Cinque buoni motivi per andare a Natale a New York

Natale a New York

    New York, Rockfeller center. Albero e pista di pattinaggio

Natale a New York, ecco cinque buoni motivi per andarci. Non c’è dubbio che il Natale vesta a festa molte città rendendole meravigliose. Per me New York è senza dubbio da annoverare tra queste!

Le decorazioni, le luci, gli alberi di Natale, le vetrine dei negozi, le piste di pattinaggio.. niente di questo può passare inosservato.

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Niagara Falls

 

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Vi porto alle cascate del Niagara, tappa che fa sempre parte del viaggio  fatto alla scoperta degli Stati Uniti nel 2010.

Avevo il mio diario di viaggio che condivido con voi insieme a link ed info pratiche. Noi siamo arrivati direttamente a Buffalo in aereo dall’Italia (avevamo acquistato un volo multi tratta con Lufthansa dovendo fare diversi voli interni per visitare le cascate/ costa ovest e Florida).

E, possibile raggiungere le cascate via terra anche da New York con agenzie locali e/o pullman gran turismo

“ 24 luglio 2010 – Arrivo negli States

Alle 4 di questa mattina suona la sveglia! Destinazione Milano Linate: questa volta siamo più comodi! Per le 5:15 siamo in aeroporto pronti a fare il check in per la tanto sognata partenza.. il viaggio sarà lungo ma l’entusiasmo, sono certa, non ci farà sentire la stanchezza!

Ultima colazione italiana in aeroporto con cappuccino e brioche e si parte!

A Francoforte prima di imbarcarci sul volo per gli States verificano l’Esta e registrano i dati dei nostri passaporti al computer insieme a varie informazioni sulla nostra visita (scopo del viaggio, durata, destinazione…). Finalmente ci imbarchiamo e giunti a Newark passiamo l’immigration. A dispetto dell’ultima volta ci fanno molte più domande, soprattutto a Vincenzo che è già stato più volte negli States per lavoro. Dopo qualche verifica ci lasciano andare e sdoganiamo il bagaglio ( lo prendiamo dal nastro e lo riconsegniamo ad un addetto che lo smisterà per Buffalo, la nostra destinazione finale) , abbiamo fatto il check in già a Milano fino a Buffalo.

Un’ora di volo, per niente tranquilla, viste le continue perdite di quota , e finalmente arriviamo! Sono le 18 ora locale! Ritiriamo l’auto prenotata e la nostra economy car è una spaziosa e carina berlina.

Si parta in direzione motel 6! Abbiamo deciso di dormire a Buffalo e recarci domani in giornata alle cascate del Niagara perché era molto più conveniente. Le cascate distano solo una mezz’ora d’auto.

I motel sono molto diffusi negli Stati Uniti ed hanno un buon rapporto qualità prezzo. Noi abbiamo soggiornato qui

Motel 6 Buffalo – Amherst

Il motel è carino, le camere sono pulite. Le parti comuni come le scale un po’ meno ma l’importante è  la stanza! Abbiamo due letti queen size ed un bagno abbastanza grande. Incontriamo per la prima volta i distributori del ghiaccio presenti poi in quasi tutti i motel/alberghi.. sono dei grossi freezer verticali dove basta appoggiare un cestello e premere un pulsante, il ghiaccio scende a volontà!

Decidiamo di uscire subito, vogliamo prendere il ritmo con il nuovo fuso orario. Ci incamminiamo a piedi per raggiungere dei fast food e un negozio rendendoci subito conto che le strade americane non sono fatte per i pedoni.. per lo meno in quelle città dove non c’è “un centro”. Curiosiamo un po’ in un negozio che vende prodotti per ufficio, compriamo dell’acqua e ceniamo al vicino Taco bell, una sorta di fast food messicano. Il cibo viene preparato al momento.

Spendiamo una fesseria mangiando nachos, burritos e tacos ( 6 $ in due! All’epoca del viaggio)

Doccia e nanna, domani ci aspettano le cascate del Niagara!!!

 

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Immagine web

25 luglio 2010 – Visita alle cascate

Siamo svegli di buonora e su consiglio di un’amica andiamo a fare colazione da panera bread, una catena di panetteria/pasticceria che si rivelerà un’ottima scoperta. A casa avevo cercato l’indirizzo in internet, impostiamo il navigatore e via!

Provo il muffin alla zucca, il più buono di tutta la vacanza! Vincenzo sceglie il muffin con le gocce al cioccolato ed un cookie.

Ora siamo pronti per partire! La giornata è un po’ nuvolosa ma non fa freddo, in maglietta si sta bene. Per raggiungere le cascate prendiamo l’autostrada e paghiamo il pedaggio di 1 $ per fare un ponte. Arriviamo che è ancora presto e perciò parcheggiamo la nostra auto nei free parking che costeggiano il parco, c’è ancora poca gente.

 

Per visitare l’area non è necessario acquistare un biglietto d’ingresso, solo le attrazioni sono a pagamento ed il grazioso tram elettrico che per 2$ a persona ti permette di scendere e salire più volte durante il giorno  nei vari punti d’interesse.

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SITO UFFICIALE : dal lato Americano le cascate sono riconosciute come parco nazionale, trovate sul sito ufficiale tutte le informazioni.

Ci sono poi altri siti locali di promozione turistica locale o che propongono pacchetti:

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Cominciamo con l’esplorare il lato americano: Goat Island, il prospect point da cui si ammira parte del ferro di cavallo ( la parte canadese delle cascate) , le American falls e il Bridal veil falls (velo della sposa).

Con il pulmino proseguiamo verso il Rainbow bridge che attraversiamo a piedi per raggiungere il Canada. È necessario avere il passaporto altrimenti non si attraversa il confine, è una frontiera a tutti gli effetti. Dal ponte la vista sul ferro di cavallo e sulle cascate americane è più ampia, il sole ha fatto capolino regalandoci la vista di bellissimi colori.

Al termine del ponte c’è il controllo passaporti, il poliziotto ci fa qualche domanda sulla nostra permanenza in Canada e, dopo “il timbro”, abbiamo il via libera! Welcome in Canada!

Il lato canadese regala una vista spettacolare e magnifica delle cascate ma di contro è molto più urbanizzato di quello americano. La passeggiata che costeggia le cascate è un susseguirsi di grandi alberghi e negozi di souvenir mentre negli Usa è stato riconosciuto parco nazionale e di conseguenza conserva un aspetto più naturalistico.

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Vorremmo salire sul battello ma dopo aver visto come stipano le persone decidiamo di rinunciare, se non si è tra i primi a salire e non si prendono i posti frontali la gita  è, a nostro avviso, inutile, dal centro del battello la visuale è decisamente differente che dalla ringhiera dello stesso.

Vi lascio il sito con informazioni aggiornate:

Maid of the mist

2018 Prezzi

Adult Ticket $19.25

Child Ticket (6–12 years) $11.20

5 and Under FREE (with accompanying adult)

The prices are in U.S. dollars and include the $1.25 per person cost of the elevator, which is necessary to reach our landing. Reservations are not accepted.

Dopo una bella passeggiata ci prendiamo un gelato (Vincenzo) e un frozen yogurt (io) che viste le dimensioni diventeranno il nostro pranzo! Compriamo qualche souvenir e con calma riattraversiamo il ponte. Per rientrare in America servono 50 cent di $ da inserire nel tornello dopodiché alla fine del ponte ci sono i controlli doganali che sono rigorosi tanto quelli in aeroporto. Un po’ di coda ed eccoci di nuovo negli States!

Il sole ha reso proprio piacevole la giornata, con il pulmino raggiungiamo l’ingresso delle “cave of the winds” , un percorso, a 53 m di profondità dalla gola, su più passerelle in legno che ti fa camminare a soli 6 metri di distanza dalle cascate (Bridal veil falls).

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L’ingresso costava all’epoca 11 $ a persona, viene fornito un poncho di plastica per evitare (si fa per dire) di bagnarsi e dei sandali in gomma necessari per camminare sulle passerelle che a contatto con l’acqua sono scivolose e vischiose. L’esperienza è stata bellissima, c’era anche un bellissimo arcobaleno! Ci siamo divertiti tantissimo ed i getti rinfrescanti dell’acqua sono stati davvero piacevoli!

Cave of the winds

2018 Prezzi

$19.00 US for adults

$16.00 US for children 6 to 12 (must be at least 42″ (106cm) tall). Attenzione all’altezza minima richiesta.

Admission is free for children 6 and under at all attractions in Niagara Falls State Park. Open 9:00 am – 7:30 pm seven days a week

Vi segnalo anche la possibilità di osservare le cascate dall’alto dalla Skylon tower. Rimando al sito ufficiale dove ci sono tutte le informazioni poiché l’offerta e le proposte per i biglietti sono le più varie. Ci sono anche bar e ristoranti all’interno.

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Skylon Tower

Compriamo la foto ricordo (solo quella grande 15$ nel 2010) e ci asciughiamo un po’ al sole. Riprendiamo il pulmino per scendere nel punto più vicino al parcheggio ma siamo davvero fortunati.. una signora anziana chiede all’autista se può farla scendere lungo la strada (proprio di fronte alla nostra auto) e così ne approfittiamo scendendo anche noi! Stanchi rientriamo a Buffalo.

Per cena optiamo di nuovo per Taco bell e con pochi dollari siamo a posto. Questa volta ci andiamo in macchina e poi facciamo un giro per i supermercati (non c’è un centro città come detto sopra). Io già prima di partire volevo comprare dei prodotti che da noi sono di difficile reperibilità come l’estratto di vaniglia e i pirottini grandi per i muffin! I supermercati americani sono rifornitissimi, c’è davvero di tutto! Mi piacerebbe proprio poter far la spesa in un posto così anche qui da noi (e non abitiamo in un posto sperduto.. nel giro di 10 km abbiamo due grossi centri commerciali)!

Dopo un po’ di shopping prepariamo la valigia con le cose da imbarcare e nanna. Domattina avremmo qualche ora prima di lasciare Buffalo alla volta di San Francisco.

26 luglio – Buffalo e partenza

Dopo colazione da panera bread dove oggi abbiamo assaggiato il muffin alla mela e quello carote e nocciole, facciamo un giretto nei “negozi” (grandi quanto dei capannoni) vicini. Il negozio per animali dove il reparto “gatti” è rifornitissimo con lettiere di ultima generazione, giochetti e alimenti di tutti i tipi, un “negozio” di bricolage dove c’era l’impossibile e un rifornitore per uffici.

Dobbiamo essere in aeroporto per le 11:30, abbiamo ancora un po’ di tempo ed impostiamo il navigatore su attrazioni turistiche, ci indica “Pepsi cola”. Andiamo! Con fatica lo troviamo ed io anche se forse di turistico, almeno dall’esterno, ha poco entro senza indugio! La recepcionist , una signora di mezza età, quando le chiediamo se c’è un museo o una visita guidata (le spieghiamo che a noi risulta come attrazione turistica) ci guarda come se fossimo venuti da marte e fossimo in costume da clown. Io “rubo” una foto (c’è il divieto) e usciamo salutando. Erano solo uffici.

Tappa al walmart per prenderci qualcosa da mangiare per il viaggio e riconsegniamo l’auto in aeroporto.

Il volo è in ritardo, sembra di un’ora, ma non ci sono informazioni precise. Anche qui dopo un volo non proprio tranquillo dovuto sempre a turbolenze e perdite di quota raggiungiamo Newark dove riusciamo a prendere la coincidenza per San Francisco. ”

 

Isole Keys, Florida

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Termina qui il viaggio in Florida che ha toccato Miami e le Everglades, viaggio fatto in coppia nell’agosto 2010.  Di seguito il diario con un po’ di link utili per organizzare qualche visita ed escursione. Partite insieme a me attraverso questi ricordi! Per noi è stato anche l’ultimo viaggio come coppia prima di diventare genitori.

“ 10 agosto – Key West

Dopo una colazione davvero abbondante, con anche i pancakes e le waffle da scaldare, partiamo per la nostra destinazione finale: Key West, l’ultima delle isole Keys collegate alla terraferma da un ponte.

Oggi non abbiamo problemi con la strada,  è semplicissima! Seguiamo la US1 direzione sud fino alla fine, miglio 00.

A sprazzi c’è il sole e a sprazzi la pioggia! Questo tempo ha proprio stufato! Ci fermiamo in varie isole, carinissimaa la piccola Key Duck, e raggiungiamo Key west che ci accoglie con un  po’ di sole. Il nostro b&b si trova in Duval street, la strada principale, verso il punto più a sud dell’isola. È davvero grazioso e anche la stanza è accogliente.

Scarichiamo i bagagli, un piccolo giro in macchina per l’isola e poi ci dirigiamo in aeroporto dove dobbiamo riconsegnare l’auto a noleggio. Non so come ma riusciamo a uscire dall’isola, l’aeroporto comincia a sembrarci un po’ troppo lontano e così ci fermiamo a chiedere informazioni. Confermato che abbiamo superato ben due isole! Torniamo indietro ed eccoci al piccolo aeroporto.

Consegniamo a malincuore l’auto e già che siamo lì riconfermiamo i voli. Ora diluvia, chiediamo al personale della continental se l’aereo nel caso di condizioni meteo similari a quelle odierne possa avere problemi a decollare ( è un aereo piccolo, 19 posti) ma a quanto pare visto che c’è visibilità il tempo è da considerarsi bello!

Con un taxi tutto rosa, torniamo al b&b e ci fermiamo un po’ in veranda nell’attesa che smetta di piovere. Quando finalmente smette usciamo e la prima tappa è un negozio che vende ombrelli! Da quel momento non ci servirà più… a saperlo li avremmo comprati prima!!! Ma va bene lo stesso 😊

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Percorriamo tutta Duval Street fino a Mallory square facendo tappa in qualche negozio, ce ne sono davvero di curiosi: una gelateria che vende solo le Key lime pie, un negozio di monili maya, biscottifici  specializzati nella preparazioni di cookie giganti (15 cm di diametro) e tanti altri.

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Per cena mettiamo in ballottaggio un ristorante cubano ed uno messicano, scegliVincenzo ed opta per il messicano! La cena è ottima ed abbondane.

Passeggiamo ancora un po’ prima di rientrare al b&b.

11 agosto – Key West

Dalle veneziane della nostra stanza filtrano raggi di sole, è una bellissima giornata. Dopo colazione chiediamo qualche informazione sulle spiagge migliori, molte sono ad uso esclusivo di residence ed hotel che si affacciano sul mare.

A circa quindici minuti a piedi possiamo raggiungere Fort Zachary Taylor, un parco marino statale area protetta. Per  5$ in due  (nel 2010) essendo a piedi possiamo entrare. La zona è graziosa, oltre alla spiaggia sabbiosa c’è una pineta ed un bar/caffè. C’è una buona organizzazione, ci sono toilette e docce gratuite. Assaggiamo dei buonissimi smoothie e passiamo una bella giornata di relax.

SITO UFFICIALE DEL PARCO,  il costo di ingresso è rimasto invariato-

Verso le 15 cominciamo ad essere cotti dal sole e ci incamminiamo verso l’uscita sperando di incontrare un taxi… Le mie preghiere sono state ascoltate.. ci sbracciamo per fermare un taxi in arrivo che dopo aver lasciato i turisti ci carica. Poco più avanti raccogliamo un altro turista che per coincidenza alloggia proprio al nostro b&b.  

Ci aspetta un rinfrescante the freddo al lampone in veranda. È davvero accogliente questo b&b. Lasciamo gli asciugami da spiaggia  e raggiungiamo il Southernest point, la pietra colorata che indica il punto più a sud degli Stati Uniti continentali. Novanta miglia sud si trova Cuba.

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Mi stupisce in positivo la fila ordinata di persone in attesa di scattare una fotografia, se fosse così ovunque sarebbe fantastico.

Proseguiamo per visitare la casa di Hemingwey, hanno brochure in lingua italiana ma partecipiamo ad una visita guidata in linguainglese. Nella casa ci sono circa 60 gatti, i discendenti degli animali domestici della famiglia.

La casa museo è aperta 365 giorni l’anno. Costo dei biglietti in cui è compresa la visita guidata (prezzi 2018):

Adult Child (5 and under)
$14.00 $6.00 (6-12 yrs) Free

 

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Questa sera ci dirigeremo a Mallory Square per osservare il tramonto, un must di Key West. Per raggiungere la piazza affollatissima di persone prendiamo un pedicab, una carrozzella agganciata ad una  bicicletta; ci spiega il ragazzo che la guida che spesso vengono dall’estero per la stagione turistica così da potersi pagare gli studi una volta rientrati nel loro paese.

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Facciamo qualche acquisto nel mercatino coperto  prima di assistere allo spettacolo del tramonto sul mare. Ceniamo al ristorante cubano visto ieri dove siamo un po’ sfortunati.. prima la cameriera mi porta il pollo anziché i gamberi  ordinati poi rovescia il ghiaccio nel piatto di Vincenzo. Il dessert decidiamo di evitarlo! 🤣

12 agosto – Key West

Ultima giornata delle nostre vacanze: anche oggi c’è il sole e decidiamo di fare una gita con la barca dal fondo di vetro. La prenotiamo per il primo pomeriggio mentre in mattinata noleggiamo le biciclette proprio di fronte al b&b.  Appena saliamo sulla bici noto qualcosa di diverso.. ok il manubrio molto più curvo ma.. mancano i freni!!! Ci facciamo dare qualche delucidazione ed ecco svelato il mistero.. è sufficiente pedalare all’indietro e la bici frena! Inchioda per l’esattezza! Dopo poco abbiamo preso la mano e con gli asciugamani nei cestini andiamo in spiaggia, questa volta scegliamo, sempre su consiglio del b&b, Smathers Beach, una bella spiaggia con le palme e attrezzata per i turisti. ( immagine iniziale)

Verso le 12:30 ripartiamo facendo sosta al b&b  per toglierci un po’ di sabbia di dosso prima di raggiungere il molo di imbarco della barca.  Ritiriamo i ticket e tempo di mangiarci un gelato partiamo.

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Abbiamo la fortuna di vedere i delfini ma purtroppo non riesco a fotografarli, una volta raggiunta la zona di barriera la barca rallenta e dal fondo ammiriamo alcuni pesci colorati, delle meduse ed anche una tartaruga. L’acqua non è purtroppo limpidissima per via del brutto tempo dei giorni scorsi. La gita è ad ogni modo bella e piacevole.

Restituiamo le biciclette prima che il noleggio chiuda, ci rilassiamo nella piscinetta del b&b e facciamo gli ultimi acquisti, assaggiamo la famosa e buonissima key lime pie e dopo cena prepariamo i bagagli; domani imbarcheremo anche il borsone che ci ha fatto da bagaglio a mano durante le varie tratte aeree e che sarebbe stato la nostra salvezza in caso di smarrimento bagaglio.

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13 agosto  – Key West

Dopo una fugace colazione arriva il taxi che ci porta in aeroporto.

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Da qui comincerà il nostro viaggio per rientrare a Milano l’indomani. Passiamo per l’aeroporto di Fort Lauderale dove riusciamo a farci imbarcare sul volo prima per Newark dove avremmo avuto un’ora scarsa tra le due coincidenze. Sosta di alcune ore in aeroporto dove spendiamo gli ultimi dollari e assaporiamo per l’ultima volta i muffin americani.

Dopo un lungo e turbolento volo rientriamo in Italia, entrambe le valigie ci sono.  

Il tempo non sempre bello ed il furto a Miami non ci hanno forse fatto apprezzare appieno la città; le isole Keys sono delle tranquille isolette molto caratteristiche e siamo contenti di aver speso qui gli ultimi giorni del nostro viaggio.”  

Update 2018: magari torneremo in Florida per portare i bimbi a Disneyworld visto quanto si erano divertiti a Dysneyland Paris 😄

Everglades National Park, Florida

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Proseguo con il raccontarvi il seguito del  nostro viaggio in Florida fatto in agosto 2010, ancora in coppia . Dopo Miami ci siamo diretti al parco nazionale delle Everglades.

 – 9 Agosto –

Con le cartine alla mano riusciamo ad uscire da Miami e  ad imboccare la strada 40 (un proseguimento di calle ocho) per raggiungere le Everglades. Oggi il tempo è clemente, un po’ nuvoloso ma niente pioggia!

Poco prima di entrare nel parco nazionale ci fermiamo lungo la strada per fare un giro con l’airboat,  tipica imbarcazione locale con un motore ad elica situato nella parte posteriore del mezzo.

Il tour Everglades Safari   dura circa tre quarti d’ora e si possono ammirare la flora e la fauna locale a bordo del veicolo. Noi abbiamo visto degli aironi e dei coccodrilli.  Vengono forniti dei tappini usa e getta per le orecchie per ridurre il rumore

Terminato il tour nella palude si può assistere al classico show dei coccodrilli che tuttavia non trovo di particolare interesse preferendo osservare gli animali liberi in natura.

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Riprendiamo l’auto, l’ingresso nel parco nazionale  è poco distante entrando allo shark valley visitor center dove è possibile fare una passeggiata a piedi o prendere un pulmino elettrico (Tamiami trail)  per visitare parte del parco. Non è possibile circolare con l’auto.

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Gli ingressi del parco sono quattro, partendo dall’alto della mappa incontriamo:

Gulf Coast Visitor Center

Shark Valley Visitor Center

Chekika – Day Use Area (chiuso a tempo indefinito dal 2013)

Ernest F. Coe Visitor Center

Flamingo Visitor Center (parzialmente accessibili a causa dell’uragano Irma)

Consiglio di guardare la mappa e valutare cosa sia più comodo per voi .

Dopo una breve passeggiata usciamo dal parco per rientrarne all’ Ernest Coe visitor center dove è possibile girare in autonomia con la propria auto. Ci piace molto fare così, abbiamo tutto il tempo che vogliamo ed è la cosa migliore per osservare ed apprezzare la natura.

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Oltre a fermarci ai view point facciamo una bellissima passeggiata ed io mi diverto un sacco perché finalmente posso fare animal watching..  incontriamo molti insetti, tante  cavallette colorate, uccelli, lucertole variopinte, una tartaruga e persino un cucciolo di coccodrillo che per fortuna rimane in acqua.

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Il Sito ufficiale del parco è sempre aggiornato con informazioni ed avvisi riguardanti situazioni meteo, orari etc. Ci sono diversi tipi di biglietti: disponibili ticket ad ingresso settimanale per veicoli $25, motocicli $20, ciclisti o pedoni 8$. E’ in vendita anche il pass annuale,  i biglietti sono acquistabili online dal sito ufficiale

Le informazioni che vi ho riportato sopra sono aggiornate ad Aprile 2018. Le foto invece sono state scattate durante il nostro viaggio nel 2010.

Usciti dal parco cerchiamo il motel a Florida city dove ci fermiamo per la notte prima. di ripartire per le isole Keys .Io sono fiduciosa perché appartenendo ad una catena credo non ci sia difficoltà nel trovarlo ma ahimè mi sbagliavo! Le strade hanno tutti gli stessi numeri  con l’unica differenza dell’indicazione dei punti cardinali NE, SE, NW, SW.  Ci fermiamo a chiedere indicazioni e più o meno raggiungiamo la zona prendendo come riferimento il mc donald che è in zona e vicino al motel.  Lo troviamo! Che faticaccia!!  (ovviamente non c’era il cellulare con il wi-fi etc etc e senza il navigatore rubato a Miami è stato più complesso muoverci)

A Florida city c’è un grande outlet  dove abbiamo fatto acquisti vantaggiosi, troviamo nike, guess, levi’s e tanti altri negozi! 

Usciamo dai negozi ed è tutto bagnato, mi sa che ha piovuto (di nuovo) parecchio! Per cena ci fermiamo da Panda express, una catena cinese che già tenevo d’occhio da un po’! Ci regalano anche qui i biscotti della fortuna che mangeremo in camera perché aspettano noi per chiudere il locale. Domattina si riparte

Miami

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Oggi vi voglio parlare di Miami, la famosa città della Florida che abbiamo visitato qualche anno fa senza figli. A mio avviso è una città che piace o non piace, non credo ci sia una via di mezzo, un po’ come tutte le grandi città moderne.  Noi l’abbiamo visitata, insieme ad altri luoghi della Florida, come ultima parte di un tour che ci ha portato alla scoperta degli Stati Uniti.

Vi racconto ciò che abbiamo fatto e le nostre disavventure. Il viaggio è stato svolto nell’agosto 2010. Miami è oggi raggiungibile con voli diretti in partenza dall’Italia.

7 agosto – 1^ giorno, arrivo a  Miami

Dopo uno scalo a Houston, arriviamo dalla west coast,  atterriamo finalmente a Miami, il cielo è un po’ grigio ma dall’aereo si vedono tutti i grattacieli, che meraviglia.

Ritiriamo la valigia, che anche questa volta c’è, e con uno shuttle ci dirigiamo al noleggio auto. Rispetto a noi gli autonoleggi sono sempre un po’ fuori dall’aeroporto. Da casa avevamo prenotato con e-noleggio una macchina economy ma Vincenzo decide di farsi un regalo e chiede l’upgrade per la Mustang, la decappottabile americana.

È bellissima, tutta bianca con la capotte nera. Per pochi attimi la sfruttiamo uscendo dall’aeroporto perché poi comincia a piovere. direzione albergo a south beach per fare il check in.

L’albergo è carino, hai il parcheggio ( a pagamento)  ma da internet sembrava meglio, soprattutto la stanza.. Ci prepariamo per uscire e nel frattempo ha smesso di piovere. Siamo vicini ad Ocean drive ed usciamo a piedi, si susseguono ristoranti con luci colorate, musica dal vivo e cocktail grandi quanto un cestino da ufficio! Tutti offrono mille promozioni ma attenzione perché poi vanno aggiunte le tasse ed anche la gratuity “mancia obbligatoria” pari al 17% del totale ( proprio una voce del conto aggiunta nei vari ristoranti durante il nostro viaggio).

Scegliamo uno fra i tanti ristoranti  proposti dove la cucina non era male ma le porzioni non rispecchiavano certo l’abbondanza americana vista nella west coast, i miei gamberi al curry erano cinque e per fortuna c’era un po’ di riso per contorno! Anche a Vincenzo non è andata meglio.. gamberi fritti con patate.. sempre cinque!

Dopo cena decidiamo di prendere l’auto e di girare un po’ per la città , percorriamo tutta Ocean drive, Collins avenue e giriamo per South beach. Troviamo parcheggio e ci fermiamo ad Espanola way, una strada pedonale con ristoranti, negozietti e bar. Un gelato e qualche acquisto prima di concederci un po’ di riposo. Ricordo con piacere questo luogo perchè l’ho trovato davvero caratteristico.

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8 agosto – 2^ giorno a Miami

I programmi di oggi erano proprio altri.. dopo colazione decidiamo di prendere l’auto per andare a fare il duck tour, un tour per la città su un mezzo terrestre/anfibio ma troviamo una brutta sorpresa.. Questa notte ci hanno rubato in macchina nel parcheggio a pagamento dell’hotel: manca il gps, l’unica cosa rimasta in auto nel cassetto. Avvisiamo in reception e subito chiamano la polizia che dopo pochi minuti è da noi. L’auto fortunatamente non è stata danneggiata ma ancora non ci spieghiamo come abbiano fatto visto che l’auto era chiusa e così l’abbiamo trovata. La poliziotta nota che la telecamera dell’hotel è proprio puntata sull’auto.. che fortuna! Peccato che non ci sia la registrazione! Strano, eh? Anche per la polizia una strana coincidenza… Aspettiamo arrivino CSI per i rilievi delle impronte (proprio come si vede nei film) e poi possiamo utilizzare l’auto.. con la guida e un paio di mappe decidiamo di raggiungere il market di Key Byscane, comincia a piovigginare di nuovo. Parcheggiamo a 10 $ (tutto il giorno)  in un parcheggio sicuro e vicino, evitiamo il parcheggio pubblico con i parcheggiatori abusivi che non appena ci fermiamo vogliono venderci un ticket contraffatto per 6 $.. Ma siamo ancora negli Stati Uniti o abbiamo cambiato paese??!!

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Decidiamo di non farci rovinare la giornata e curiosiamo tra i vari negozietti, giro da Bubba Gump, Hard rock café e pranzo!

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta di Miami per Little Havana, ha smesso di piovere e possiamo abbassare finalmente la capotte in macchina anche se fermi ai semafori non mi sento molto sicura e tranquilla.

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Rientriamo per una pausa e un po’ di relax in hotel poi usciamo per un giro nei negozi, piove ancora e non accenna a smettere. Per cena finalmente c’è una tregua, ci concediamo una pizza dai fratelli La Bufala ed un ultimo giro in auto per ocean drive. Siamo alla terza settimana di viaggio ed abbiamo voglia di un po’ di sapori di casa.

Facciamo i bagagli ansiosi di lasciare domattina la città. Ci attendono le Everglades e poi le isole Keys.

conclusioni:

Mio marito era già stato in questa città, per me è stata la prima volta ma non abbiamo, anche causa imprevisto,  avuto il tempo di approfondire la visita. Sicuramente i locali che si affacciano fronte strada sul mal mare sono affascinanti così come la lunga spiaggia ma trovo sia una città che non rispecchia molto il mio ideale di viaggio poiché preferisco luoghi più nascosti e meno modaioli. Tuttavia era una tappa di passaggio per proseguire  fino alle Keys

Magari se dovessi essere in zona ci tornerei per provare a ricredermi  🙂 . Il bello di queste città è che sono in continua evoluzione e magari in un nuovo viaggio dove anche il sole fa capolino  potrei guardarla con nuovi occhi 👀