Visitare l’Olanda in primavera

 

Oggi torno indietro nel tempo con questo diario di viaggio che in primavera 2010 ci ha portato a visitare l’Olanda.  Viaggiavamo ancora senza bimbi ma è un’itinerario adatto a tutti. Abbiamo scelto di dedicarci alla natura tralasciando Amsterdam per una successiva occasione. L’itinerario di viaggio è questo. Le tre mappe vanno “unite e riportano l’intero tour. Per comodità le ho suddivise nelle giornate.

 

ARRIVO + GIORNO 1

 

Dodrecht, Kinderdijk , Gouda, Delft, Noordwijk

 

 

 

 

 

GIORNO 2

 

 

Parco Keukenof ,  Harlem, Alkmaar diga e Volendam

 

 

 

 

 

Edam, isola di Marken e rientro in aeroporto

 

 

9 aprile (arrivo)

Eccoci in aeroporto, la vacanza non sembra però cominciare nel migliore dei modi.. Ci bloccano al controllo bagagli perché abbiamo il cavalletto della macchina fotografica nel bagaglio a mano. Rimango stranita visto che le volte precedenti non abbiamo avuto alcun problema.
Fortunatamente ci ha accompagnato in aeroporto mio papà che è ancora nei pressi così lo chiamo e gli possiamo lasciare il cavalletto. Questa volta penso proprio che Vincenzo non mi possa dir nulla del mio voler arrivare in anticipo perché se fossimo stati tirati con i tempi avremmo perso il nostro cavalletto. Lo consideravano un’arma contundente! Mah!

A parte questo partiamo puntuali dopo un hamburger ed un toast veloci. Hanno rifatto tutto l’aeroporto di Bergamo, è davvero bello!

Arrivati ad Eindhoven dopo un atterraggio con rimbalzo in cui tutti sembriamo ammutoliti ritiriamo l’auto a noleggio, invece della ka prenotata ci assegnano una panda davvero graziosa. Impostiamo il navigatore e dopo essere finalmente usciti dal parcheggio ci dirigiamo verso l’albergo.
L’hotel è molto lussuoso, probabilmente destinato ad una clientela business vista la vicinanza con la città di Rotterdam.

10 aprile (giorno 1)

Dopo un sonno ristoratore ci svegliamo verso le otto e mezza. Prima di lasciare l’albergo facciamo una breve passeggiata per osservare le chiatte lungo il fiume che trasportano di tutto: macchine, container.. Il cielo è plumbeo e si avverte una leggera umidità che però regala un’atmosfera perfetta al paesaggio.
Raggiungiamo il centro di Dodrecht dove facciamo colazione tra le bancarelle al mercato con spremuta d’arancia fresca e croissant (5,10 € in due).
Ci fermiamo per fotografare qualche scorcio sui canali ed un simpatico signore si offre di scattarci qualche foto.

Riprendiamo l’auto in direzione di Kinderdijk dove si trova un complesso di 19 mulini a vento, facenti parte del patrimonio dell’ UNESCO dal 1997. L’ingresso è gratuito, è una piacevole passeggiata che si può fare a piedi o noleggiando una bicicletta. Noi abbiamo scelto di visitare l’interno dell’unico aperto ( 3,5 € a persona +1 € il libretto). Salendo tre piccole scale a pioli osserviamo gli ingranaggi funzionanti e le piccole stanze del mulino.
Nel frattempo è uscito il sole e si vede qualche turista in più, il posto è molto tranquillo e rilassante, dietro ai mulini c’è una piccola fattoria con delle pecore libere al pascolo.
Siamo stati fortunati perchè al nostro arrivo non c’era nessuno al parcheggio e siamo entrati senza problemi ma ora è a pagamento ( 5€)

La prossima tappa è la famosa città di Gouda ma ci fermiamo poco dopo la partenza incuriositi da un mercatino e lì ci fermiamo per pranzo ad assaggiare le ben note patatine fritte davvero buonissime. Cerchiamo un piccolo supermercato per acquistare acqua ma è difficile trovarla ed usciamo con un pacchetto di cookies al cioccolato! Un pranzo davvero poco salutare! 🤣🤣

Giunti a Gouda parcheggiamo proprio vicino al centro lungo i canali, i parcheggi sono tutti a pagamento e la sosta è di massimo un’ora, poi bisogna ritornare e fare un nuovo ticket. Dopo pochi passi giungiamo nella bellissima piazza dove anche qui è giorno di mercato. Subito rimaniamo ammaliati dallo Stadhuis, il palazzo municipale con le caratteristiche imposte rosse, sul lato sinistro dello stesso si trova un piccolo carrilon che si muove ogni mezz’ora. Entriamo nel piccolo negozio museo dedicato all’omonimo formaggio dove osserviamo la pesa utilizzata il venerdì mattina durante il tradizionale e caratteristico mercato del formaggio. Il paese è molto animato, ci sono molti ristoranti, bar e negozi.

Terminata la passeggiata riprendiamo l’auto per visitare l’ultima città di oggi, la pitttoresca Delft, famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche bianche dipinte di blu. Anche lei ci accoglie con una grande piazza rettangolare sulla quale si affacciano negozi di souvenir, bar e ristoranti. Ci sediamo ai tavolini di un bar all’aperto approfittandone del sole per scaldarci visto che c’è si è alzato un po’ di vento. Ordino una cioccolata calda e mi portano un bicchierino con le gocce di cioccolato ed una tazza di latte. L’avevamo provato a Bruxelles. Mi piace molto vedere queste diversità e abitudini alimentari.
Prima di rimetterci in auto con destinazione Noordwijk ci fermiamo ad ascoltare un gruppo molto bravo di artisti di strada che cantano canzoni dei beatles.

Troviamo con facilità l’albergo e dopo la doccia ci incamminiamo a piedi verso il mare, è bellissimo! La sabbia è gialla e sottile e il litorale molto lungo, ci fermiamo solo pochi minuti perchè fa molto freddo ma mi dispiace molto. È molto tranquillo ed il sole sta tramontando. Uno scenario da cartolina.

Sulla strada che costeggia il mare c’è pieno di ristoranti, purtroppo nessuno offre specialità locali perchè, come ci ha spiegato il proprietario dell’albergo, l’Olanda è un paese piccolo ed ha sentito molto l’influenza dei Paesi vicini e della multietnicità.
Siamo indecisi tra un fin troppo vuoto ristorante greco ed un affollato ristorante messicano. Optiamo per il secondo che ci da più fiducia. La cena è infatti ottima. Riscopriamo il buon guacamole che non avevamo più mangiato dal viaggio di nozze.
Crolliamo a letto felici di avvolgerci in un caldo piumone.

11 aprile (giorno 2)

Con l’aiuto del sole che filtra tra le tende delle finestre ci svegliamo verso le otto. Dopo l’abbondante colazione fatta in albergo ci dirigiamo al Keukenof, un parco di 32 ettari unico al mondo aperto da metà aprile a metà maggio dove fioriscono le bulbose. Il tema di quest’anno (2010) è la Russia, alcune matrioske decorano infati il parco!
Per comodità abbiamo acquistato on line i biglietti ed il ticket del parcheggio il giorno della nostra partenza.
Il cielo si è purtroppo rannuvolato, c’è un po’ di vento e perciò decidiamo di non affittare le biciclette ma di visitare il parco a piedi. Ci sono diversi padiglioni in cui ammirare tulipani ed orchidee, altri in cui vedere vere e proprie composizioni realizzate con l’ausilio dei fiori e strutture in cartapesta ispirate al balletto classico.

Le aiuole ed i laghetti sono splendidi, non tutti i fiori sono già sbocciati ma i colori ed il loro profumo sono indescrivibili.

Verso mezzogiorno usciamo dal parco dopo aver camminato per ore. Decidiamo di pranzare ad Haarlem sperando di ritrovare quella bella atmosfera incontrata il giorno precedente a Delft e Gouda.

Percorriamo una bellissima strada costeggiata da campi di tulipani e narcisi, la sfumature del giallo, rosso, viola sono magnifiche. Avevo già visto le immagini in cartolina ma dal vivo è davvero un’altra cosa.

Haarlem è pressochè deserta, sempra una città fantasma, in piazza sono chiusi anche i bar e perciò ci rifugiamo in un mac donald per rinfocillarci e scaldarci un po’. Le temperature sono scese e del sole non c’è neanche più l’ombra.
Ritorniamo alla macchina convincendoci che non c’è in giro nessuno perchè tutti sono a pranzo.. ma.. i turisti? Possibile siano tutti ad Amsterdam ed in zona neanche l’ombra?!

Prima di dirigerci verso la Afsluitdijk, la grande diga di sbarramento, passiamo per Alkmaar, località famosa per il mercato del formaggio. Gironzoliamo per le vie della città fino a raggiungere la piazza dove ci sediamo in un caffè per bere qualcosa di caldo; la città è molto carina, me la immagino vivace e colorata come nel giorno di mercato.

Impostiamo il navigatore in direzione della diga indicandogli però di percorrere la strada costiera; la diga è molto lunga e collega l’Olanda settentrionale con la Frisia. Dopo diversi chilometri c’è un punto panoramico dove ci si può fermare e scendere dall’auto potendo osservare il panorama dall’alto. È molto ventoso ma osservare questa strada che attraversa il mare è decisamente suggestivo.
Fortunatamente c’è una sopraelevata che ci permette di tornare indietro senza percorrere l’intero ponte evitando così di arrivare in Frisia anche perchè poi saremmo dovuti tornare indietro!
Rientrati in macchina accendiamo il riscaldamento, ora si che si sta bene! Non vedo l’ora di raggiungere Volendam dove ci attende il nosto b&b ed una bella doccia calda!

Il navigatore ci ha portato proprio all’indirizzo ma… non vediamo niente.. la via è  centrale,  non individuiamo nè il numero civico nè un’insegna. Parcheggiamo la macchina poco più avanti in una piccola piazzetta. Risaliamo la strada principale pensando ci sia sfuggita l’insegna ma non è così, proprio non si trova. Chiediamo indicazioni a dei ragazzi all’interno di una pasticceria e poi ad un taxista ma il posto sembra non esistere.. ancora sono tranquilla perchè era stato prenotato tramite booking.
Poco dopo incontriamo i ragazzi di prima che guardando la prenotazione individuano un recapito e gentilmente chiamano per farsi spiegare dov’è il posto. Svelato il mistero! Il b&b si trova sopra una pizzeria e ed è gestito dagli stessi proprietari e non c’è alcuna insegna. Finalmente in camera, abbiamo una mansarda che affaccia sulla via principale.

Dopo esserci sistemati un attimo usciamo per cena, scegliamo un grazioso pub/ristorante che affaccia sul porto dopo aver letto l’interessante menù e prezzi decisamente abbordabili. Siamo davvero fortunati perchè se fossimo entrati una decina di minuti più tardi ci avrebbero servito solo da bere, mancano dieci minuti alle otto. Assaggiamo la famosa crocchetta di patate ripiena all’interno di carne e dei filetti di carne accompagnati dalle ottime patate fritte.

12 aprile (giorno 3)

Ci alziamo verso le otto anche stamani, entra molta luce dalle finestra ed io sono già sveglia da un po’ ma è inutile uscire troppo presto perchè prima delle nove è tutto chiuso. Dalla finestra della stanza tengo d’occhio la pasticceria/panetteria di fronte a noi e appena scorgo una signora che apre sveglio Vincenzo. Dopo le nove è obbligatorio il disco orario che permette la sosta per un massimo di tre ore, nella nostra auto non c’è e ne acquistiamo uno dove facciamo colazione. Non abbiamo il problema dei bagagli perchè il check out lo possiamo fare fino alle undici.
Finalmente il cielo è terso, si sente il freddo ma al sole si sta proprio bene; camminiamo un po’ lungo il molo e tra le vie interne del paese fino a raggiungere la chiesa.
Volendam è molto bello, un paesino da cartolina.

Dopo il check out ci dirigiamo a Edam, piccolo paese famoso per il formaggio. c’è qualche negozio aperto ma è tutto molto tranquillo, giungiamo fino alla grande piazza dove si trova la pesa del formaggio. Dopo una sosta di un’oretta lasciamo il paese per l’ultuima tappa della vacanza: l’isola di Marken. Nonostante la guida dica che la strada che collega l’isola alla terraferma sia molto trafficata e consiglia di raggiungere l’isola con il traghetto da Volendam decidiamo di provare lo stesso. La strada si rivela deserta. Termina in un parcheggio a pagamento perchè l’isoletta è molto piccola e sono presenti solo poche macchine, quelle dei residenti.

Anche qui lo scenario è da cartolina con un paesaggio che ricorda le favole: casette basse colorate, stradine strette e scorci pittoreschi. Dal parcheggio giungiamo al porto dove si trova anche l’ufficio turistico ed i classici negozi di souvenir oltre a qualche bar ristorante con i tavolini all’aperto. Ciò che pero non vogliamo farci sfuggire sono i panini con il pesce che vendono sul molo: proviamo quello all’aringa affumicata ed al salmone, poi delle crocchettine di pesce deliziose. Il sole ci scalda mentre passeggiamo sulla banchina in pieno relax. Fra un’oretta dovremmo riprendere l’auto in direzione di Eindhoven da dove partiremo per rientrare in Italia.
Prima di lasciare l’isola ci perdiamo per le piccole vie del paese, incontriamo il dottore in bicicletta, vediamo il piccolo museo e poco prima di riprendere l’auto entriamo in un negozio dove assistiamo alla realizzazione dei classici zoccoli in legno.

Dopo un’oretta e mezza eccoci in aeroporto, riconsegnamo l’auto e attendiamo che chiamino il nostro volo. Anche questa piccola vacanza è finita e che dire, l’Olanda ci è davvero piaciuta ed è un peccato che sia così poco valorizzata e associata solo ad Amsterdam, la sua capitale. Questo nel 2010, periodo del nostro viaggio. Di turisti ne abbiamo incontrati diversi, la maggior parte giapponesi ma anche qualche italiano.