Visitare il castello di Praga

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Seconda giornata a Praga, 11 agosto 2017. Acqua a catinelle ci attende al risveglio, avevo visto le previsioni ma speravo il tempo cambiasse. Che ottimismo! Scendo a prendere brioche fresche in attesa che tutti si sveglino e dopo aver fatto colazione ci dirigiamo verso il castello di Praga a cui vogliamo dedicare la giornata. Ci vuole sicuramente una felpa.

Raggiungiamo il castello con il tram numero 22, fermata Pohorelec. Le opzioni per raggiungerlo e gli ingressi sono diversi ma visto il brutto tempo scegliamo la soluzione più pratica.

Ci sono diversi circuiti tra cui scegliere per acquistare il biglietto, una soluzione che noi abbiamo ritenuto soddisfacente ed equilibrata viaggiando anche con i bambini è stato il circuito B. Completo ma non troppo lungo.

TIPI DI BIGLIETTI

Castello di Praga – Visita A
I Vecchio Palazzo Reale, III Basilica di San Giorgio, V Vicolo d’oro, VIII Cattedrale
di San Vito, II Esposizione Storia del Castello di Praga, IX Palazzo di Rosenberg

Tariffa piena  Sconto (*) Tariffa famiglia (**)

350 CZK 175 CZK 700 CZK

Castello di Praga – Visita B
I Vecchio Palazzo Reale, III Basilica di San Giorgio, V Vicolo d’oro, VIII Cattedrale
di San Vito

Tariffa piena  Sconto (*) Tariffa famiglia (**)

250 CZK 125 CZK 500 CZK

Castello di Praga – Visita C
IV Esposizione Tesoro di San Vito, VI Pinacoteca del Castello di Praga

Tariffa piena  Sconto (*) Tariffa famiglia (**)350 CZK 175 CZK 700 CZK

II Esposizione Storia del Castello di Praga 140 CZK 70 CZK 280 CZK
IV Esposizione Tesoro di San Vito 250 CZK 125 CZK 500 CZK
VI Pinacoteca del Castello di Praga 100 CZK 50 CZK 200 CZK
X Torre panoramica della Cattedrale 150 CZK / /

* Sconto: ragazzi da 6 a 16 anni • studenti delle scuole superiori e universitari fino a 26 anni compresi • anziani oltre i 65 anni compresi
** Tariffa famiglia: da 1 a 5 bambini fino a 16 anni e max. 2 adulti

Altre opzioni sono disponibili sul sito ufficiale

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A causa del brutto tempo e della pioggia incessante non riusciamo ad assistere al cambio della guardia e a visitare i giardini estivi.

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Manca poco alle 10 e non troviamo coda in biglietteria. Decidiamo di visitare subito la cattedrale di San Vito e le parti correlate. Le fondamenta dell’edificio odierno sono state poste nel 1344 da Carlo IV ma l’edificio è stato portato a termine  solo nel 1929.

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Nel nostro biglietto è compresa la visita al palazzo reale, la basilica di San Giorgio , la torre Daliborka ed il vicolo d’oro. Questa viuzza , situata tra la torre Bianca e la torre Daliborka, ci porta all’uscita del complesso ed è formata da delle casette colorate dall’aspetto fiabesco che sorsero nella fortificazione ad arcate del castello a partire dalla fine del XVI secolo e anitate fino alla seconda guerra mondiale. L’aspetto attuale risale al 1955. Alcune casette sono state recentemente ristrutturate. 

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Nonostante avessimo ombrellini e k-way siamo umidi, fa anche freschino. Subito fuori dal castello scegliamo un localino turistico consigliato sulla guida cartacea ed abbastanza velocemente riusciamo a sederci.  Una zuppa calda era quello che ci voleva, I bimbi hanno preferito invece dei filettini di pollo.

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Nel Frattempo ricontrolliamo le previsioni meteo che danno ancora un paio d’ore di pioggia dopo di che dovrebbe tornare sereno. Ne approfittiamo per andare a fare una doccia e cambiare le scarpe bagnate. In questo caso si apprezza ancora di più avere l’appartamento anziché una camera d’albergo, ho messo le scarpe in asciugatrice  e ci siamo preparati una bella cioccolata calda con indosso abiti asciutti e puliti.  Non Siamo partiti con grande bagagli ma con un trolley a testa sapendo poi di trovare alloggi con svariati servizi come lavatrice e asciugatrice.

Con il cielo sereno finalmente usciamo e torniamo in centro a vedere ciò che ci mancava. Ceniamo in una birreria ristorante che poi non accetta il bancomat, Per evitare perdite di tempo paghiamo  in contanti in euro.

Facciamo qualche acquisto e terminiamo di visitare la città, scopriamo un piccolo strettissimo vicolo dove addirittura per passare è in funzione un semaforo pedonale!

Cos’altro visitare a Praga lo trovate qui.

Visitare le Isole Brijuni

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Le Isole Brijuni , o Brioni in italiano,sono state una splendida scoperta durante la nostra vacanza in Istria.  L’arcipelago come avrete intuito è parco nazionale. L’area totale è di 743 ha, quella per cui si estende il parco di 3395 ettari. Per visitarle ci sono due modi alternativi.

Come visitarle:

  1. È possibile affidarsi alle escursioni organizzate dall’Ente parco che permettono di sbarcare sull’isola principale; 
  2. Effettuare escursioni con un tour privato; ci sono diversi procacciatori presenti al molo di Fasana ma queste escursioni non prevedono lo sbarco sull’isola principale.

Il consiglio che posso darvi è di scegliere bene in base alle vostre esigenze che tipo di escursione effettuare.

Escursione con l’ente parco

Opzione che abbiamo scelto noi. Per effettuare questo tipo di  escursione è necessario prenotarsi all’ente Parco via mail oppure in loco, consiglio la prima soluzione per avere più opzioni con gli orari di andata del traghetto.

Io avevo mandato una mail a: brijuni@np-brijuni.hr una decina di giorni prima e mi avevano confermato l’orario della barca ed il tour in italiano in base al giorno che avevo scelto. Specificate al momento della prenotazione in che lingua volete effettuare il tour.

 

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La navigazione partendo da Fasana dura circa 30 minuti ed appena sbarcati, sul lato destro dove si trovano i trenini , le guide attendono con una bandierina indicanti la lingua. Il tour è opzionale ed è possibile abbandonarlo in qualsiasi momento ma in ogni caso è compreso con il costo del biglietto.

Siamo saliti sul trenino che ci ha fatto fare il giro dell’isola, ai lati della strada abbiamo visto lepri, cerbiatti e pavoni. Alcuni scorci erano da togliere il fiato.

La prima sosta di una decina di minuti è al Safari park, un piccolo zoo dove è rimasto un elefante, qualche zebra, dei lama, delle capre ed una tartaruga marina che in realtà è ospite del centro di salvaguardia presente all’acquario ma qui locata per questioni di spazio .

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prosegue il giro in trenino che ci porta ad ammirare un ulivo secolare  spezzato da un fulmine ma che è riuscito a sopravvivere , il giardino mediterraneo e resti di templi romani. In queste tappe non facciamo una sosta. Giunti al capolinea la guida ci porta alla casa di Tito, diventata un museo. Visitiamo la piccola chiesa di San Germano del XV secolo, incontriamo il pappagallo kuki e successivamente ci accompagna al museo interattivo, molto interessante soprattutto per i bambini.

Terminato il tour si può rimanere sull’isola quanto si vuole rientrando in giornata. Per chi volesse pernottare sono presenti alcune ville e i vecchi hotel che hanno riaperto. Le informazioni ed i costi li trovate qui.

Per girare l’isola in autonomia è possibile noleggiare una golf car o le biciclette. Oppure semplicemente a piedi. Noi ci siamo fermati un po’ e siamo stati su una spiaggetta.

Al momento del ritiro biglietti vi consegnano gli orari di rientro della barca, variano in base ai mesi.

Prezzi espressi in kune, listino 2018 fornito dal parco al momento della prenotazione:

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Al rientro a Fasana abbiamo visitato il grazioso borgo e ci siamo fermati a cena, ci sono diversi ristoranti tra cui scegliere sia all’interno dei vicoli che al porto. Io ho provato una specialità tipica istriana che è una pasta fresca con tartufo, molto buona! Prezzi buoni.

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Consiglio di lasciare l’auto nel parcheggio dietro la spiaggia in quanto il parchimetro accetta anche banconote. Altri parcheggi prevedono un tempo massimo o accettano solo monete. Noi l’abbiamo lasciata per l’intera giornata.  Indirizzo: Ulrica Maja, parcheggio grande senza sbarra

La storia delle isole

Le Brioni ospitarono insediamenti dei romani, Appartennero fin dal Medioevo alla Repubblica di Venezia  e Nel 1797 l’arcipelago venne annesso all’Impero Napoleonico per un breve periodo, fino alla cessione  all’Impero d’Austria nel 1815. la marina austro ungarica abbandonò la fortezza presente   e nel 1893 il magnate viennese Paul Kupelwieser acquistò l’intero arcipelago e creò un esclusivo complesso alberghiero. La tenuta comprendeva alberghi di prima classe, ristoranti, spiagge turistiche, un casinò, un porto per gli yacht e divenne un punto nevralgico della vita sociale dell’élite tedesca del Litorale austriaco di Gorizia, Trieste e soprattutto Pola. Le isole Brioni divennero una prestigiosa meta turistica per gli austriaci più facoltosi e furono visitate da membri della famiglia imperiale e da élite aristocratiche europee.

Nel 1918 in seguito alla Prima guerra mondiale le Brioni divennero parte dell’Italia: dal 1921 al 1947 furono incluse nella Provincia di Pola. Karl Kupelwieser tentò di mantenere lo splendore originale ma durante la crisi del 1929, la tenuta entrò in bancarotta ed il fondatore si suicidò. Così nel 1930 le isole vennero acquistate dallo Stato Italiano.

Durante la seconda guerra mondiale l’arcipelago fu sede di un distaccamento  e nel 1945 venne ceduto alla Jugoslavia. Nel secondo dopoguerra l’arcipelago divenne la sede preferita di vacanza del presidente jugoslavo Tito: l’architetto sloveno Jože Plečnik progettò un padiglione in onore del Maresciallo. Almeno 100 capi di Stato esteri e diverse star del cinema (come Elizabeth Taylor, Richard Burton, Sophia Loren, Carlo Ponti e Gina Lollobrigida) visitarono la tenuta di Tito. Tre anni dopo la morte del Presidente, nel 1983, le isole vennero dichiarate Parco nazionale della Jugoslavia.

Con la dissoluzione della Jugoslavia, nel 1991, le isole Brioni passarono sotto l’amministrazione croata ed entrarono a far parte della regione istriana. vennero riaperti i  quattro alberghi di Brioni, insieme al Parco Safari, dove trovano posto anche gli animali donati a Tito.

Fonti storiche : visita guida e Wikipedia.

Se vi trovate a Pula consiglio vivamente di trascorrere una giornata dull’isola. È possibile organizzarsi  con un pic nic oppure usufruire del bar.

Visitare il Triangolo d’Oro

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Continuo il racconto del viaggio in Tailandia, agosto 2009.

Ci svegliamo a Chiang Mai, fra un’ora passeranno a prenderci per l’escursione al triangolo d’oro acquistata in hotel. Facciamo colazione, ottimo buffet e soprattutto sensazionale l’angolo con il fornetto per scaldarsi le brioche.

La giornata di oggi sarà particolarmente lunga ed impegnativa.

Siamo in sei, oltre a noi c’è un ragazzo italiano ed una famiglia di tre persone olandesi.

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La prima sosta la facciamo alle sorgenti calde di Baan Mae Khajaan a Wiang Pa Pao, zona nord-est della provincia di Chiang Mai, dove è presente anche un geyser.

Il Geyser Thaweesin ha una temperatura costante di 95 gradi centigradi ed è profondo 178 metri. L’altezza del geyser raggiunge addirittura i 37 metri, non riusciamo purtroppo a vedere il getto di acqua nella sua maestosità ma solo una costante produzione di vapore.

Abbiamo un po’ di tempo a disposizione e dopo aver scattato come sempre tantissime foto preferiamo immergere i piedi nella piscinetta di acqua termale piuttosto che guardare i negozietti; molte signore vendono uova fresche in cestini di bamboo con un manico da collocare vicino al geyser, in pochissimo tempo diventano sode. Non proviamo l’esperienza, lasciamo fare la prova ad alcuni turisti giapponesi.

Ripartiamo per fermarci dopo un po’ di strada. Il tempo e il cielo continuano a cambiare: sprazzi di sole, nuvole grigie, pioggia sottile e poi sereno; l’aria è frizzante, la vegetazione ha un colore verde brillante.

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Raggiungiamo il tempio Wat Rong Khun comunemente noto con il nome di “white temple”, tempio bianco. E’ un tempio in stile moderno, la cui costruzione è iniziata alcuni anni fa e come dice il suo stesso nome è di colore bianco. E ‘stato progettato e costruito dall’artista Chaloemchai Khositphiphat che abbiamo la fortuna di incontrare in quanto è presente al tempio.

Per raggiungere la cappella del tempio si percorre un piccolo ponte posto sopra un laghetto, ai lati si trova l’inferno, un insieme di sculture di persone che danno l’impressione di cercare di fuggire con le mani che tendono verso il cielo.

All’interno del tempio si trova un bellissimo murale colorato del Buddha che rappresenta il paradiso.

Accanto al tempio vi è una piccola galleria d’arte dove ammirare le opere di Chaloemchai Khositphiphat.

Il tempio merita sicuramente una visita, è molto scenografico e molto diverso dagli atri presenti a Chiang Mai e  a Bangkok, unico nel genere. Peccato per il cielo un po’ plumbeo, con il sole e il cielo azzurro avrebbe avuto riflessi fantastici.

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Ci rimettiamo in “marcia” per raggiungere il famoso triangolo d’oro, punto in cui confinano Tailandia, Myanmar e Laos noto, soprattutto in passato, per il traffico di oppio tra i tre paesi.

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Giungiamo al molo di imbarco per la gita in barca sul Mekong, all’undicesimo posto tra i fiumi più lunghi del mondo.

La navigazione dura circa un’ora e ammiriamo, oltre alla natura, ciò che offrono i confini degli stati confinanti. In primo luogo osserviamo un’immensa statua di Buddha in piedi nel territorio del Myanmar ed un casinò.  La guida ci spiega che non siamo particolarmente lontano neanche dalla Cina. Sbarchiamo sull’isola di Done Xao in territorio laotiano dove non è necessario avere il visto in quanto  è considerata zona di confine; un luogo “per turisti”. Sulla barca ci chiedono ad ogni modo se abbiamo il passaporto e così lo consegniamo alla guida insieme a 20 bath (quaranta centesimi). Sull’isola  si trovano i classici cartelli di benvenuto in Laos e alcuni negozi di souvenir dove si trovano curiose bottiglie di liquori contenenti scorpioni e serpenti. Dopo circa un quarto d’ora di sosta riprendiamo la barca che ci riporterà al molo.  Ci riconsegnano il passaporto e…  ecco il mistero! Hanno apposto tre timbri ( suppongo ricordo sull’ultima pagina: un piccolo elefantino con la scritta Laos, un triangolo con all’interno il nome dei tre paesi confinanti e un cerchio con il nome dell’isola. Mi chiedo se il passaporto si possa “timbrare” così…   Speriamo non avere problemi in futuro..). Vi confermo che poi l‘ho usato negli anni successivi senza alcun problema.

Prima di dirigerci al ristorante ci fermiamo a scattare qualche foto sotto il noto arco simbolo del triangolo d’oro.

Il buffet è prevalentemente asiatico e molto buono, i bocconcini di pollo fritto sono deliziosi. Dopo la sosta per il pranzo riprendiamo il pulmino per spingerci ai confini con il Myanmar dove si trova il punto più a nord della Thailandia. Dopo la frontiera vi è un ponte e attraversato quest’ultimo si è nel territorio dell’ex Birmania. Anche qui  come in tutte le zone di frontiera si trovano negozi che offrono merce a prezzi molto economici, vendono un po’ le solite cose: orologi, pelletteria, souvenir..

Abbiamo un po’ di tempo a disposizione e facciamo un giro per i negozi della cittadina dove compriamo delle noci di macadamia da portare in Italia. Non ci sono oggetti caratteristici o di particolare interesse.

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Prima di rientrare a Chiang Mai ci aspetta un’ultima tappa, il villaggio degli Akha, una delle minoranze etniche presenti nel paese; il loro costume tradizionale è nero con delle bande colorate ma ciò che è più caratteristico è il loro copricapo sempre di colore nero ma decorato con pon pon di colori accesi e arricchito da catenelle e applique in argento.

Il villaggio è autentico, lo attraversiamo e nel frattempo arrivata un carretto che forse passa settimanalmente o giornalmente a vendere frutta secca al villaggio. I bimbi appena lo sentono arrivare si radunano intorno e le mamme  li raggiungono. È una scena molto bella.

Il viaggio di rientro è lungo, ci fermiamo a metà strada a fare benzina e una sosta all’autogrill; prendo qualcosa da spizzicare sul pulmino e ne approfittiamo per la toilette. I bagni sono differenti dai nostri, c’è una turca rialzata e un bidone molto capiente con un pentolino di plastica da dove  attingere l’acqua per lo scarico. Sono molto puliti.

Una volta rientrati in albergo, dopo la doccia, decidiamo di approfittare subito della cena che l’albergo ci ha offerto, ancora non sappiamo cosa offre la città e vista l’ora  abbiamo anche un certo appetito. Ci portano degli spiedi di carne e verdura alla griglia molto buoni accompagnati da riso bianco.

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Dopo cena decidiamo di andare al night bazar, ne abbiamo sentito parlare talmente tanto che ne siamo davvero incuriositi. È un tripudio di negozi e bancarelle allestite sui marciapiedi, si fatica quasi a passare. Si trovato cose molto caratteristiche e particolari oltre ai classici souvenir e a prodotti contraffatti.

 

Fotoquadri: ricordare un viaggio

EC718275-DA5F-4C98-B621-112378634E34Chi mi conosce sa che per me il viaggio è prima, durante e dopo.. Prima con lo studio e la preparazione, dopo attraverso i ricordi, quelli indelebili che rimangono nella mente anche a distanza di mesi ed anni  ed altri  che riaffiorano guardando foto , album e quadri.

E’ già da qualche anno che ho deciso di decorare le pareti di casa con pannelli fotografici, tele e quadretti in legno. Per ricordare la nostra ultima vacanza insieme negli Emirati Arabi  ci siamo fatti scattare alcune fotografie dal fotografo del resort e Una volta rientrati  ho pensato bene di provare questo nuovo prodotto scoperto grazie a Saal Digital, una tela in tessuto naturale, 300 g/m² con una cornice in legno. La cornice è disponibile sia in bianco che in nero e crea uno spazio spazio visibile di 8 mm di larghezza nella giunzione tra tela e telaio.

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Gli accessori per il fissaggio a muro sono inclusi! Il prezzo è decisamente concorrenziale, spesso si trovano anche promozioni.

 Formato Prezzo
30 x 20 45,00 €

In pochissimi giorni il pacco, molto ben imballato , è arrivato a casa con il corriere.

Per tutti i formati disponibili ed i prezzi vi consiglio di consultare il sito. Mi metterò presto all’opera per realizzare anche un fotolibro.

Sapete cosa è ancora più bello ed emozionante? Vedere i bambini che quando riguardano queste immagini rivivono il viaggio anche se piccoli e ricordano episodi, aneddoti  o amichetti incontrati. Il formato digitale è comodo ma osservare un nostro quadro o sfogliare le fotografie è senza dubbio per me la maggior soddisfazione!

 

#incollaborazione con Saal Digital

Istria, in vacanza vicino a Pula. Spiagge e tanto altro

Atterrati all’aeroporto di Pula attendiamo pazientemente il controllo dei documenti essendo la Croazia fuori dall’area Schengen, per i cittadini italiani si può entrare anche con la carta di identità valida per l’espatrio tuttavia i controlli con il passaporto sono più celeri.

Ritiro l’auto prenotata con Carwizz tramite un noto broker, ci tengo a nominare la compagnia poiché si è rivelata seria e professionale, esperienza che purtroppo non ho riscontrato ovunque. Suppongo fosse esaurita la categoria di noleggio prenotata poiché mi hanno consegnato una fantastica Audi A3 limousine perfetta per viaggiare con i due bimbi e la nonna. Di come era nata l’idea di questo viaggio vi ho parlato qui.

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Raggiungiamo l’appartamento affittato a Sisan, un piccolo paesino dell’entroterra distante pochi chilometri dalla città. Nella casa  è presente un bel cortile e giochi a disposizione per i bimbi come il tappeto elastico.  Divertimento per i bimbi e relax per  i grandi!Cominciamo ad organizzare e pianificare le giornate successive e sbrighiamo le prime questioni come la spesa. Organizziamo anche un pranzo al sacco per l’indomani.

Abbiamo già individuato alcuni luoghi da visitare e ne abbiamo aggiunti altri su consiglio della proprietaria di casa, la nostra vacanza è nata prevalentemente pensando alla vita di mare.

Nella nostra settimana di permanenza abbiamo visitato le seguenti spiagge:

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Medulin: località di villeggiatura molto nota soprattutto per la presenza della spiaggia di sabbia, sabbia che tuttavia è stata importata. Dedichiamo un’intera giornata e affittando un ombrellone e due lettini per 120 kune, circa 16 €. Il mare ha accesso digradante ed è molto semplice per i bambini,  è presente anche un gonfiabile in acqua. Dietro la spiaggia abbondano taverne , bar e ristoranti oltre a food Track. L’acqua con l’aumentare delle persone tendeva a diventare torbida e tra tutte le spiagge questa è stata quella che meno mi ha entusiasmato.

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Calette a nord di Lisignano raggiungibili dalla strada che esce dal paese di Sisan: percorrendo una strada sterrata immersa nel verde si raggiungono numerose calette con ciottoli di dimensioni medio grandi, acqua limpida e presenza in mare di numerosi paguri e forme viventi. Acqua fredda ma spettacolare. Nella caletta in cui abbiamo scelto di fermarci era anche allestito un piccolo bar di legno con dei graziosi tavolini realizzati con bancali. Presenti solo bevande e gelati. Nessuna attrezzatura disponibile, noi avevamo una tenda di quelle per il sole acquistata il giorno prima.

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Lisignano: spiaggia con piccoli sassolini adiacente al porto, Lisignano è un piccolo paese di pescatori. Una parte di spiaggia è attrezzata con lettini ed ombrelloni, l’altra è libera. Segnalo anche un parco giochi. Poco affollata e con acqua limpida. Sono presenti alcuni beach bar con piccola cucina.

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Fasana: luogo di imbarco per le isole Brioni. Oltre al caratteristico villaggio è presente una lunga spiaggia di ciottoli bianchi. Anche qui in alcuni tratti sono disponibili lettini ed ombrelloni.

Oltre a queste spiagge siamo stati anche al parco di Kamenjak subito dopo Peemantura ed alle isole Brioni a cui dedicherò  articoli separati con tutte le informazioni necessarie.

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Pula merita una visita, si può passeggiare tra le viuzze nella zona pedonale. Da non mancare la visita all’arco di Augusto ed all’Anfitearro Romano molto ben conservato.

La sera si svolge anche uno spettacolo luminoso su due gru installate al porto ma causa pioggia che ci ha sorpreso verso le otto siamo rientrati dopo cena.

Siamo poi tornati a Pula, nella zona di Verudela per visitare l’acquario e tutta la zona circostante di cui vi parlerò a breve!

Viaggiare low cost, l’offerta decide il viaggio!

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Ritorno con la rubrica “viaggiare low cost” per parlarvi di questa esperienza diretta.

Ho dovuto aggiungere una settimana di ferie a lavoro (erano semplicemente ferie arretrate da smaltire tassativamente in estate ma che non potevano aggiungersi alle altre già programmate) ed ecco che mi trovo una settimana a casa in più con i bambini, niente centro estivo quindi per quelle date e ho pensato di guardar subito in giro se c’era qualche offerta interessante. Avevo giusto Alcuni punti fissi:

-mare pulito

-low cost

– viaggio non lunghissimo se in auto ma meglio in aereo

Parlando con un amico molto appassionato di viaggi come me mi segnala subito offerte strepitose per Malta e per l’Istria.

Io non avevo visto nessuna delle due ma considerando che in viaggio con noi ci sarà la nonna, appena rientrata da Malta, optiamo per un volo a/r da Milano Malpensa a Pula. Il tutto per la modica cifra di 20€ andata e ritorno a persona! Periodo di viaggio, luglio.

Dopo il volo abbiamo valutato dove dormire, la soluzione più conveniente è stata la scelta di un appartamento.

Abbiamo comunque deciso di prendere a noleggio un’automobile per essere più indipendenti ed anche comodi.

A conti fatti sulla carta stimando autostrada/carburante l’opzione volo+auto è stata maggiormente conveniente anche se non è una meta lontana da Milano. Oltretutto per me ha rivestito un aspetto  Importante non dover fare un viaggio lungo in auto con i bambini dovendo guidare considerando anche l’età della mia macchinina.

L’offerta sceglie il viaggio se la vacanza vuole essere un low cost!

Quindi:

1) stabilire un budget

2) prepararsi una lista con le caratteristiche del luogo che si vuol visitare e/o la tipologia del viaggio (mare/montagna/città)

3) monitorare l’offerta e senza pensarci troppo prenotare prima che il prezzo aumenti 😉

Ayutthaya, cosa fare e visitare

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In mattinata, dopo aver lasciato Kanchanaburi,  raggiungiamo Ayutthaya, antica capitale del regno del Siam, dove visitiamo diversi templi. Il primo è il wat Chaiwatthanaram, un tempio buddhista considerato una delle maggiori attrazioni turistiche del luogo e uno dei templi più belli di tutto il paese. La costruzione del tempio iniziò all’incirca nell’anno 1630 e fu fortemente voluta dal re Prasat Thong che lo volle edificare in quella precisa zona in memoria di sua madre che nacque in quei luoghi. Lo stile che venne utilizzato per la costruzione fu lo stile Khmer; il tempio si trova sulla riva occidentale del fiume Chao Phraya, a sud-ovest della città vecchia di Ayutthaya.

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Si tratta di un complesso di grandi dimensioni dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

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Il secondo tempio è il wat Phra Si Sanphet, costruito dal re Boromatrailokanat nel 1448. E’ stato uno dei templi più grandi dell’antica capitale ed è uno dei meglio conservati dell’isola. Il tempio ha preso il nome dalla grande immagine del Buddha in piedi eretto lì nel 1503 alto 16 metri e coperto con più di 150 chilogrammi di oro. A seguito del saccheggio della città  da parte dei birmani il Buddha fu ritrovato in frantumi. I tre chedi del tempio sono una delle principali immagini della città.

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Proseguiamo con il Wihaan Mongkhon Bophit, luogo dove è possibile ammirare la fusione tra architettura antica e moderna e dove è custodito uno dei più grandi Bhudda di tutto il paese.

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Ci fermiamo per pranzo in un ristorante a buffet, la cucina è varia e abbastanza buona, l’ambiente è purtroppo poco caratteristico trattandosi di un ristorante di un grande albergo, il pasto era compreso con il pacchetto dei due giorni.

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Nel pomeriggio visitiamo il wat Yai Chai Mongkhon che al suo interno contiene una statua del Buddha disteso nella classica veste color zafferano oltre ad un enorme chedi color oro custodito da una serie di statue del Buddha anch’esse vestiti con stole.

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La visita della città si conclude con il Bang Pa-In Palace, palazzo dove in estate si reca la regina e dove alloggiano i rappresentanti nazionali degli altri governi quando giungono in visita.

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All’interno del parco vi sono molti edifici e delle siepi potate in modo tale da raffigurare diversi animali.

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All’ingresso vendono in bicchieri di plastica coperti frutta fresca che può essere frullata con yogurt, acqua o latte; ne prendo uno misto davvero buono. La signora mi fa anche assaggiare un frutto molto buono di cui purtroppo non conosco il nome.

Rientriamo a Bangkok via terra, l’alternativa era proseguire via fiume.

Anche l’escursione ad Ayutthaia si può effettuare in giornata da Bangkok. Io consiglio con una guida in modo da poter meglio apprezzare templi e storia di ciò che si visita.

 

Praga, cosa visitare.

Praga è la seconda tappa del nostro OTR , agosto 2017, la città è situata sul fiume moldava e dal 1992 il suo centro storico è stato incluso nella lista dei patrimoni dell’umanità Unesco.

Noi ci siamo fermati a Praga per tre notti e abbiamo scelto di soggiornare in un appartamento con garage privato ma che fosse comodo alla stazione della metropolitana. Un’alternativa per chi arriva in aereo può essere quella di soggiornare direttamente in centro essendo Praga una città  non molto ampia. 

Giunti in città nel primo pomeriggio dopo aver fatto il check in  ci siamo subito diretti in centro, con qualche difficoltà purtroppo.  Alla stazione della metropolitana c’era solo una macchinetta automatica che non accettava ne carte di credito e neppure banconote ma solo monetine. La moneta ufficiale è la corona ceca di cui non eravamo ancora in possesso. Dopo aver trovato un bancomat e prelevato in valuta abbiamo cercato di cambiare i nostri soldi in un supermercato acquistando alcuni prodotti ma nessuno si è dimostrato particolarmente cortese nel volerci dare il resto in moneta tant’è che siamo entrati tre volte per riuscire ad ottenere il necessario per fare un biglietto di sola andata.

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Giunti in centro la nostra prima tappa è stata la torre delle polveri, un tempo utilizzata come deposito della polvere da sparo e considerata oggi inizio della via dell’incoronazione o via reale che conduce al castello di Praga. Incontriamo subito un artista di strada che fa bolle di sapone , tanti bimbi compresi i nostri lo osservano ma anche molti grandi si fermano a fotografare!

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Da lì raggiungiamo la piazza con la cattedrale di Santa Maria di Tin, la chiesa di San Nicola ed il   monumento dedicato a Jan Hus, importante teologo.

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Sta quasi per scoccare l’ora e ci dirigiamo subito ad osservare l’orologio astronomico. Da 600 anni è una delle più grandi ricchezze della città ed ancora oggi stupisce con la processione degli apostoli e con le statue mobili allo scoccare di ogni ora. Il quadrante dell’orologio indica il giorno corrente e la sua posizione nella settimana del mese e nell’anno. Contemporaneamente l’orologio mostra il calendario europeo babilonese e quello astronomico. Lo scorso agosto (2017) il campanile era in parte coperto per restauro.

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Osserviamo la Casa Al Minuto, facente parte del complesso del municipio della città vecchia, la sua facciata decorata con graffiti raffigura scene tratte da eventi biblici e mitologici oltre a temi delle legende rinascimentali contemporanee; in questa casa visse anche Frank Kafka con i suoi genitori per circa sette anni.

In piazza ci sono anche due chioschi che offrono Street food, prosciutto di Praga cotto a legna e il trodlo, tipico dolce; attenzione ai prezzi che sono tutt’altro che da bancarella! Nei giorni di permanenza a Praga ho spesso avuto l’impressione che tendessero a fregare un po’ i turisti. Bancomat nei negozi minori rigorosamente funzionanti solo se si usciva comunicando di non aver contanti e nemmeno Euro.

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Burattini  e marionette pullulano nelle botteghe.

Dopo cena rientriamo in appartamento il programma il giorno successivo prevede di trascorrere la giornata al castello di cui vi parlerò in un altro post dandovi le informazioni pratiche .

Nelle giornate seguenti non abbiamo perso la visita al

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ponte Carlo, ponte più antico ed importante di Praga, la sua costruzione durò quasi cinquant’anni. La porta di accesso al ponte Carlo dalla città vecchia è considerata la più bella porta gotica di Europa , fu terminata prima del 1380. Dal 1683 al 1928 il ponte fu adornato con 30 statue di santi.

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Abbiamo fatto tappa anche alla casa danzante, soprannome dato all’edificio in foto nel centro di Praga nel quartiere di Nove  mesto. Originalmente chiamato Fred e Ginger la casa ricorda vagamente una coppia di Ballerini. Sempre nel quartiere di Nove mesto incontriamo piazza di San Venceslao dove la statua equestre del Santo domina un lato della piazza.

Abbiamo poi dedicato anche una giornata ad attività per i bambini e festeggiato il quarto compleanno di Gianluca. Il primo ed il secondo giorno sono stati piovosi e nuvolosi.

Salisburgo, cosa fare e visitare

La prima tappa del nostro On the road ci ha portato alla scoperta della città di Salisburgo, città dell’Austria centro settentrionale. È conosciuta nel mondo per la sua architettura barocca e per aver dato i natali a Wolfgang Amedeo Mozart, soprannominato dai miei bimbi “bebeus” poiché gli ricordava la canzone dello zecchino d’oro che ascoltavano anche da piccoli e così ne chiamavano il protagonista! 🙂

La città è situata sulle rive del fiume Salzach ai confini settentrionali delle Alpi e dell’Austria. Il centro cittadino, chiamato la città vecchia, è dominato dalle torri e dalle cupole barocche delle chiese oltre che dai festosi palazzi.

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Mozarts Geburtshaus

La via principale, il cuore del centro storico, è Getreidegasse. Qui troviamo la casa natale del celebre compositore.

Orari

9 am – 5.30 pm  (ultimo ingresso 5 pm)

Luglio/ Agosto:
8.30 am – 7.00 pm  (ultimo ingresso 6.30 pm)

Biglietti:

€ 11,- (€ 18,-)

Ridotto per gruppi di 10 persone, studenti e senior
€ 9,00 (€ 15,-)

Ragazzi (15-18 anni)
€ 4,- (€ 6,-)

Bambini (6-14 anni)
€ 3,50 (€ 5,-)

Family tickets (2 adulti con bambini)
€ 23,- (€ 38,-)

Bambini fino a 6 anni gratuito

 

Altre opzioni consultabili sul sito ufficiale. I prezzi tra parentesi indicano il biglietto combinato che include la casa natale e la residenza. Qui il sito  ufficiale  con le informazioni sempre aggiornate.

 

Proseguendo fino ad arrivare a Mozart Platz troviamo una statua sempre dedicata a Mozart ; dalla piazza partono diverse carrozzelle trainate da cavalli che fanno il giro della città.

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La Fortezza Hohensalzburg

La Fortezza domina la città, costruita  nel 1077 fu poi ampliata. Intorno al 1500 la fortezza ricevette il suo aspetto odierno sotto l’arcivescovo Leonhard von Keutschach. Il  suo scopo  era quello di difendere il principato e gli arcivescovi dagli attacchi dei nemici. E’ raggiungibile per una visita sia a piedi che con la funicolare. Qui il sito ufficiale con prezzi ed orari

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Il Giardino di Mirabell – un giardino barocco nel centro della città

Il Castello Mirabell fu fatto costruire nel 1606 dal principe arcivescovo Wolf Dietrich per la sua amante Salome Alt,  vanta una storia movimentata. Oggi nel castello sono ubicati gli uffici del sindaco di Salisburgo e dell’amministrazione comunale.

“Il Giardino di Mirabell venne riallestito intorno al 1690 sotto l’arcivescovo Johann Ernst von Thun. La sua forma geometrica caratteristica del barocco è ancora riconoscibile e il suo orientamento verso il duomo e la fortezza gli dona un effetto meraviglioso, integrandolo al tempo stesso nell’insieme del centro storico.

  • La Fontana di Pegaso con la scultura del cavallo alato è un’opera di Kaspar Gras, di Innsbruck, è vi fu installata nel 1913.
  • Intorno alla Grande fontana (la grande vasca con la fontana) sono disposti quattro gruppi di figure realizzate da Ottavio Mosto (1690). Simbolizzano i 4 elementi: fuoco, aria, terra e acqua.
  • Il Teatro delle siepi si trova nell’ambito occidentale del Giardino di Mirabell. È uno dei più antichi del suo genere a nord delle Alpi. In estate vi si tengono anche manifestazioni folcloristiche.
  • Il Giardino degli gnomi risale all’epoca dell’arcivescovo Johann Ernst Graf Thun. Originariamente contava 28 figure di gnomi di marmo bianco dell’Untersberg. È il giardino degli gnomi più antico d’Europa.
  • Il Roseto, con le sue aiuole di rose ornamentali, è annesso al lato sud del castello.
  • L’Arancera custodisce oggi una serra per le palme.” Fonte: Salzbur info

Abbiamo incluso nella nostra visita anche i giardini di Mirabell.

Per chi è  goloso può meritare una sosta anche il caffè Sacher dove assaggiare una squisita fetta dell’omonima torta.

Dopo aver visitato la città ci siamo diretti al nostro hotel che però era situato sul territorio tedesco. Avendo prenotato all’ultimo non abbiamo trovato posto in città. Segnalo che uscendo dal territorio austriaco da Salisburgo per la Germania era operativo una Check point dove fermavano diverse auto per il controllo dei documenti. Questo ha comportato rallentamenti vari.

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Tra i vari souvenir oltre alle celebri palle di Mozart, cioccolatini ripieni di marzapane,  si trova della bella oggettistica in legno ed alcuni negozi dedicati alle decorazioni natalizie aperti tutto l’anno.

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La nostra è stata una visita breve avendo dato più spazio alle tappe più lontane del nostro viaggio ma contiamo di poter tornare in Austria  in futuro. Quelle elencate sono solo alcune delle attrazioni da visitare. Dal 1997 la città fa parte dei siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO.