano in posa. Torniamo in piazza e ci fermiamo per un gelato prima di ripartire in direzione di Matera.

Per chi si ferma la notte segnalo la possibilità di dormire in un trullo. Ci sono diverse agenzie e anche privati che danno in locazione l’edificio per  soggiorni anche di una sola notte.

Per mangiare c’è l’imbarazzo della scelta. Segnalo come prodotto tipico che trovo delizioso, i taralli , ottimi da  sgranocchiare. Li propongo in vendita vari negozi ed anche bancarelle sfusi.

 

 

 

Trenino del Bernina

Erano già  un paio di volte che provavamo ad organizzare  un week end con il trenino del Bernina , entrambe le volte  d’inverno a dire la verità, ma  sotto data abbiamo dovuto disdire per malattie di stagione.

Questa volta abbiamo scelto l’estate e finalmente ce l’abbiamo fatta. Abbiamo lasciato passare il week end del 2 giugno e  sabato 10, di buon mattino e con largo anticipo  siamo partiti da casa.

Da casa abbiamo prenotato i posti per  il viaggio di andata sul BEX alle 9:40 mentre per il ritorno abbiamo acquistato i biglietti per il regionale, con il quale siamo saliti e scesi più volte per visitare alcuni luoghi durante il percorso.

Arriviamo verso  le 8:15 in albergo, l’ostello del castello, un piccolo gioiellino  che non deve trarre in inganno dal nome ostello poichè somiglia più ad una maison du charme. Lasciamo la valigia, approfittiamo del comodo bagno, ritiriamo il pass per il parcheggio e  dopo aver lasciato l’auto  nel garage al coperto ci dirigiamo alla stazione.  Ci sediamo in un bel  caffè ed aspettiamo  il treno panoramico .

Per tutte le informazioni dettagliate relative al costo del biglietto, dei posti riservati, del biglietto per i  bambini rimando al sito ufficiale  della ferrovia retica ma in sostanza sotto i 6 anni non pagano il posto se tenuti in braccio.

La giornata è splendida, soleggiata e calda.  Il treno parte puntuale  e ferma solo  in alcune stazioni, il panorama è da subito mozzafiato, passiamo sul viadotto di Brusio, dove già decidiamo di ritornare l’indomani  in auto per osservare il treno passare,  il lago di Poschiavo, Cavaglia, Alp Grumm, Ospizio Bernina, Bernina Diavolezza con il suo ghiacciaio, Morteratsch , per giungere a  St. Moritz dopo aver lasciato Pontresina.

La tratta di andata con il treno panoramico, ossia con le vetrate non apribili che giungono fino al soffitto  la percorriamo senza sosta fino a Pontresina, scegliamo di non raggiungere St. Moritz per dedicarci a soste nella natura.

Pranziamo al sacco a Pontresina  e saliamo sul primo regionale di passaggio ( è fondamentale avere la cartina con i vari orari, a seconda del giorno e della stagione gli ultimi treni non giungono fino a Tirano ma bisogna prendere un pullman sostitutivo).

 

Scendiamo ad Ospizio Bernina per ammirare i due laghi, il lagoBianco ed il lago Nero.

L’aria è più rarefatta e camminare in salita risultata un po’ più faticoso, soprattutto per i bimbi ma il panorama ci lascia senza parole e qualche chiazza di neve fa felice i bambini.

Alla fermata del treno c’è un piccolo bar, i prezzi sono abbastanza alti per quanto abbiamo visto.

La seconda fermata scelta è stata Cavaglia, dove abbiamo percorso un bel sentiero alla soperta delle marmitte dei giganti, delle forti depressioni a forma di pozzo scavate all’interno della roccia. Le dimensioni e la profondità sono variabili.

Il sentiero è agibile a tutti, anche ai bambini (NON con il passeggino) essendoci scalinate e saliscendi. Si svolge in sicurezza in quanto la marmitte hanno una ringhiera di protezione. Sono presenti diversi cartelli esplicativi.  L’ingresso è gratuito.

I bimbi sono rimasti ammaliati cosi come noi adulti. Questo entusiasmo mi ha lasciato senza parole!

Riprendiamo il treno per scendere a destinazione. Raggiungiamo l’albergo, una bella doccia e prima di uscire a cena momento di gioco e relax sulla terrazza allestita con sdraio, tavolini ed angolo bocce per giocare.

Arriva Andrea, il simpatrico proprietario, che ci offre delle squisite ciliegie appena raccolte dalla pianta. Fare due chiacchere con lui è un vero piacere e gli chiediamo consiglio sul ristorante scelto e prenotato per la cena. Anche all’interno della struttura è allestito un bellissimo angolo con giochi in scatola, album e colori. Chiediamo in prestito qualche pastello da portare a cena cosi da intrattenere i bimbi durante l’attesa.

Il ristorante scelto, Osteria Roncaiola, si trova fuori Tirano ed è necessario prendere l’auto, la strada presenta diverse curve e non c’è molto parcheggio ma avento prenotato per le 19:30 non abbiamo grosse difficoltà. Ci fanno accomodare in terrazza dove c’è una strepitosa vista. Non voglio far venire il languorino a nessuno ma i piatti sono uno più squisito dell’altro,ci portano un antipasto con salumi e i tipici sciatt, palline di formaggio impastellate e fritte; una salsina all’aglio con pane fatto in casa. Pizzocheri per noi adulti e ravioli per i bimbi che tendono ad essere sempre un po’ abitudinari.Anche i dolci squisiti! E prezzi decisamente abbordabili. Se non fosse lontano ci farei un giro ogni tanto!

Termina la prima giornata a Tirano, i morbidi materassi ci accolgono in un sonno profondo.

La mattina ci svegliamo  con calma  con il filtrare della luce. Ci aspetta una bella colazione a buffet con crostate e torte fresche tra cui la famosa torta dell’Engadsina con le noci. Pane burro e marmellata  e salumi che Andrea affetta al momento.

Cappuccio extra large per me (cappuccione).

Lasciamo i bagagli in reception, visitiamo la graziosa Tirano  e recuperiamo qualcosa per pranzo. Lasciamo il parcheggio e ritiriamo i bagagli in direzione Brosio ed anche con i tempi siamo fortunati, da li a quindici minuti passa il trenino sul viadotto elicoidale che filmiamo e fotografiamo.

Proseguiamo per raggiungere un sentiero che dovrebbe portarci al laghetto di Saoseo ma dopo un po’ le gambette sono stanche e decidiamo di tornare indietro. Abbiamo fatto comunque una bella passeggiata! ciò che ha stupito un po’ tutti noi è stato il cartello di non calpestare i prati, tengo a precisare, prati e  non campi coltivati  o similari.. In primis io  rispetto la natura ma devo dire sono rimasta proprio così :O

Ci rimettiamo in auto direzione casa ma sostiamo alla latteria sociale di Morbegno per acquistare alcuni prodotti tipici tra cui formaggi, succo di mele,  biscotti alle nocciole e grano saraceno.

Un bellissimo week end, esperienza da ripetere con la neve assolutamente!