Visitare le Isole Brijuni

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Le Isole Brijuni , o Brioni in italiano,sono state una splendida scoperta durante la nostra vacanza in Istria.  L’arcipelago come avrete intuito è parco nazionale. L’area totale è di 743 ha, quella per cui si estende il parco di 3395 ettari. Per visitarle ci sono due modi alternativi.

Come visitarle:

  1. È possibile affidarsi alle escursioni organizzate dall’Ente parco che permettono di sbarcare sull’isola principale; 
  2. Effettuare escursioni con un tour privato; ci sono diversi procacciatori presenti al molo di Fasana ma queste escursioni non prevedono lo sbarco sull’isola principale.

Il consiglio che posso darvi è di scegliere bene in base alle vostre esigenze che tipo di escursione effettuare.

Escursione con l’ente parco

Opzione che abbiamo scelto noi. Per effettuare questo tipo di  escursione è necessario prenotarsi all’ente Parco via mail oppure in loco, consiglio la prima soluzione per avere più opzioni con gli orari di andata del traghetto.

Io avevo mandato una mail a: brijuni@np-brijuni.hr una decina di giorni prima e mi avevano confermato l’orario della barca ed il tour in italiano in base al giorno che avevo scelto. Specificate al momento della prenotazione in che lingua volete effettuare il tour.

 

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La navigazione partendo da Fasana dura circa 30 minuti ed appena sbarcati, sul lato destro dove si trovano i trenini , le guide attendono con una bandierina indicanti la lingua. Il tour è opzionale ed è possibile abbandonarlo in qualsiasi momento ma in ogni caso è compreso con il costo del biglietto.

Siamo saliti sul trenino che ci ha fatto fare il giro dell’isola, ai lati della strada abbiamo visto lepri, cerbiatti e pavoni. Alcuni scorci erano da togliere il fiato.

La prima sosta di una decina di minuti è al Safari park, un piccolo zoo dove è rimasto un elefante, qualche zebra, dei lama, delle capre ed una tartaruga marina che in realtà è ospite del centro di salvaguardia presente all’acquario ma qui locata per questioni di spazio .

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prosegue il giro in trenino che ci porta ad ammirare un ulivo secolare  spezzato da un fulmine ma che è riuscito a sopravvivere , il giardino mediterraneo e resti di templi romani. In queste tappe non facciamo una sosta. Giunti al capolinea la guida ci porta alla casa di Tito, diventata un museo. Visitiamo la piccola chiesa di San Germano del XV secolo, incontriamo il pappagallo kuki e successivamente ci accompagna al museo interattivo, molto interessante soprattutto per i bambini.

Terminato il tour si può rimanere sull’isola quanto si vuole rientrando in giornata. Per chi volesse pernottare sono presenti alcune ville e i vecchi hotel che hanno riaperto. Le informazioni ed i costi li trovate qui.

Per girare l’isola in autonomia è possibile noleggiare una golf car o le biciclette. Oppure semplicemente a piedi. Noi ci siamo fermati un po’ e siamo stati su una spiaggetta.

Al momento del ritiro biglietti vi consegnano gli orari di rientro della barca, variano in base ai mesi.

Prezzi espressi in kune, listino 2018 fornito dal parco al momento della prenotazione:

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Al rientro a Fasana abbiamo visitato il grazioso borgo e ci siamo fermati a cena, ci sono diversi ristoranti tra cui scegliere sia all’interno dei vicoli che al porto. Io ho provato una specialità tipica istriana che è una pasta fresca con tartufo, molto buona! Prezzi buoni.

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Consiglio di lasciare l’auto nel parcheggio dietro la spiaggia in quanto il parchimetro accetta anche banconote. Altri parcheggi prevedono un tempo massimo o accettano solo monete. Noi l’abbiamo lasciata per l’intera giornata.  Indirizzo: Ulrica Maja, parcheggio grande senza sbarra

La storia delle isole

Le Brioni ospitarono insediamenti dei romani, Appartennero fin dal Medioevo alla Repubblica di Venezia  e Nel 1797 l’arcipelago venne annesso all’Impero Napoleonico per un breve periodo, fino alla cessione  all’Impero d’Austria nel 1815. la marina austro ungarica abbandonò la fortezza presente   e nel 1893 il magnate viennese Paul Kupelwieser acquistò l’intero arcipelago e creò un esclusivo complesso alberghiero. La tenuta comprendeva alberghi di prima classe, ristoranti, spiagge turistiche, un casinò, un porto per gli yacht e divenne un punto nevralgico della vita sociale dell’élite tedesca del Litorale austriaco di Gorizia, Trieste e soprattutto Pola. Le isole Brioni divennero una prestigiosa meta turistica per gli austriaci più facoltosi e furono visitate da membri della famiglia imperiale e da élite aristocratiche europee.

Nel 1918 in seguito alla Prima guerra mondiale le Brioni divennero parte dell’Italia: dal 1921 al 1947 furono incluse nella Provincia di Pola. Karl Kupelwieser tentò di mantenere lo splendore originale ma durante la crisi del 1929, la tenuta entrò in bancarotta ed il fondatore si suicidò. Così nel 1930 le isole vennero acquistate dallo Stato Italiano.

Durante la seconda guerra mondiale l’arcipelago fu sede di un distaccamento  e nel 1945 venne ceduto alla Jugoslavia. Nel secondo dopoguerra l’arcipelago divenne la sede preferita di vacanza del presidente jugoslavo Tito: l’architetto sloveno Jože Plečnik progettò un padiglione in onore del Maresciallo. Almeno 100 capi di Stato esteri e diverse star del cinema (come Elizabeth Taylor, Richard Burton, Sophia Loren, Carlo Ponti e Gina Lollobrigida) visitarono la tenuta di Tito. Tre anni dopo la morte del Presidente, nel 1983, le isole vennero dichiarate Parco nazionale della Jugoslavia.

Con la dissoluzione della Jugoslavia, nel 1991, le isole Brioni passarono sotto l’amministrazione croata ed entrarono a far parte della regione istriana. vennero riaperti i  quattro alberghi di Brioni, insieme al Parco Safari, dove trovano posto anche gli animali donati a Tito.

Fonti storiche : visita guida e Wikipedia.

Se vi trovate a Pula consiglio vivamente di trascorrere una giornata dull’isola. È possibile organizzarsi  con un pic nic oppure usufruire del bar.

Niagara Falls

 

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Vi porto alle cascate del Niagara, tappa che fa sempre parte del viaggio  fatto alla scoperta degli Stati Uniti nel 2010.

Avevo il mio diario di viaggio che condivido con voi insieme a link ed info pratiche. Noi siamo arrivati direttamente a Buffalo in aereo dall’Italia (avevamo acquistato un volo multi tratta con Lufthansa dovendo fare diversi voli interni per visitare le cascate/ costa ovest e Florida).

E, possibile raggiungere le cascate via terra anche da New York con agenzie locali e/o pullman gran turismo

“ 24 luglio 2010 – Arrivo negli States

Alle 4 di questa mattina suona la sveglia! Destinazione Milano Linate: questa volta siamo più comodi! Per le 5:15 siamo in aeroporto pronti a fare il check in per la tanto sognata partenza.. il viaggio sarà lungo ma l’entusiasmo, sono certa, non ci farà sentire la stanchezza!

Ultima colazione italiana in aeroporto con cappuccino e brioche e si parte!

A Francoforte prima di imbarcarci sul volo per gli States verificano l’Esta e registrano i dati dei nostri passaporti al computer insieme a varie informazioni sulla nostra visita (scopo del viaggio, durata, destinazione…). Finalmente ci imbarchiamo e giunti a Newark passiamo l’immigration. A dispetto dell’ultima volta ci fanno molte più domande, soprattutto a Vincenzo che è già stato più volte negli States per lavoro. Dopo qualche verifica ci lasciano andare e sdoganiamo il bagaglio ( lo prendiamo dal nastro e lo riconsegniamo ad un addetto che lo smisterà per Buffalo, la nostra destinazione finale) , abbiamo fatto il check in già a Milano fino a Buffalo.

Un’ora di volo, per niente tranquilla, viste le continue perdite di quota , e finalmente arriviamo! Sono le 18 ora locale! Ritiriamo l’auto prenotata e la nostra economy car è una spaziosa e carina berlina.

Si parta in direzione motel 6! Abbiamo deciso di dormire a Buffalo e recarci domani in giornata alle cascate del Niagara perché era molto più conveniente. Le cascate distano solo una mezz’ora d’auto.

I motel sono molto diffusi negli Stati Uniti ed hanno un buon rapporto qualità prezzo. Noi abbiamo soggiornato qui

Motel 6 Buffalo – Amherst

Il motel è carino, le camere sono pulite. Le parti comuni come le scale un po’ meno ma l’importante è  la stanza! Abbiamo due letti queen size ed un bagno abbastanza grande. Incontriamo per la prima volta i distributori del ghiaccio presenti poi in quasi tutti i motel/alberghi.. sono dei grossi freezer verticali dove basta appoggiare un cestello e premere un pulsante, il ghiaccio scende a volontà!

Decidiamo di uscire subito, vogliamo prendere il ritmo con il nuovo fuso orario. Ci incamminiamo a piedi per raggiungere dei fast food e un negozio rendendoci subito conto che le strade americane non sono fatte per i pedoni.. per lo meno in quelle città dove non c’è “un centro”. Curiosiamo un po’ in un negozio che vende prodotti per ufficio, compriamo dell’acqua e ceniamo al vicino Taco bell, una sorta di fast food messicano. Il cibo viene preparato al momento.

Spendiamo una fesseria mangiando nachos, burritos e tacos ( 6 $ in due! All’epoca del viaggio)

Doccia e nanna, domani ci aspettano le cascate del Niagara!!!

 

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Immagine web

25 luglio 2010 – Visita alle cascate

Siamo svegli di buonora e su consiglio di un’amica andiamo a fare colazione da panera bread, una catena di panetteria/pasticceria che si rivelerà un’ottima scoperta. A casa avevo cercato l’indirizzo in internet, impostiamo il navigatore e via!

Provo il muffin alla zucca, il più buono di tutta la vacanza! Vincenzo sceglie il muffin con le gocce al cioccolato ed un cookie.

Ora siamo pronti per partire! La giornata è un po’ nuvolosa ma non fa freddo, in maglietta si sta bene. Per raggiungere le cascate prendiamo l’autostrada e paghiamo il pedaggio di 1 $ per fare un ponte. Arriviamo che è ancora presto e perciò parcheggiamo la nostra auto nei free parking che costeggiano il parco, c’è ancora poca gente.

 

Per visitare l’area non è necessario acquistare un biglietto d’ingresso, solo le attrazioni sono a pagamento ed il grazioso tram elettrico che per 2$ a persona ti permette di scendere e salire più volte durante il giorno  nei vari punti d’interesse.

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SITO UFFICIALE : dal lato Americano le cascate sono riconosciute come parco nazionale, trovate sul sito ufficiale tutte le informazioni.

Ci sono poi altri siti locali di promozione turistica locale o che propongono pacchetti:

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Cominciamo con l’esplorare il lato americano: Goat Island, il prospect point da cui si ammira parte del ferro di cavallo ( la parte canadese delle cascate) , le American falls e il Bridal veil falls (velo della sposa).

Con il pulmino proseguiamo verso il Rainbow bridge che attraversiamo a piedi per raggiungere il Canada. È necessario avere il passaporto altrimenti non si attraversa il confine, è una frontiera a tutti gli effetti. Dal ponte la vista sul ferro di cavallo e sulle cascate americane è più ampia, il sole ha fatto capolino regalandoci la vista di bellissimi colori.

Al termine del ponte c’è il controllo passaporti, il poliziotto ci fa qualche domanda sulla nostra permanenza in Canada e, dopo “il timbro”, abbiamo il via libera! Welcome in Canada!

Il lato canadese regala una vista spettacolare e magnifica delle cascate ma di contro è molto più urbanizzato di quello americano. La passeggiata che costeggia le cascate è un susseguirsi di grandi alberghi e negozi di souvenir mentre negli Usa è stato riconosciuto parco nazionale e di conseguenza conserva un aspetto più naturalistico.

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Vorremmo salire sul battello ma dopo aver visto come stipano le persone decidiamo di rinunciare, se non si è tra i primi a salire e non si prendono i posti frontali la gita  è, a nostro avviso, inutile, dal centro del battello la visuale è decisamente differente che dalla ringhiera dello stesso.

Vi lascio il sito con informazioni aggiornate:

Maid of the mist

2018 Prezzi

Adult Ticket $19.25

Child Ticket (6–12 years) $11.20

5 and Under FREE (with accompanying adult)

The prices are in U.S. dollars and include the $1.25 per person cost of the elevator, which is necessary to reach our landing. Reservations are not accepted.

Dopo una bella passeggiata ci prendiamo un gelato (Vincenzo) e un frozen yogurt (io) che viste le dimensioni diventeranno il nostro pranzo! Compriamo qualche souvenir e con calma riattraversiamo il ponte. Per rientrare in America servono 50 cent di $ da inserire nel tornello dopodiché alla fine del ponte ci sono i controlli doganali che sono rigorosi tanto quelli in aeroporto. Un po’ di coda ed eccoci di nuovo negli States!

Il sole ha reso proprio piacevole la giornata, con il pulmino raggiungiamo l’ingresso delle “cave of the winds” , un percorso, a 53 m di profondità dalla gola, su più passerelle in legno che ti fa camminare a soli 6 metri di distanza dalle cascate (Bridal veil falls).

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L’ingresso costava all’epoca 11 $ a persona, viene fornito un poncho di plastica per evitare (si fa per dire) di bagnarsi e dei sandali in gomma necessari per camminare sulle passerelle che a contatto con l’acqua sono scivolose e vischiose. L’esperienza è stata bellissima, c’era anche un bellissimo arcobaleno! Ci siamo divertiti tantissimo ed i getti rinfrescanti dell’acqua sono stati davvero piacevoli!

Cave of the winds

2018 Prezzi

$19.00 US for adults

$16.00 US for children 6 to 12 (must be at least 42″ (106cm) tall). Attenzione all’altezza minima richiesta.

Admission is free for children 6 and under at all attractions in Niagara Falls State Park. Open 9:00 am – 7:30 pm seven days a week

Vi segnalo anche la possibilità di osservare le cascate dall’alto dalla Skylon tower. Rimando al sito ufficiale dove ci sono tutte le informazioni poiché l’offerta e le proposte per i biglietti sono le più varie. Ci sono anche bar e ristoranti all’interno.

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Skylon Tower

Compriamo la foto ricordo (solo quella grande 15$ nel 2010) e ci asciughiamo un po’ al sole. Riprendiamo il pulmino per scendere nel punto più vicino al parcheggio ma siamo davvero fortunati.. una signora anziana chiede all’autista se può farla scendere lungo la strada (proprio di fronte alla nostra auto) e così ne approfittiamo scendendo anche noi! Stanchi rientriamo a Buffalo.

Per cena optiamo di nuovo per Taco bell e con pochi dollari siamo a posto. Questa volta ci andiamo in macchina e poi facciamo un giro per i supermercati (non c’è un centro città come detto sopra). Io già prima di partire volevo comprare dei prodotti che da noi sono di difficile reperibilità come l’estratto di vaniglia e i pirottini grandi per i muffin! I supermercati americani sono rifornitissimi, c’è davvero di tutto! Mi piacerebbe proprio poter far la spesa in un posto così anche qui da noi (e non abitiamo in un posto sperduto.. nel giro di 10 km abbiamo due grossi centri commerciali)!

Dopo un po’ di shopping prepariamo la valigia con le cose da imbarcare e nanna. Domattina avremmo qualche ora prima di lasciare Buffalo alla volta di San Francisco.

26 luglio – Buffalo e partenza

Dopo colazione da panera bread dove oggi abbiamo assaggiato il muffin alla mela e quello carote e nocciole, facciamo un giretto nei “negozi” (grandi quanto dei capannoni) vicini. Il negozio per animali dove il reparto “gatti” è rifornitissimo con lettiere di ultima generazione, giochetti e alimenti di tutti i tipi, un “negozio” di bricolage dove c’era l’impossibile e un rifornitore per uffici.

Dobbiamo essere in aeroporto per le 11:30, abbiamo ancora un po’ di tempo ed impostiamo il navigatore su attrazioni turistiche, ci indica “Pepsi cola”. Andiamo! Con fatica lo troviamo ed io anche se forse di turistico, almeno dall’esterno, ha poco entro senza indugio! La recepcionist , una signora di mezza età, quando le chiediamo se c’è un museo o una visita guidata (le spieghiamo che a noi risulta come attrazione turistica) ci guarda come se fossimo venuti da marte e fossimo in costume da clown. Io “rubo” una foto (c’è il divieto) e usciamo salutando. Erano solo uffici.

Tappa al walmart per prenderci qualcosa da mangiare per il viaggio e riconsegniamo l’auto in aeroporto.

Il volo è in ritardo, sembra di un’ora, ma non ci sono informazioni precise. Anche qui dopo un volo non proprio tranquillo dovuto sempre a turbolenze e perdite di quota raggiungiamo Newark dove riusciamo a prendere la coincidenza per San Francisco. ”

 

Everglades National Park, Florida

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Proseguo con il raccontarvi il seguito del  nostro viaggio in Florida fatto in agosto 2010, ancora in coppia . Dopo Miami ci siamo diretti al parco nazionale delle Everglades.

 – 9 Agosto –

Con le cartine alla mano riusciamo ad uscire da Miami e  ad imboccare la strada 40 (un proseguimento di calle ocho) per raggiungere le Everglades. Oggi il tempo è clemente, un po’ nuvoloso ma niente pioggia!

Poco prima di entrare nel parco nazionale ci fermiamo lungo la strada per fare un giro con l’airboat,  tipica imbarcazione locale con un motore ad elica situato nella parte posteriore del mezzo.

Il tour Everglades Safari   dura circa tre quarti d’ora e si possono ammirare la flora e la fauna locale a bordo del veicolo. Noi abbiamo visto degli aironi e dei coccodrilli.  Vengono forniti dei tappini usa e getta per le orecchie per ridurre il rumore

Terminato il tour nella palude si può assistere al classico show dei coccodrilli che tuttavia non trovo di particolare interesse preferendo osservare gli animali liberi in natura.

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Riprendiamo l’auto, l’ingresso nel parco nazionale  è poco distante entrando allo shark valley visitor center dove è possibile fare una passeggiata a piedi o prendere un pulmino elettrico (Tamiami trail)  per visitare parte del parco. Non è possibile circolare con l’auto.

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Gli ingressi del parco sono quattro, partendo dall’alto della mappa incontriamo:

Gulf Coast Visitor Center

Shark Valley Visitor Center

Chekika – Day Use Area (chiuso a tempo indefinito dal 2013)

Ernest F. Coe Visitor Center

Flamingo Visitor Center (parzialmente accessibili a causa dell’uragano Irma)

Consiglio di guardare la mappa e valutare cosa sia più comodo per voi .

Dopo una breve passeggiata usciamo dal parco per rientrarne all’ Ernest Coe visitor center dove è possibile girare in autonomia con la propria auto. Ci piace molto fare così, abbiamo tutto il tempo che vogliamo ed è la cosa migliore per osservare ed apprezzare la natura.

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Oltre a fermarci ai view point facciamo una bellissima passeggiata ed io mi diverto un sacco perché finalmente posso fare animal watching..  incontriamo molti insetti, tante  cavallette colorate, uccelli, lucertole variopinte, una tartaruga e persino un cucciolo di coccodrillo che per fortuna rimane in acqua.

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Il Sito ufficiale del parco è sempre aggiornato con informazioni ed avvisi riguardanti situazioni meteo, orari etc. Ci sono diversi tipi di biglietti: disponibili ticket ad ingresso settimanale per veicoli $25, motocicli $20, ciclisti o pedoni 8$. E’ in vendita anche il pass annuale,  i biglietti sono acquistabili online dal sito ufficiale

Le informazioni che vi ho riportato sopra sono aggiornate ad Aprile 2018. Le foto invece sono state scattate durante il nostro viaggio nel 2010.

Usciti dal parco cerchiamo il motel a Florida city dove ci fermiamo per la notte prima. di ripartire per le isole Keys .Io sono fiduciosa perché appartenendo ad una catena credo non ci sia difficoltà nel trovarlo ma ahimè mi sbagliavo! Le strade hanno tutti gli stessi numeri  con l’unica differenza dell’indicazione dei punti cardinali NE, SE, NW, SW.  Ci fermiamo a chiedere indicazioni e più o meno raggiungiamo la zona prendendo come riferimento il mc donald che è in zona e vicino al motel.  Lo troviamo! Che faticaccia!!  (ovviamente non c’era il cellulare con il wi-fi etc etc e senza il navigatore rubato a Miami è stato più complesso muoverci)

A Florida city c’è un grande outlet  dove abbiamo fatto acquisti vantaggiosi, troviamo nike, guess, levi’s e tanti altri negozi! 

Usciamo dai negozi ed è tutto bagnato, mi sa che ha piovuto (di nuovo) parecchio! Per cena ci fermiamo da Panda express, una catena cinese che già tenevo d’occhio da un po’! Ci regalano anche qui i biscotti della fortuna che mangeremo in camera perché aspettano noi per chiudere il locale. Domattina si riparte