Un macaco tra le rocce nel Borneo malese
ASIA MALESIA VIAGGI

Borneo malese: come organizzare il viaggio

Un macaco tra le rocce nel Borneo malese

Il Borneo malese si organizza da soli: si vola su Kuching o su Kota Kinabalu, non serve il visto, e in una settimana si vede una regione per bene. La domanda vera non è dove si trova, ma quale metà scegliere — Sarawak o Sabah — perché sono due viaggi diversi e mescolarli fa perdere due giorni in aereo. Noi ci siamo dedicati al Sarawak, cinque notti con base a Kuching, arrivando da Singapore.

Viaggio in Borneo malese — dati verificati ad agosto 2026

  • Visto: non serve per i cittadini italiani fino a 90 giorni di turismo
  • Passaporto: almeno 6 mesi di validità residua dalla data di ingresso. Le autorità malesi non fanno eccezioni
  • MDAC: la Malaysia Digital Arrival Card è obbligatoria dal 1° dicembre 2023 e si compila online da tre giorni prima dell’arrivo. Non serve se arrivi in Borneo con un volo interno dalla Malesia peninsulare
  • Aeroporti: Kuching (KCH) per il Sarawak, 11 km dal centro; Kota Kinabalu (BKI) per il Sabah, 8 km dalla città
  • Voli: Kuala Lumpur–Kuching 1h50, Singapore–Kuching 1h35, Kuching–Kota Kinabalu circa un’ora
  • Quando andare: Sarawak da maggio a settembre, Sabah da febbraio ad aprile
  • Sarawak e Sabah hanno immigrazione autonoma: anche arrivando da Kuala Lumpur si ripassa il controllo passaporti

La zona orientale del Sabah (ESSZONE) è sconsigliata dalla Farnesina per rischi di sicurezza: verifica su Viaggiare Sicuri prima di partire.

Sarawak o Sabah: la scelta che decide il viaggio

Il Borneo malese si divide in due regioni e la distanza fra loro non è banale: da Kuching a Kota Kinabalu è un volo di circa un’ora, e per farle entrambe in modo decente servono almeno due settimane. Con dieci giorni o meno, sceglierne una è la decisione giusta.

Il Sarawak, a sud, è la regione più ampia. È la scelta per chi vuole foresta, fiumi, parchi nazionali raggiungibili in giornata e i centri di riabilitazione degli oranghi. La base è Kuching, una città di fiume vivibile e a misura d’uomo, da cui si esce la mattina e si rientra la sera.

Il Sabah, a nord, è la scelta per due cose che il Sarawak non ha: il monte Kinabalu, 4.095 metri, la vetta che si scala in due giorni con guida obbligatoria, e il mare. I fondali del Sabah sono fra i più belli dell’Asia e a Sipadan si immerge chi viene apposta da mezzo mondo. Il simbolo della regione è la rafflesia, il fiore più grande del mondo, che però fiorisce per soli sette giorni: vederla è questione di fortuna e di tempismo.

Mappa del Borneo malese con la posizione di Kuching e del Sarawak

Quanti giorni servono

Dipende da quale metà scegli, ma questi sono gli ordini di grandezza realistici, voli interni esclusi:

5 notti nel Sarawak — è quello che abbiamo fatto noi: il Bako National Park, due notti nella giungla al Batang Ai, il centro oranghi di Semenggoh e Kuching. Funziona, ma è pieno. Un paio di notti in più avrebbero permesso un altro parco senza correre.
7-8 notti nel Sarawak — la durata giusta: le stesse cose senza fretta, più il Mulu o il Niah.
7-8 notti nel Sabah — Kinabalu, Sepilok, il fiume Kinabatangan e qualche giorno di mare.
Due settimane — l’unico modo per fare entrambe le regioni senza che diventi un trasferimento continuo.

Come arrivare: aeroporti e voli

Non ci sono voli diretti dall’Italia: si arriva sempre con uno scalo, di solito a Kuala Lumpur, a Singapore o a Doha e Dubai per la tratta lunga. Da lì si prende un volo interno.

Aeroporto di Kuching (KCH) — porta del Sarawak, 11 chilometri a sud della città. Non è grande ma è efficiente: ci siamo atterrati noi. Collegamenti frequenti con Kuala Lumpur (1h50, decine di voli al giorno con AirAsia, Malaysia Airlines e Firefly) e con Singapore (1h35).
Aeroporto di Kota Kinabalu (BKI) — porta del Sabah, 8 chilometri dalla città.
Fra i due aeroporti ci sono voli diretti quotidiani, poco più di un’ora.

Dall’aeroporto al centro si va in taxi o con Grab, l’app di prenotazione auto diffusa in tutto il sud-est asiatico: costa meno del taxi e si paga con la carta dall’applicazione. Se prendi un taxi, chiedi prima se accetta la carta. In aeroporto ci sono bancomat: conviene ritirare un po’ di contanti, anche se con i pagamenti elettronici non abbiamo mai avuto problemi.

Documenti: la cosa che sorprende quasi tutti

Per gli italiani non serve il visto fino a 90 giorni di turismo. Il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità residua dalla data di ingresso, e su questo le autorità malesi sono rigidissime: non fanno eccezioni.

La sorpresa è un’altra: Sarawak e Sabah hanno un’immigrazione autonoma dal resto della Malesia. Anche se arrivi con un volo interno da Kuala Lumpur ripassi il controllo passaporti e ricevi un permesso separato per quello stato. Non costa niente e non richiede nulla in anticipo, ma mettilo in conto nei tempi di coincidenza: non è un volo domestico come gli altri.

La MDAC, la carta di arrivo digitale malese, è obbligatoria dal 1° dicembre 2023 e si compila online gratuitamente da tre giorni prima dell’arrivo. Serve quando entri in Malesia dall’estero; se arrivi in Borneo da un’altra parte della Malesia non devi rifarla.

Quando andare: le due stagioni non coincidono

È l’errore più comune, perché il Borneo non ha una stagione secca vera — la foresta che lo ricopre è la prova — ma ha periodi in cui piove molto meno. E i due stati non vanno d’accordo.

Sarawak: da maggio a settembre, cioè la nostra estate, quando il clima è più asciutto. I mesi più piovosi sono da dicembre a febbraio.
Sabah: da febbraio ad aprile.
Immersioni a Sipadan: si fanno tutto l’anno, ma i mesi migliori sono giugno-agosto e febbraio-aprile.

Detto questo, senza drammi: in cinque notti a Kuching, in piena stagione buona, abbiamo trovato mezz’ora di pioggia verso sera. Un poncho leggero e scarpe che asciugano in fretta risolvono il resto.

Scimmie nella foresta del Borneo malese

Il Sarawak con base a Kuching

Kuching è la base ideale: la maggior parte dei parchi si raggiunge in giornata, e per le escursioni di più giorni quasi tutti gli alberghi e le guesthouse offrono il deposito bagagli gratuito. È un dettaglio che cambia l’organizzazione: parti con un piccolo zaino e lasci il resto in città.

Prepara un secondo zaino con l’essenziale se sai che rientrerai a Kuching: molte escursioni prevedono uno spostamento in barca sul fiume e portarsi tutto dietro è scomodo e inutile.

Quello che abbiamo fatto in cinque notti: il Bako National Park, un tour con due pernottamenti nella giungla al Batang Ai, il centro di salvaguardia degli oranghi di Semenggoh e la città. Su dove alloggiare abbiamo scritto un articolo a parte: dove dormire a Kuching, con il ragionamento sul perché abbiamo scelto la città invece della foresta. E per la sera, il posto simbolo di Kuching è il food court sul tetto di un parcheggio dove il pesce si compra a peso: abbiamo raccontato a parte dove mangiare a Kuching e quanto si spende.

Da abbinare al Borneo

Il Borneo si incastra bene in un viaggio più lungo, perché lo scalo lo fai comunque. Noi ci siamo arrivati da Singapore, che è a un’ora e mezza di volo. L’altra combinazione naturale è con la Malesia peninsulare: da Kuala Lumpur sono due ore, e sulla costa est ci sono le isole Perhentian, se dopo la foresta vuoi qualche giorno di mare.

Vale la pena con i bambini?

Sì, ed è la ragione per cui ci siamo andati anche noi. Gli animali e la natura colpiscono i bambini più di qualsiasi città: già dall’aereo, arrivando da sud, si vedono il verde compatto della foresta e i fiumi che la attraversano come lunghi serpenti. È il paese di Sandokan, e per molti resta il richiamo dell’infanzia di Salgari.

Il Bako National Park funziona benissimo in famiglia, e Kuching è una città tranquilla e facile. La cautela vera riguarda i macachi: non tenere in mano occhiali, cellulare o cibo, perché li rubano.

Il racconto in diretta del nostro viaggio è nelle storie in evidenza su Instagram.

→ Leggi anche: Batu Caves: orari, come arrivare e cosa sapere

I contenuti, le esperienze, le informazioni e le fotografie pubblicati su questo blog sono originali e realizzati da noi. Alcuni testi possono essere stati rielaborati o perfezionati con il supporto dell’intelligenza artificiale, sempre sotto la nostra supervisione e attraverso un’attenta revisione, mantenendo a nostro carico la piena responsabilità editoriale dei contenuti pubblicati.

Julia
Scritto da Julia

Julia, in arte zucchero&farina. Nata e cresciuta a Milano, oggi vivo a Dubai per lavoro: da lì viaggio ed esploro il mondo senza pregiudizi, con itinerari rigorosamente fai da te. Ogni Paese ha qualcosa da scoprire e qualcosa per cui stupirmi, ogni volta.

La mia storia →Instagram @zuccherofarina →Dubai @julia_expat_dubai →

Iscriviti alla newsletter

Il prossimo viaggio ti arriva per email: itinerari giorno per giorno, orari e prezzi verificati sul posto e gli errori da non ripetere. Una mail a ogni articolo nuovo, niente spam, ti cancelli quando vuoi.

Julia, in arte zucchero&farina. Nata e cresciuta a Milano, oggi vivo a Dubai per lavoro: da lì viaggio ed esploro il mondo senza pregiudizi, con itinerari rigorosamente fai da te. Ogni Paese ha qualcosa da scoprire e qualcosa per cui stupirmi, ogni volta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Back To Top