A spasso nel Monferrato, Gavi e tenuta della Guardia

Monferrato, Gavi. Panorama collinare

Qualche settimana fa, in occasione di un press tour, siamo partiti in gruppo per scoprire il Monferrato. Il Monferrato, è quel territorio compreso tra le provincie piemontesi di Asti ed Alessandria che si estende verso sud fino a raggiungere l’appennino ligure. Il territorio prevalentemente collinare è rinomato per la produzione di vini tra cui il Gavi.

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Blogtour in Vallecamonica: Campodimele (parte II)

 

ceto

Eccomi con la seconda parte del mio tour in Valle Camonica, la splendida valle che si estende tra le province di Brescia e Bergamo nella magica Lombardia. Un meraviglioso territorio che racchiude monti, fiumi e laghi. Per la prima parte andate qui.
Mi sveglio con tutta calma e dopo colazione mi appronto a passeggiare con la mia macchina fotografica perdendomi tra stradine montuose e scorci meravigliosi, il tempo uggioso rende l’atmosfera ancora più caratteristica.
La simpatica Maura dell’organizzazione di Valle dei Segni , mi viene a prendere in auto per raggiungere il vicino Ceto, altro piccolo paesino dove comincia la mia esperienza personalizzata. Ad ogni blogger è stata assegnata una storia fatta di persone e realtà diverse.
Arrivati un po’ in anticipo passeggiamo nel bosco soffermandoci ad ammirare la vegetazione ma poco dopo ci raggiunge la famiglia Filippini di CampodiMele.

campo di mele
Conosco subito Roberta, l’ideatrice del progetto di campodimele che mi racconta la storia delle sua famiglia. Lei vive e lavora a Milano, è un architetto e si occupa di design ma durante il week end torna in Valle per dedicarsi con amore e passione al frutteto del nonno che 30 anni fa ha piantato i primi alberi da frutto una volta giunta l’età della pensione.
Roberta vuole dare un volto nuovo all’azienda di famiglia dove tutti lavorano insieme ma ciascuno con un ruolo ben definito. Lo zio Luca se ne occupa principalmente.
Nel podere ci sono due frutteti, il secondo ha solo cinque anni. Le varietà coltivate inizialmente erano Golden e Stark Delicius mentre successivamente si sono messe a dimora altre varietà come Renetta, Florina, Golden Rush e Golden Orange.

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La mia attività comincia con una passeggiata nei campi tra i filari di mele, molte sono state raccolte ma tante altre fanno capolino tra le foglie, i loro colori sono meravigliosi, dal verde al rosso passando per il giallo, la buccia umida è lucida ed accattivante e raccoglierle dalla pianta per assaggiarle è stato davvero divertente. Onestamente, ma ditemelo davvero… chi non ha mai desiderato staccare un bel frutto dall’albero?! Che poi se la pianta non era nostra non l’abbiamo mai fatto è tutta un’altra storia!
Dopo questa bella passeggiata mi hanno aperto le porte del loro laboratorio dove producono succo puro di mele non zuccherato.
Si parte dalle mele, che vengono sciacquate dal macchinario, vengono poi schiacciate e pressate a freddo per farne uscire il succo. Il succo viene raccolto da un tubo e giunge in caldaia dove viene depurato e successivamente pastorizzato. Il succo viene imbustato in una confezione trasparente da 3 litri che si apre “alla spina”. Questo tipo di confezionamento permette la conservazione fino a 30 gg fuori dal frigorifero. Tutti si conclude in 24 ore rispettando severi controlli.

campo di mele1
La scatola in cui è racchiuso l’ho soprannominata #lascatolacheparla, vi sono raffigurazioni grafiche che raccontano la storia dall’albero al succo 🙂

Oltre al succo la famiglia Filippini propone anche tre tipi di confettura: more di rovo, fico e prugne.

Campodimele vuole essere un giardino unico nel suo genere, l’obbiettivo è far rivivere l’Arte nella Natura.
Auspica a diventare un giardino contemporaneo, un museo vivente, dinamico in cui convivranno le suggestioni contrastanti della natura e la Rappresentazione di Se stessa.

Mi hanno presentato i primi progetti e opere, un codice QR attaccato ai vari alberi che inquadrato con l’apposita app dello smartphone fa sentire della musica.
Un ciondolo che ha disegnato Roberta e il totem in creta dipinto che raffigura le quattro stagioni nel meleto, dall’albero spoglio all’albero colmo di frutti.

Molti sono gli eventi che vogliono organizzare per far conoscere questa splendida Valle ed il loro progetto.
La vista del meleto che si perde sotto il borgo di Ceto è veramente unica.
La mia visita termina come sempre con un momento degustativo: succo di mela in versione “ambiente” e riscaldato e squisiti dolcetti e torte preparate dalla famiglia.

vallecamonica
Di queste ore serbo un bel ricordo e alla prima occasione porterò anche i miei bimbi a far visita a Campodimele. Un ringraziamento particolare a #valledeisegni #vallecamonica che ha organizzato questo week end per me. #bebe2015

Blogtour in #ValleCamonica #ValledeiSegni (parte I)

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Venerdi sera scorso, inizio ottobre, con un tempo da lupi ed un viaggio che è stata una peripezia,  forse tragicomico con il senno del poi.. raggiungo la Valle Camonica, una valle che si trova in Lombardia in provincia di Brescia.

Alloggio per due notti a Capo di Ponte, paese noto ai più per la presenza delle incisioni rupestri  che all’interno del Parco di Naquane sono diventate patrimonio dell’umanità UNESCO.

Il mio blog tour ha inizio la mattina, mi sposto insieme ad altre blogger a Cerveno, un piccolo paesino con i ciotolati a terra, una breve passeggiata in mezzo a queste case: alcune ancora in pietra, altre con legno, tutto circondato da queste montagne , alberi da frutta, fiori ai balconi,  silenzio e pace interrotte dal rumore dell’acqua che scende dal torrente..

Cerveno

Raggiungo la Casa Museo, un antico edificio  rurale di fine ‘500 recentemente ristrutturato  che all’interno raccoglie la testimonianza della vita di un tempo, diverse sale accolgono arredi e strumenti di lavoro usati nella quotidianità. Si parte dagli attrezzi usati nei campi durante il lavoro fino agli oggetti domestici di uso quotidiano, ai telai per filare la lana, la stanza da letto, etc..

casa museo cerveno

In occasione della nostra visita e per il mese di ottobre all’interno dell’iniziativa “Raccontare l’uomo che mangia” in ogni sala vengono presentati otto i film che raccontano la storia di queste  persone e della loro vita con semplicità  riferendosi a storia e tradizione locale.

In mattinata la giornata è cominciata con una conferenza  stampa  dove sono intervenute più persone:  si è parlato del patrimonio di beni immateriali delle regioni alpine, un libro dedicato all’Oltrepo’ Mantovano, la cultura materiale di Giovanni Sassi con le sue ceramiche e, quello che a mio avviso è stato ancor più interessante, il racconto e la presentazione del Caseifio Turnario visitato nel pomeriggio.

Un breve intervento anche di chi ha realizzato i film.

valle camonica1

Le signore del paese per pranzo hanno portato casoncelli fatti a mano, la tipica pasta ripiena condita con burro fuso e salvia. Tra loro diversi per ricetta: ripieno classico, speck, amaretti e noci. Un altro piatto tipico  assaggiato  sono stati involtini di verza cotti al forno ripieni con la stessa  farcia dei casoncelli.

Vino rosso naturale senza solfiti e dolci fatti in casa, biscotti , crostate e ciambelle.

Dopo questa mattinata interessante,  Sara Bassi ci ha accompagnato nella visita del caseificio  che conserva l’attrezzatura  del  secolo scorso. Per lungo tempo ha prodotto burro di affioramento e formaggio tipico della valle, consentendo in tal modo ai suoi abitanti, occupati principalmente nelle attività agricole/boschive e nell’allevamento del bestiame, una sopravvivenza dignitosa.

caseificio

“Caseificio turnario perché le “cagliate” venivano assegnate a turno in rapporto alla quantità di latte che ogni utente (culunèl) conferiva nel corso dell’anno, gli utenti costituenti la “Compagnia” eleggevano annualmente un responsabile per il controllo della contabilità, nonché il “casaro” che riceveva uno specifico compenso sul lavoro giornaliero svolto, cui venivano assegnati determinati compiti, alcuni dei quali tassativi ed altri facoltativi quali, ad esempio, la pulitura e la custodia dei formaggi.

All’interno  sono presenti testi, schemi e immagini relative alla storia del caseificio con le relative norme e convenzioni gestionali, la funzione del casaro, la pesatura del latte, il sistema di raffreddamento, la formazione dei prodotti, il controllo della qualità del latte, i bovini, la monticazione con la malga.

Il caseificio turnario ha mantenuto le sue funzioni fino agli ultimi decenni del secolo scorso e conserva al suo interno l’attrezzatura completa e singolare dei mezzi utilizzati per la produzione del burro di affioramento e formaggio a lunga stagionatura.

Sono presenti due caldaie in rame fisse per formaggio e ricotta, la bilancia in ottone per la pesa del burro, due basculle per la pesatura del latte, alcune mastelle, un ripiano per lo scorrimento del siero, una macchina atta a comprimere e molti strumenti utili alle varie fasi di lavorazione ”

Dal caseificio ci siamo spostati alla vicina chiesa dove una  guida si è soffermata con molta dovizia sulla storia e sull’architettura dell’edificio. Adiacente alla chiesa  il Santuario della via Crucis, una navata che percorre le 14 stazioni  con statue in legno e gesso a grandezza  naturale che riproduco espressioni e sentimenti. Davvero molto bello. Le stazioni sono opera dello scultore camuno Simoni.

Il tour continua spostandoci in auto al parco delle incisioni rupestri di Naquane, sito patrimonio dell’Umanità UNESCO. Per me è stato un piacevole ritorno dopo molti anni quando visitai la zona in gita scolastica. Passeggiando per raggiungere il sito ho raccolto anche alcune castagne che per la gioia dei piccoli ho portato a casa.

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Una squisita cena ha concluso questa lunga ed intensa giornata. Il ristorante dove ho cenato, Sloppy Joe a Darfo è molto accogliente in un ambiente raffinato che fa sentire subito a proprio agio.

Il proprietario, che già avevo conosciuto in occasione della mia visita a marzo per Cam on eat con il maestro Massari, ha saputo consigliarmi piatti e vini locali di ottima qualità. Ho scelto:

carpaccio di manzo salmistrato in rosa con truccioli di fatulì, julienne di daikon, olio evo e grissino di farro monococco;

tagliatelle al tartufo;

e per il dolce ero davvero sazia. Un buon caffè accompagnato da biscotti di pasticceria secca.

Stanca ma entusiasta della giornata mi sono concessa un lungo sonno pronta ad affrontare la mattina seguente la mia visita personalizzata.. (segue..)