Londra in 3/4 giorni

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Oggi vi  racconto cosa si può fare a Londra durante un  weekend lungo, precisamente quello che abbiamo fatto noi quando siamo stati in città per il ponte del primo maggio del 2016 .

Causa disavventure aeroportuali e ritardi aerei siamo arrivati nella city nel tardo pomeriggio anziché subito dopo pranzo ma poco importa, abbiamo lasciato i bagagli in appartamento e ci siamo diretti subito in centro.

La nostra destinazione è stata subito la via dello shopping,  Regent Street per portare i bimbi da Hamley’s. Usciamo che è già buio, facciamo quattro passi e ci fermiamo a cena da Pret à Manger una catena con tavoli a disposizione e cibo caldo e freddo, una cucina salutare  con frutta, verdure e zuppe.

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Segue un giro in Piccadilly  Circus e Leichester Square con tappa al negozio degli M’&m’s, i bimbi non avevano mai visto un posto simile e non volevano più uscire! Con regalini e caramelle rientriamo in appartamento.






Giorno 2


La prima tappa della giornata è Buckingham Palace  e Green park, riusciamo ad assistere alla parata con i cavalli ma le cancellate del palazzo sono colme di gente, dopo un po’ i bambini si spazientiscono, manca diverso tempo e così decidiamo di andar via. L’avevamo messo in conto che avremmo potuto avere degli “intoppi” e così con il cuore in pace ci sediamo nel prato a mangiare un hot dog.


Tutti più rilassati andiamo verso il Big Ben ed il  London eye;  con la promo 2×1, di qui  trovate i dettagli qui , facciamo una crociera sul Tamigi. Scendiamo alla torre di Londra  che visiteremo fra un paio di giorni per raggiungere il Tower Bridge.

 

Giorno tre
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Quest’oggi ci aspetta Kensigton Palace, che raggiungiamo con un bellissimo double decker,  i suoi giardini ed il Diana memoria playground dove si accede solo con bambini, un bellissimo parco giochi chiuso, ben tenuto e controllato da una guardia.


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Da lì ci spostiamo al museo di storia naturale, c’è diversa coda ma molto scorrevole. Il museo è molto bello e anche i bambini nonostante piccoli sono rimasti affascinati dagli animali , dai dinosauri e dallo scheletro che accoglie tutti  all’ingresso. Non abbiamo girato tutto il museo per questioni di tempo ma scelto le parti più idonee ai bimbi in base alla loro età.

Usciti dal museo facciamo ancora un giro in zona per rincasare prima di uscire a cena, stasera ci aspetta Poppie’s.

 

Giorno quattro

 

Oggi è la volta della torre di Londra che visitiamo all’interno e che ha successo anche con i bambini, Gianluca è molto affascinato dalle armature dei cavalieri mentre Alice rimane ammaliata dalle corone della regina. Inutile sottolineare il fascino delle guardie e dei corvi che si fermano a poca distanza. Anche in questo caso biglietto 2×1


Raggiungiamo con calma l’uscita dopo aver completato la visita e raggiungiamo lo sky garden prenotato da casa appena le date erano disponibili. È stato un modo alternativo di vedere Londra dall’alto rispetto al giro sul London eye.
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Segue un giro a Westmister che sta chiudendo e una sosta alla National Gallery che vediamo solo da fuori.


Anziché rientrare rimaniamo direttamente fuori a cena, facciamo un giro a Chinatown e ultima tappa nel negozio degli M&m’s.
Il giorno dopo ci attende il volo all’ora di pranzo.


Come vi avevo raccontato  non è stata una visita approfondita della città che già conoscevamo ma la prima esperienza dei bimbi fuori dall’Italia.

Visitare Matera

Impieghiamo più del previsto a raggiungere la città  da Alberobello a causa di deviazioni e lavori stradali.  Luglio 2016.
La mattina appena ci siamo messi in auto ho subito prenotato attraverso booking una splendida locanda all’interno dei sassi, era un’offerta last minute altrimenti improponibile se il prezzo pubblicizzato era quello di listino in vigore!! Il posto si è rivelato davvero meraviglioso. Convenzionato con la struttura c’era poi un parcheggio dove abbiamo lasciato la macchina fino al giorno successivo.
Giunti alla locanda  San Martino facciamo il check in e ci danno le chiavi della suite numero 22 che ha una vista spettacolare sui sassi, in camera troviamo anche della frutta fresca.
Ci rilassiamo un po’ e dopo una doccia usciamo di esplorare in autonomia la città , per l’indomani ho prenotato una visita guidata. Dopo una bella passeggiata cerchiamo un ristorante per la cena ed alla fine optiamo per il ristorante pizzeria Morgan poiché dal menu esposto mi sembra il più adatto per tutti. Gianluca, all’epoca tre anni non ancora compiuti era un pochino più difficile per il cibo. Noi scegliamo i piatti tipici mentre i bimbi prediligono la pizza che poi ho assaggiato anch’io ed era davvero squisita.
Rientriamo in hotel e dopo che tutti si sono addormentati esco per scattare diverse foto in notturna della città di Matera illuminata, una vera meraviglia. Sono senza parole.


L’indomani scendiamo a colazione e troviamo una pianista che suona dal vivo, il buffet è spettacolare con prodotti tipici dolci salati veramente deliziosi. Ho convinto i bambini a non fare chiasso visto che erano scesi a colazione con lo zufolo comprato ieri ad Alberobello.😂
La locanda ospitava per lo più turisti stranieri. Lasciamo i bagagli in custodia e alle 10, puntuale, ci aspetta la nostra guida,  la signora Paola. È una guida ufficiale della città e fa parte della commissione che ha portato alla vittoria Matera come capitale della cultura 2019. Di professione oltre alla guida fa l’insegnante. Abbiamo preferito un tour privato per evitare di rincorrere un gruppo nel caso i bambini non fossero stati interessati e avessero fatto capricci.

Vi lascio giusto qualche informazione generale sulla città che sulle guide potete approfondire:

“il suo centro storico si divide in due parti il sasso Barisano che deve solo nome al fatto che punta verso Nord ovest e quindi verso Bari e il sasso Caveoso. Matera è una delle città più antiche al mondo, i suoi primi insediamenti risalgono al periodo tra il paleolitico e il neolitico e le case erano scavate all’interno della roccia. Matera è altrtesì colma di antiche chiese rupestri.

Nel 1950 dopo la visita del ministro De Gasperi fu studiato un disegno di Lecce per far sfollare la popolazione  e farla trasferire nei nuovi rioni, questo perché le condizioni igienico sanitarie erano del tutto inesistenti.

Nel 2008 Matera si è candidata a capitale europea della cultura per il 2019 e 17 ottobre 2014 con sette preferenze su 13 si è aggiudicata questo titolo”

La signora Paola comincia a spiegarci la storia della città, ci racconta dei nonni e  dei suoi genitori e scopriamo che il ristorante dove abbiamo mangiato la sera prima era un tempo la bottega del padre. Passeggiamo piacevolmente con lei per una visita molto istruttiva. Visitiamo l’interno di un sasso museo dove sono ricostruite scene di vita quotidiana e una chiesa affrescata. Un colpo di vento porta via il cappellino di paglia di zolletta.

Completiamo la visita guidata raggiungento la parte nuova della città con negozi, bar, etc..

Dedichiamo alla città ancora un’oretta, non manca  l’acquisto del buon pane locale, e dopo aver ripreso le valigie ritorniamo al mare. Ci  fermiamo anche in un punto panoramico per scattare ancora qualche foto e troviamo una coppia di sposi 😊

Un’esperienza bellissima ed una città che vale la pena di essere visitata. Consiglio assolutamente una visita guidata in quanto va ben oltre alle informazioni che si possono trovare sulle guide.

 

Visitare l’Olanda in primavera

 

Oggi torno indietro nel tempo con questo diario di viaggio che in primavera 2010 ci ha portato a visitare l’Olanda.  Viaggiavamo ancora senza bimbi ma è un’itinerario adatto a tutti. Abbiamo scelto di dedicarci alla natura tralasciando Amsterdam per una successiva occasione. L’itinerario di viaggio è questo. Le tre mappe vanno “unite e riportano l’intero tour. Per comodità le ho suddivise nelle giornate.

 

ARRIVO + GIORNO 1

 

Dodrecht, Kinderdijk , Gouda, Delft, Noordwijk

 

 

 

 

 

GIORNO 2

 

 

Parco Keukenof ,  Harlem, Alkmaar diga e Volendam

 

 

 

 

 

Edam, isola di Marken e rientro in aeroporto

 

 

9 aprile (arrivo)

Eccoci in aeroporto, la vacanza non sembra però cominciare nel migliore dei modi.. Ci bloccano al controllo bagagli perché abbiamo il cavalletto della macchina fotografica nel bagaglio a mano. Rimango stranita visto che le volte precedenti non abbiamo avuto alcun problema.
Fortunatamente ci ha accompagnato in aeroporto mio papà che è ancora nei pressi così lo chiamo e gli possiamo lasciare il cavalletto. Questa volta penso proprio che Vincenzo non mi possa dir nulla del mio voler arrivare in anticipo perché se fossimo stati tirati con i tempi avremmo perso il nostro cavalletto. Lo consideravano un’arma contundente! Mah!

A parte questo partiamo puntuali dopo un hamburger ed un toast veloci. Hanno rifatto tutto l’aeroporto di Bergamo, è davvero bello!

Arrivati ad Eindhoven dopo un atterraggio con rimbalzo in cui tutti sembriamo ammutoliti ritiriamo l’auto a noleggio, invece della ka prenotata ci assegnano una panda davvero graziosa. Impostiamo il navigatore e dopo essere finalmente usciti dal parcheggio ci dirigiamo verso l’albergo.
L’hotel è molto lussuoso, probabilmente destinato ad una clientela business vista la vicinanza con la città di Rotterdam.

10 aprile (giorno 1)

Dopo un sonno ristoratore ci svegliamo verso le otto e mezza. Prima di lasciare l’albergo facciamo una breve passeggiata per osservare le chiatte lungo il fiume che trasportano di tutto: macchine, container.. Il cielo è plumbeo e si avverte una leggera umidità che però regala un’atmosfera perfetta al paesaggio.
Raggiungiamo il centro di Dodrecht dove facciamo colazione tra le bancarelle al mercato con spremuta d’arancia fresca e croissant (5,10 € in due).
Ci fermiamo per fotografare qualche scorcio sui canali ed un simpatico signore si offre di scattarci qualche foto.

Riprendiamo l’auto in direzione di Kinderdijk dove si trova un complesso di 19 mulini a vento, facenti parte del patrimonio dell’ UNESCO dal 1997. L’ingresso è gratuito, è una piacevole passeggiata che si può fare a piedi o noleggiando una bicicletta. Noi abbiamo scelto di visitare l’interno dell’unico aperto ( 3,5 € a persona +1 € il libretto). Salendo tre piccole scale a pioli osserviamo gli ingranaggi funzionanti e le piccole stanze del mulino.
Nel frattempo è uscito il sole e si vede qualche turista in più, il posto è molto tranquillo e rilassante, dietro ai mulini c’è una piccola fattoria con delle pecore libere al pascolo.
Siamo stati fortunati perchè al nostro arrivo non c’era nessuno al parcheggio e siamo entrati senza problemi ma ora è a pagamento ( 5€)

La prossima tappa è la famosa città di Gouda ma ci fermiamo poco dopo la partenza incuriositi da un mercatino e lì ci fermiamo per pranzo ad assaggiare le ben note patatine fritte davvero buonissime. Cerchiamo un piccolo supermercato per acquistare acqua ma è difficile trovarla ed usciamo con un pacchetto di cookies al cioccolato! Un pranzo davvero poco salutare! 🤣🤣

Giunti a Gouda parcheggiamo proprio vicino al centro lungo i canali, i parcheggi sono tutti a pagamento e la sosta è di massimo un’ora, poi bisogna ritornare e fare un nuovo ticket. Dopo pochi passi giungiamo nella bellissima piazza dove anche qui è giorno di mercato. Subito rimaniamo ammaliati dallo Stadhuis, il palazzo municipale con le caratteristiche imposte rosse, sul lato sinistro dello stesso si trova un piccolo carrilon che si muove ogni mezz’ora. Entriamo nel piccolo negozio museo dedicato all’omonimo formaggio dove osserviamo la pesa utilizzata il venerdì mattina durante il tradizionale e caratteristico mercato del formaggio. Il paese è molto animato, ci sono molti ristoranti, bar e negozi.

Terminata la passeggiata riprendiamo l’auto per visitare l’ultima città di oggi, la pitttoresca Delft, famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche bianche dipinte di blu. Anche lei ci accoglie con una grande piazza rettangolare sulla quale si affacciano negozi di souvenir, bar e ristoranti. Ci sediamo ai tavolini di un bar all’aperto approfittandone del sole per scaldarci visto che c’è si è alzato un po’ di vento. Ordino una cioccolata calda e mi portano un bicchierino con le gocce di cioccolato ed una tazza di latte. L’avevamo provato a Bruxelles. Mi piace molto vedere queste diversità e abitudini alimentari.
Prima di rimetterci in auto con destinazione Noordwijk ci fermiamo ad ascoltare un gruppo molto bravo di artisti di strada che cantano canzoni dei beatles.

Troviamo con facilità l’albergo e dopo la doccia ci incamminiamo a piedi verso il mare, è bellissimo! La sabbia è gialla e sottile e il litorale molto lungo, ci fermiamo solo pochi minuti perchè fa molto freddo ma mi dispiace molto. È molto tranquillo ed il sole sta tramontando. Uno scenario da cartolina.

Sulla strada che costeggia il mare c’è pieno di ristoranti, purtroppo nessuno offre specialità locali perchè, come ci ha spiegato il proprietario dell’albergo, l’Olanda è un paese piccolo ed ha sentito molto l’influenza dei Paesi vicini e della multietnicità.
Siamo indecisi tra un fin troppo vuoto ristorante greco ed un affollato ristorante messicano. Optiamo per il secondo che ci da più fiducia. La cena è infatti ottima. Riscopriamo il buon guacamole che non avevamo più mangiato dal viaggio di nozze.
Crolliamo a letto felici di avvolgerci in un caldo piumone.

11 aprile (giorno 2)

Con l’aiuto del sole che filtra tra le tende delle finestre ci svegliamo verso le otto. Dopo l’abbondante colazione fatta in albergo ci dirigiamo al Keukenof, un parco di 32 ettari unico al mondo aperto da metà aprile a metà maggio dove fioriscono le bulbose. Il tema di quest’anno (2010) è la Russia, alcune matrioske decorano infati il parco!
Per comodità abbiamo acquistato on line i biglietti ed il ticket del parcheggio il giorno della nostra partenza.
Il cielo si è purtroppo rannuvolato, c’è un po’ di vento e perciò decidiamo di non affittare le biciclette ma di visitare il parco a piedi. Ci sono diversi padiglioni in cui ammirare tulipani ed orchidee, altri in cui vedere vere e proprie composizioni realizzate con l’ausilio dei fiori e strutture in cartapesta ispirate al balletto classico.

Le aiuole ed i laghetti sono splendidi, non tutti i fiori sono già sbocciati ma i colori ed il loro profumo sono indescrivibili.

Verso mezzogiorno usciamo dal parco dopo aver camminato per ore. Decidiamo di pranzare ad Haarlem sperando di ritrovare quella bella atmosfera incontrata il giorno precedente a Delft e Gouda.

Percorriamo una bellissima strada costeggiata da campi di tulipani e narcisi, la sfumature del giallo, rosso, viola sono magnifiche. Avevo già visto le immagini in cartolina ma dal vivo è davvero un’altra cosa.

Haarlem è pressochè deserta, sempra una città fantasma, in piazza sono chiusi anche i bar e perciò ci rifugiamo in un mac donald per rinfocillarci e scaldarci un po’. Le temperature sono scese e del sole non c’è neanche più l’ombra.
Ritorniamo alla macchina convincendoci che non c’è in giro nessuno perchè tutti sono a pranzo.. ma.. i turisti? Possibile siano tutti ad Amsterdam ed in zona neanche l’ombra?!

Prima di dirigerci verso la Afsluitdijk, la grande diga di sbarramento, passiamo per Alkmaar, località famosa per il mercato del formaggio. Gironzoliamo per le vie della città fino a raggiungere la piazza dove ci sediamo in un caffè per bere qualcosa di caldo; la città è molto carina, me la immagino vivace e colorata come nel giorno di mercato.

Impostiamo il navigatore in direzione della diga indicandogli però di percorrere la strada costiera; la diga è molto lunga e collega l’Olanda settentrionale con la Frisia. Dopo diversi chilometri c’è un punto panoramico dove ci si può fermare e scendere dall’auto potendo osservare il panorama dall’alto. È molto ventoso ma osservare questa strada che attraversa il mare è decisamente suggestivo.
Fortunatamente c’è una sopraelevata che ci permette di tornare indietro senza percorrere l’intero ponte evitando così di arrivare in Frisia anche perchè poi saremmo dovuti tornare indietro!
Rientrati in macchina accendiamo il riscaldamento, ora si che si sta bene! Non vedo l’ora di raggiungere Volendam dove ci attende il nosto b&b ed una bella doccia calda!

Il navigatore ci ha portato proprio all’indirizzo ma… non vediamo niente.. la via è  centrale,  non individuiamo nè il numero civico nè un’insegna. Parcheggiamo la macchina poco più avanti in una piccola piazzetta. Risaliamo la strada principale pensando ci sia sfuggita l’insegna ma non è così, proprio non si trova. Chiediamo indicazioni a dei ragazzi all’interno di una pasticceria e poi ad un taxista ma il posto sembra non esistere.. ancora sono tranquilla perchè era stato prenotato tramite booking.
Poco dopo incontriamo i ragazzi di prima che guardando la prenotazione individuano un recapito e gentilmente chiamano per farsi spiegare dov’è il posto. Svelato il mistero! Il b&b si trova sopra una pizzeria e ed è gestito dagli stessi proprietari e non c’è alcuna insegna. Finalmente in camera, abbiamo una mansarda che affaccia sulla via principale.

Dopo esserci sistemati un attimo usciamo per cena, scegliamo un grazioso pub/ristorante che affaccia sul porto dopo aver letto l’interessante menù e prezzi decisamente abbordabili. Siamo davvero fortunati perchè se fossimo entrati una decina di minuti più tardi ci avrebbero servito solo da bere, mancano dieci minuti alle otto. Assaggiamo la famosa crocchetta di patate ripiena all’interno di carne e dei filetti di carne accompagnati dalle ottime patate fritte.

12 aprile (giorno 3)

Ci alziamo verso le otto anche stamani, entra molta luce dalle finestra ed io sono già sveglia da un po’ ma è inutile uscire troppo presto perchè prima delle nove è tutto chiuso. Dalla finestra della stanza tengo d’occhio la pasticceria/panetteria di fronte a noi e appena scorgo una signora che apre sveglio Vincenzo. Dopo le nove è obbligatorio il disco orario che permette la sosta per un massimo di tre ore, nella nostra auto non c’è e ne acquistiamo uno dove facciamo colazione. Non abbiamo il problema dei bagagli perchè il check out lo possiamo fare fino alle undici.
Finalmente il cielo è terso, si sente il freddo ma al sole si sta proprio bene; camminiamo un po’ lungo il molo e tra le vie interne del paese fino a raggiungere la chiesa.
Volendam è molto bello, un paesino da cartolina.

Dopo il check out ci dirigiamo a Edam, piccolo paese famoso per il formaggio. c’è qualche negozio aperto ma è tutto molto tranquillo, giungiamo fino alla grande piazza dove si trova la pesa del formaggio. Dopo una sosta di un’oretta lasciamo il paese per l’ultuima tappa della vacanza: l’isola di Marken. Nonostante la guida dica che la strada che collega l’isola alla terraferma sia molto trafficata e consiglia di raggiungere l’isola con il traghetto da Volendam decidiamo di provare lo stesso. La strada si rivela deserta. Termina in un parcheggio a pagamento perchè l’isoletta è molto piccola e sono presenti solo poche macchine, quelle dei residenti.

Anche qui lo scenario è da cartolina con un paesaggio che ricorda le favole: casette basse colorate, stradine strette e scorci pittoreschi. Dal parcheggio giungiamo al porto dove si trova anche l’ufficio turistico ed i classici negozi di souvenir oltre a qualche bar ristorante con i tavolini all’aperto. Ciò che pero non vogliamo farci sfuggire sono i panini con il pesce che vendono sul molo: proviamo quello all’aringa affumicata ed al salmone, poi delle crocchettine di pesce deliziose. Il sole ci scalda mentre passeggiamo sulla banchina in pieno relax. Fra un’oretta dovremmo riprendere l’auto in direzione di Eindhoven da dove partiremo per rientrare in Italia.
Prima di lasciare l’isola ci perdiamo per le piccole vie del paese, incontriamo il dottore in bicicletta, vediamo il piccolo museo e poco prima di riprendere l’auto entriamo in un negozio dove assistiamo alla realizzazione dei classici zoccoli in legno.

Dopo un’oretta e mezza eccoci in aeroporto, riconsegnamo l’auto e attendiamo che chiamino il nostro volo. Anche questa piccola vacanza è finita e che dire, l’Olanda ci è davvero piaciuta ed è un peccato che sia così poco valorizzata e associata solo ad Amsterdam, la sua capitale. Questo nel 2010, periodo del nostro viaggio. Di turisti ne abbiamo incontrati diversi, la maggior parte giapponesi ma anche qualche italiano.

Un pomeriggio a Volandia

Ieri era  una giornata molto più piovosa ed invece di stare a casa abbiamo deciso di andare a visitare volandia, il museo del volo che si trova a Somma Lombarda vicinissimo a Malpensa. Guardando sul Web abbiamo anche trovato una promozione con biglietti scontati adulti 7 euro bambini 3. more “Un pomeriggio a Volandia”

Alberobello ed i suoi trulli

Alberobello

 

Per la seconda volta a distanza di quattro anni e precisamente nel luglio 2016 siamo tornati in vacanza in Puglia. Dei nostri amici ci hanno convinto a partire con loro, all’inizio ero un po’ titubante perché non amo tornare nei posti già visitati visto che il mondo è così grande da scoprire ma pensandoci un po’ abbiamo deciso di cogliere l’occasione per visitare i trulli ad Alberobello e spostarci in Basilicata per visitare Matera. La nostra base è stato il residence Olimpia a Peschici  sul Gargano , di cui vi parlerò meglio in un altro post, da dove poi siamo partiti per due giorni per la visita di queste città. La Puglia  ci ha accolto con un clima pessimo, insieme a noi è arrivata una perturbazione che ha portato mare in burrasca e tempo freddo così abbiamo deciso di anticipare questo weekend all’interno della nostra vacanza e partire il giorno dopo per le nostre visite; inizialmente avevamo pensato di spezzare le due settimane di mare. Per chi se lo chiedesse il tempo poi è migliorato,

Alle 7:30 ci avevano già recapitato brioche e il pane fresco ordinato la sera prima così ci siamo subito messi in macchina in direzione Alberobello. Portiamo con noi un piccolo trolley e  caricato in auto i bimbi che ancora dormivano e ci siamo fermati poco prima di arrivare in un bar per un caffè così li ho vestiti e preparati😂 . Giunti  in città parcheggiamo vicino ad acqua&sapone trovando senza problemi un parcheggio gratuito. Zaino con l’attrezzatura fotografica e bimbi pronti abbiamo cominciato ad esplorare la città.

 

 

I trulli hanno catturato subito il nostro fascino insieme alle case in calce bianca.
Cartina alla mano cominciamo a percorrere i vicoli in salita, i fiori che adornano le case sono splendidi e la vista d’insieme è davvero unica e spettacolare. Siamo in pantaloncini ma con una felpa per un po’ di vento che rende, forse , anche più piacevole passeggiare tra i vicoli piuttosto che camminare in salita sotto il sole cocente.

I trulli sono delle costruzioni circolari con tetto a forma conica in pietra caratteristici  della Val d’Itria e nella zona compresa tra Bari,Brindisi e Taranto. Sono uno dei 53 siti Unesco riconosciuti in Italia. I trulli sono a pianta singola ad eccezione del trullo sovrano a due piani che  ospita un museo. Troviamo poi il trullo Siamese che sono  due trulli uniti insieme. Spesso sul tetto conico in pietra grigia sono raffigurati dei simboli bianchi: alcuni hanno fondamenti magici altri sono di origine primitiva ed altri di origine cristiana.

 


Terminata la visita si trulli rimaniamo nella parte alta della città e troviamo un bellissimo parco giochi dove far correre e giocare un po’ i bimbi prima di ritornare alla nostra auto. Mi diverto un sacco a scattargli foto in lontananza con il teleobiettivo in modo che non siano in posa. Torniamo in piazza e ci fermiamo per un gelato prima di ripartire in direzione di Matera.

Per chi si ferma la notte segnalo la possibilità di dormire in un trullo. Ci sono diverse agenzie e anche privati che danno in locazione l’edificio per  soggiorni anche di una sola notte.

Per mangiare c’è l’imbarazzo della scelta. Segnalo come prodotto tipico che trovo delizioso, i taralli , ottimi da  sgranocchiare. Li propongo in vendita vari negozi ed anche bancarelle sfusi.

 

 

 

Week end a Porto

Vista di Porto da Villa Nova de Gaia

E’ il ponte di carnevale, ferie necessarie per rimanere con i bimbi che sono a casa da scuola,  stavo pensando di partire per un week end sola con loro  ma i biglietti aerei me li hanno regalati alcuni mesi prima per il mio compleanno 🙂

Partiamo la domenica poichè zolletta il sabato frequenta un corso collettivo di sci e su poche lezioni è un peccato perderne una, e quando i bimbi cominciano a crescere e ad avere le loro relazioni sociali ed interessi bisogna tenerne conto.

Giorno 1 – domenica 11 Febbraio.

Partiamo con circa 1h15 di ritardo da Bergamo in quanto la torre di controllo non da l’ok alla partenza a causa di avverse condizioni meteo all’arrivo. Fortunatamente avevamo qualcosa con cui intrattenerci, il volo poi durerà circa 2h30. Mentre scrivo il diario di viaggio mi viene da sorridere.. a Bergamo è una giornata serena mentre a Porto chi si aspettava di trovare la nebbia?!

Atterriamo a Porto per le 10 :30 circa , c’è un’ora in meno rispetto all’Italia , recuperiamo i due trolley che ryanair ci ha stivato gratuitamente e con un Uber raggiungiamo il nostro appartamento che si trova in centro nella zona di Bolhao proprio di fronte alla metropolitana, stazione Trindade. Lasciamo i bagagli e la gentilissima ragazza della reception ci da alcuni suggerimenti su cosa vedere e dove poter assaggiare la franchesina, tipico panino portoghese originario di Porto ,  ci consiglia un ristorante principalmente frequentato da gente del posto.

Visto che i bimbi hanno fame ci dirigiamo verso il ristorante, per noi sarebbe quasi l’una, guardiamo il menù esposto e visto aprirà fra una decina di minuti ci allontaniamo per scattare qualche foto al palazzo della Town Hall , il municipio, che si trova al centro della avenida de Aliados.

Su mia idea poi ritorniamo subito al ristorante cosi da poter cominciare a seguire il programma della giornata  subito dopo pranzo.. ci sono diverse persone che aspettano dinnanzi alla porta ancora chiusa! Fortuna vuole che anche senza aver prenotato troviamo posto, il ristorante è pieno.

Sul tavolo ci aspettano delle piccole tapas, olive, lingue sottili di pane con una salsina piccante, pane e burro aromatizzato. Ordiniamo le francesine, una con uovo e l’altra senza, due filetti di carne per i bimbi serviti in un sandwich, chips e patatine fritte. Merita anche la birra portoghese! Apro una parentesi per raccontarvi di questo piatto tipico:

 

“La francesina è un panino servito in un piatto composto da due fette di pane in cassetta e ripieno di una fetta di carne, salsiccia, prosciutto e formaggio a pasta filata. Il tutto viene ricoperto con una salsa di birra e pomodoro. Nella versione più ricca vi è un uovo all’occhio di bue deposto sopra. Viene servito ben caldo.”

 

Ero scettica ma devo dire l’ho trovato molto buono ma la sera ero ancora sazia e non ho cenato!

Ci mettiamo in marcia per cominciare a visitare la città.

Scendiamo, la città è tutta un sali scendi, verso stazione di Sao Bento, ammiriamo da prima la Iglesia di Sant Antonio ricoperta all’esterno da bellissimi azulejos e poi ci dirigiamo in stazione dove i bimbi pensano di dover prendere il treno! L’interno è davvero spettacolare, gli azulejos di dimensioni maestose rappresentano diverse storie portoghesi.

Ponte Dom Luis I

Dobbiamo raggiungere Villa Nova de Gaia, le opzioni sono due, o percorrere il ponte Dom Luis dall’alto o dal basso! Non eravamo tutti d’accordo ma alla fine abbiamo scelto di scendere tra i vicoletti della Ribeira ammirando le coloratissime casa di ringhiera dal fascino un po’ decadente. Da lì raggiungiamo il ponte, dopo  averlo attraversato, è molto breve, ci siamo fermati a scattare qualche foto e un simpatico signore portoghese si è messo a chiacchierare con noi offrendosi di scattarci qualche foto e raccontandoci del suo amore per la lingua italiana.

 

Riprendiamo la passeggiata poiché alle 15:15 ci aspetta la visita guidata delle cantine Grham’s, prenotata via mail il giorno prima viste anche le previsioni meteo poco favorevoli. Che poi rispetto al meteo previsto ci è andata davvero di lusso, molto nuovoloso ed a spiazzi pioviggine.È periodo di bassa stagione ed alcune cantine sono chiuse per lavori. Della visita alla cantina e della degustazione e del vino vi racconterò in un post a parte.

Villa Nova de Gaia con le sue cantine

Usciti dalla cantina ripercorriamo la strada in discesa ma comincia a piovere, vista la stanchezza delle giornate chiamiamo un Uber e ci facciamo accompagnare in appartamento. Ci siamo alzati alle 4 del mattino per raggiungere l’areoporto e lasciare l’auto in parcheggio, il decollo era previsto per le 7:00.

Dopo una bella doccia non abbiamo più voglia di uscire per cena, a dir la verità noi adulti siamo ancora sazi e perciò scende l’assaggiatore sotto  casa a prendere della pasta per i bimbi  che cucinerò volentieri visto la cucina attrezzatissima con anche la lavastoviglie!  Abbiamo  trovato latte, frutta, caffè e delle sardine come gift di benvenuto. Le sardine sono un’altra specialità portoghese insieme al baccalà.

Inutile dire che crolliamo appena appoggiamo la testa sul cuscino!

 

“Sardine in vendita in un negozio della zona Bolhao”

 

 

 

Giorno 2, lunedi 12 Febbraio

Svegli per le 8:30 facciamo colazione. Il sole splende in cielo per regalarci una giornata meravigliosa! Ci dirigiamo nei quartieri del Bolhao, visitiamo il mercato coperto dove facciamo dei piccoli acquisti di souvenir e assaggio il pastel de nata, piccolo dolcetto portoghese con una base di pasta sfoglia ripieno di crema pasticcera.

Nessuno dei miei ne è incuriosito e perciò faccio da tester, l’ho trovato buono ma essendo a temperatura ambiente era eccessivamente freddo per essere gustato al meglio.
Mi riprometto di assaggiarlo nuovamente altrove. Purtroppo non avverrà ma questo rimane un buon motivo per tornare in Portogallo 😜 Sempre lasciare indietro qualche piccola cosa!

 

Passiamo dinnanzi al caffè majestic, famoso caffè storico della città, dove c’è una discreta coda di persone che attendono di entrare.. passiamo oltre.

Ci dirigiamo verso la Iglesia di Santo Ildefonso che purtroppo è chiusa.

Camminando tra i vicoli raggiungiamo i giardini di Cordoaria con delle statue in bronzo. La Igreja do Carmo. La torre dei Clerigos su cui si può salire per ammirare il panorama ( a piedi 225 gradini) e  la libreria Lello e Irmao, libreria storica della città che con la sua scalinata particolare pare aver ispirato la scrittrice nella stesura del libro di Harry Potter. La Rowling ha vissuto in città per un periodo di tempo.

 

Jardim da Cordoaria
Igreja dos Clérigos
Livraria Lello & Irmão

 

 

 

 

 

Igreja do Carmo
Tram

Io e i bimbi ci mettiamo in coda ed entriamo, è abbastanza veloce.. circa 15 minuti di attesa. L’entrata è regolata in base alle uscite. Dentro decidiamo anche di comprare un bel libro in inglese adatto alla loro età facendoci consigliare. I bimbi fino a sei anni compresi entrano gratuitamente mentre dopo si pagano 4 euro a persona, importo che viene scalato alla cassa in caso di acquisto di un libro. Per me è un bel ricordo. Sulla prima pagina del libro  ho voluto scrivere una piccola dedica ai miei bimbi giramodo!

 

Sè - Cattedrale di Porto
Sè – Cattedrale di Porto

Dopo la libreria raggiungiamo la cattedrale , Se, molto bella anche internamente. Per raggiungerla appiamo percorso una bella scalinata. Dal belvedere si gode uno splendido panorama sul fiume e sui famosi tetti rossi  fatti con le regole delle case

È il momento più aspettato dai bimbi.. raggiungiamo il capolinea del tram 1, vicino alla chiesa San Francesco, per raggiungere Foz de Douro, il primo tram è in partenza mentre lo raggiungiamo ma poco male, aspettiamo l’arrivo del successivo ripassando la poesia di carnevale e così riusciamo a sederci! Tutti simpaticamente in linea. Non manca qualche foto! Il biglietto di andata ha un costo di 3 € mentre andata e ritorno 5€. Sotto i cinque anni il biglietto dovrebbe essere gratuito ma in realtà a noi hanno fatto pagare solo la più grande, granellino ne ha già compiuti cinque ma non gli hanno fatto il ticket. Il biglietto si acquista tranquillamente sul tram.

Foz de Douro

Il tram numero uno comincia il suo percorso correndo sulle rotaie,  il panorama è molto bello intravediamo edifici e la riva del fiume. Noi scendiamo al capolinea e con una bella passeggiata  tra le alte palme e le aiuole verdi raggiungiamo subito l’oceano, i bimbi sono entusiasti e non vedono l’ora di raccogliere qualche conchiglia.  Non hanno mai visto l’oceano e non vedono l’ora! Come sempre in riva all’oceano il vento è impetuoso e per me è sempre un’emozione unica trovarmi li di fronte.

Oporto cafè

 

È l’ora di pranzo inoltrata e scegliamo un ristorantino dove rinfocillarci, la fame si fa sentire.

Troviamo un  ristorantino aperto, essendo febbraio è bassa stagione ed alcuni posti sono chiusi. C’è posto solo all’interno ma non in veranda ma prendiamo comunque il tavolo,  la cucina è davvero ottima: per i bimbi c’è un menu’ dedicato con pollo e riso ed in aggiunta qualche chips e noi proviamo risotto al Lime accompagnato da tentacoli di polpo in tempura. Una vera delizia ! E anche i dolci non erano male!

 

 

 

Torniamo sull’oceano per raccogliere qualche altra conchiglia e a dar da mangiare ai gabbiani che  in un attimo si radunano dinanzi a noi. Riprendiamo il tram per rientrare a porto, una volta arrivati passeggiamo alla Ribeira e troviamo un gruppo di ragazzi che suonano e cantano il fado, la tipica melodia portoghese.

 

Artisti che suonano e cantano il Fado

Ci fermiamo incantati ad ascoltarli. Gianluca non vuole più venire via. Purtroppo è troppo tardi per la crociera dei sei punti e passeggiamo ancora un po’ percorrendo le vie interne della città dove troviamo un artista di strada che fa bolle giganti di sapone, lasciamo qualche monetina e subito fa provare i nostri bimbi a fare le bolle, si sono divertiti tantissimo. Rientriamo verso casa per una doccia affacciandoci nel Mac donald per osservarne gli interni ed i lampadari in cristallo.

Vorremmo uscire a cena ma siamo davvero stanchi anche stasera. Mandiamo di nuovo il papi al supermercato e stasera ceniamo con noodle alle verdure, non manca oppure il gelato! Preparo le valigie perché domattina alle 6.15 ci attenderà sotto casa Uber per accompagnarci in aeroporto.

Porto ci è piaciuta tantissimo e non vediamo l’ora di scoprire anche il resto del Portogallo.