Cosa vedere a Seoul in 6 giorni: itinerario di viaggio in Corea del Sud
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Cosa vedere a Seoul

Cosa vedere a Seoul e quanti giorni servono per visitarla? Seoul è una città enorme e sorprendente, dove palazzi reali, templi buddhisti, quartieri tradizionali e mercati convivono con grattacieli, shopping, tecnologia, street food e parchi divertimento.

In questo articolo trovate il nostro itinerario reale a Seoul di 6 giorni, vissuto in famiglia con due ragazzi adolescenti. Non è una semplice lista di cose da vedere: è il percorso che abbiamo seguito davvero, giorno dopo giorno, con le esperienze che ci sono piaciute di più, qualche imprevisto e tanti consigli pratici per organizzare il viaggio.

Abbiamo visitato Gyeongbokgung Palace, Bukchon Hanok Village, Changdeokgung Palace e il suo Secret Garden, Gwangjang Market, Myeongdong, Gangnam, Bongeunsa Temple e la N Seoul Tower, alternando cultura, storia, street food, shopping e momenti più rilassanti.

Se avete 5-6 giorni a Seoul, secondo la nostra esperienza riuscirete a vedere le attrazioni principali senza dover correre troppo. Con meno tempo, invece, conviene concentrarsi sui palazzi reali, Bukchon Hanok Village, Gwangjang Market, Myeongdong e almeno un tempio buddhista.

Se viaggiate con ragazzi, Seoul è inoltre una destinazione particolarmente interessante: alle visite culturali potete alternare Korean BBQ, mercati, shopping, skincare, tecnologia, caffetterie, spa e parchi divertimento.

Cosa vedere a Seoul in 6 giorni: itinerario di viaggio in Corea del Sud

Arrivo a Seoul, Myeongdong by night

Siamo arrivati a Seoul la sera del 13 marzo, stanchi ma curiosissimi di iniziare subito a respirare l’atmosfera di questa città incredibile. Fino all’ultimo la nostra partenza è stata incerta per la situazione in Medio Oriente, con il timore della cancellazione del volo. Alla fine abbiamo anticipato la partenza di 3 giorni, dato che i voli erano regolari ed eravamo desiderosi di staccare la spina. Per i ragazzi, tra l’altro, le vacanze dello spring break erano state anticipate.

Il programma ha subito qualche variazione dovuta ai giorni in più, ma alla fine si è rivelato un grande vantaggio: più tempo per vivere Seoul con calma e per inserire qualche piccola esperienza in più.

Non potevamo più modificare le altre tappe a causa di alberghi non cancellabili; l’unica modifica è stata l’aggiunta di una notte a Busan.

La prima sera l’abbiamo dedicata a una zona che non delude mai: Myeongdong.

Tra street food, negozi illuminati e profumi invitanti, è stato il modo perfetto per entrare subito nel mood coreano.

Non abbiamo fatto tardi, giusto una passeggiata per prendere confidenza con la città e con la metropolitana.

Abbiamo acquistato subito la T-money, scegliendo l’opzione del biglietto giornaliero con corse illimitate.

Myeongdong è un quartiere caotico ma super vivo, tra le insegne luminose dei negozi e le bancarelle di street food di tutti i tipi.

Questo quartiere è un vero e proprio vulcano di energia, il tempio indiscusso della moda giovanile e, soprattutto, della cosmetica coreana.

Camminando tra le sue vivaci strade pedonali, ecco cosa non devi assolutamente perdere:

Il regno della K-Beauty: Preparati a perdere la testa (e il portafoglio) tra i flagship store dei brand più famosi e fai tappa d’obbligo nel quartier generale di Olive Young, la vera cattedrale dei prodotti per la skincare.

Appena il sole cala e si accendono le luci al neon, la strada si anima di bancarelle profumatissime. È qui che bisogna cedere alla tentazione dei tteokbokki piccanti, degli spiedini di gamberi al formaggio e delle iconiche fragole fresche ricoperte di zucchero candito (tanghulu). Un’esplosione di sapori imperdibile!

La Cattedrale di Myeongdong: Un meraviglioso salto nel passato. Questa chiesa in mattoni rossi in stile gotico spunta inaspettata tra i grattacieli moderni, regalando un attimo di silenzio e pace dal caos frizzante della zona.

Qui a Myeongdong lo shopping è talmente irresistibile che è facilissimo farsi prendere la mano. La buona notizia? La Corea del Sud rende tutto molto più dolce per noi viaggiatori grazie al regime Tax Free.

Quasi tutti i negozi, dai grandi marchi di bellezza alle piccole boutique, applicano il rimborso delle tasse, ma ci sono un paio di regole d’oro da ricordare:

Il passaporto fisico sempre in tasca: A Seoul non puoi affidarti a fotocopie o foto salvate sullo smartphone. Per quasi tutte le procedure d’acquisto, il commesso avrà bisogno di scansionare il tuo passaporto cartaceo originale direttamente alla cassa. La soglia da raggiungere in un singolo negozio per avere diritto al rimborso è esigua e ben indicata nei negozi, davvero facilissima da superare quando si parla di skincare!

In tantissimi negozi di Myeongdong, l’IVA ti viene detratta direttamente alla cassa al momento del pagamento. Per acquisti molto importanti o in negozi sprovvisti di rimborso immediato, conserva gli scontrini fiscali dedicati e ricordati di fare un salto ai chioschi digitali in aeroporto (come a Incheon) prima di volare via verso casa!

Giorno 2 a Seoul: Gyeongbokgung Palace, hanbok e Bukchon Hanok Village

La mattina siamo partiti con uno dei simboli di Seoul, il magnifico Gyeongbokgung Palace, il più grande dei palazzi reali di Seoul, costruito nel 1395 durante la dinastia Joseon.

Situato nel cuore della città, colpisce per l’armonia tra architettura tradizionale e paesaggi naturali. Gli spazi sono ampi e, passeggiando qua e là, sembra non esserci quasi nessuno.

Il cambio della guardia al Gyeongbokgung Palace

La cerimonia del cambio della guardia si svolge ogni giorno alle 10:00 e alle 14:00, proprio davanti all’ingresso principale. È un momento molto scenografico, tra costumi tradizionali, musica e movimenti coreografati che ti fanno fare un salto indietro nel tempo. Alle 11:00 e alle 13:00 c’è una parata, più breve e sempre all’ingresso, non ha nulla da invidiare a livello scenografico.

Cambio della guardia davanti alla porta Gwanghwamun del Gyeongbokgung Palace

Indossare l’hanbok a Seoul

Fuori dagli ingressi laterali ci sono tantissimi negozi che affittano l’hanbok, il vestito tradizionale coreano.

Ci siamo vestiti anche noi, dopo averlo già provato in Cina al Palazzo d’Estate, dove avevamo avuto un caldo “esagerato”. Qui, con le fresche temperature di marzo, è stato invece piacevole.

Attenzione però: sotto l’hanbok non terrete comodamente i vostri vestiti pesanti, tipo felpa e maglione, quindi scegliete la giornata giusta. Oppure indossate una maglietta termica.

Il costo si aggira intorno ai 28.000 won e include abito, accessori e pettinatura. La mantellina è un extra e costava 3.000 won nel negozio in cui abbiamo affittato gli abiti.

Tra un negozio e l’altro potrebbe esserci una differenza di prezzo. Vi consiglio piuttosto che  di soffermarvi su qualche migliaio di won: 1.000 won sono poco meno di sessanta centesimi di euro, di dare  invece uno sguardo agli abiti, che possono essere più o meno elaborati.

Se indossate l’hanbok, l’ingresso al palazzo è gratuito.

Visitare il palazzo con questi abiti rende l’esperienza ancora più immersiva e speciale, soprattutto per le foto. E’ stata un’esperienza divertente. Noi non abbiamo preso una guida per visitare il palazzo, ma avevamo studiato prima della visita.

National Palace Museum of Korea

Dopo aver visitato con calma il complesso, siamo entrati nel museo adiacente, il Museo del Palazzo Nazionale della Corea, e poi abbiamo restituito gli abiti. Questo museo è molto grazioso e super consigliato a chi ha bambini.

Anche i miei “bambini” grandi si sono divertiti a creare la propria immagine imperiale digitale e a proiettare l’esercito colorato digitalmente nella grande parata. L’ingresso è gratuito.

Bukchon Hanok Village

Da lì ci siamo spostati verso il suggestivo Bukchon Hanok Village, perdendoci tra vicoli e scorci bellissimi.

Il Bukchon Hanok Village è un quartiere tradizionale di Seoul dove si trovano ancora molte hanok, le case in legno tipiche coreane.

Passeggiando tra le sue stradine si ha davvero la sensazione di entrare nella storia, con dei bei contrasti tra architettura antica e skyline moderno sullo sfondo.

I tetti delle case tradizionali hanok del Bukchon Hanok Village a Seoul

Il quartiere è abitato e sono tanti i cartelli che indicano di non disturbare e di non entrare nelle proprietà. Non si tratta di un museo a cielo aperto, ma di un quartiere dove vivono persone.

Cosa vedere a Seoul nel giorno 3: Changdeokgung Palace e giardino segreto, mercato e street food coreano

Il terzo giorno lo abbiamo dedicato ad un altro palazzo, il Changdeokgung Palace, famoso soprattutto per il suo giardino segreto, Huwon. Questo sito UNESCO risalente al 1405 è stato progettato seguendo armoniosamente la natura e le colline circostanti.

Il Secret Garden di Changdeokgung si visita solo su prenotazione, lo potete prenotare dal link ufficiale circa una settimana prima, con visita guidata. In loco, la mattina stessa, mettono in vendita nuovi biglietti ma non vi consiglio di rischiare. Tenete questa opzione solo se non siete riusciti ad acquistare on line precedentemente.

Una volta entrati potete scegliere se seguire la guida oppure esplorare in autonomia: sarà lei stessa a comunicarvelo.

Per pranzo ci siamo spostati al vivace Gwangjang Market, quello dei pancake della serie Netflix!

Fondato nel 1905, è il mercato tradizionale permanente più antico della città, è aperto tutti i giorni indicativamente tra le 9 e le 21/22:

Qui ci siamo imbattuti nella bancarella diventata famosa grazie a una serie Netflix, specializzata nei pancake.

Non sono i pancake dolci da colazione… ma frittelle salate, con fagioli mung, ma anche con pesce, carne oppure solo con cipollotti, in una pastella leggera, croccante fuori e morbida dentro.

Pancake coreani su una bancarella del Gwangjang Market di Seoul

Un’esperienza di street food che secondo me vale assolutamente la pena inserire in un itinerario a Seoul.

Cheonggyecheon Stream

Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata lungo il Cheonggyecheon Stream, un angolo sorprendentemente rilassante nel cuore della città.

È un canale a cui si accede tramite scale e che si costeggia su entrambi i lati, con la possibilità di passare da un lato all’altro. Un contrasto bellissimo tra natura e grattacieli: non manca il verde e ci sono diverse installazioni artistiche da ammirare. Questo torrente artificiale lungo quasi 11 chilometri è tra i  progetti di riqualificazione urbana più affascinanti al mondo, come l’High Line di New York.

La sera è un punto di ritrovo per i giovani.

Tempio confuciano Jongmyo e Ikseon-dong

Nel pomeriggio abbiamo fatto una sosta al tempio confuciano Jongmyo e poi siamo arrivati nella zona di Ikseon-dong Hanok Village, un quartiere storico nel centro di Seoul noto per i suoi hanok restaurati e trasformati in caffè, boutique e ristoranti.

Avevo segnato diversi locali carini da provare, ma essendo domenica è stato difficile trovare un posto per sedersi.

Anche questo fa parte del viaggio vero: avere una lista di posti salvati e poi dover cambiare programma perché non c’è posto! Ma vi assicuro che non siamo comunque rimasti delusi. La caffetteria, inteso come bevande e dessert, è davvero super a Seoul.

Korean BBQ: una delle esperienze da fare in Corea

La sera siamo tornati a Myeongdong e abbiamo deciso di fare una delle esperienze top in Corea: il barbecue.

Carne alla griglia direttamente al tavolo, contorni infiniti e atmosfera super. All’interno del tavolo, una cavità contiene i carboni con la griglia e al di sopra c’è una cappa aspirante.

Korean BBQ a Seoul: carne sulla griglia al centro del tavolo e contorni

Un must assoluto da fare almeno una volta.

L’ultima sera siamo riusciti a farlo da soli!

A seconda del ristorante ci può essere il cameriere che cucina per voi oppure no. È capitato anche che, dove dovevamo cucinare da soli, siano venuti a darci una mano! Ci trovavamo  in un posticino non turistico a Gyeongju, dove eravamo gli unici stranieri.

Ed è proprio questo genere di esperienza che ci piace quando viaggiamo: trovarsi in un posto frequentato dalla gente del luogo e vivere una situazione completamente diversa da quella che avevamo immaginato.

Giorno 4 a Seoul: Gangnam, Starfield Library e Bongeunsa Temple

La quarta giornata a Seoul è iniziata nel moderno quartiere di Gangnam, anima più contemporanea della città.

Starfield Library e COEX Mall

Prima tappa, la spettacolare Starfield Library, una libreria scenografica all’interno del COEX Mall.

Qui abbiamo fatto  un po’ di shopping e ci siamo fermati per pranzo in un ristorante cinese ordinando da uno schermo al tavolo, un sistema semplice e veloce che rende tutto molto pratico e divertente.

Le posate sono sempre nel cassettino del tavolo  : )

Gangnam Style Statue

Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata nella zona di Gangnam, fermandoci davanti alla famosa Gangnam Style Statue, diventata uno dei simboli del quartiere, scattato qualche foto e fatto un po’ gli stupidotti

La Gangnam Style Statue nel quartiere di Gangnam

Bongeunsa Temple

Da lì abbiamo raggiunto il vicino Bongeunsa Temple, un luogo tranquillo, immerso nel verde e ancora più suggestivo grazie ai pruni in fiore e a qualche ciliegio che iniziava a sbocciare.

Fondato nel 794 d.C. durante la dinastia Silla e successivamente ricostruito e ampliato, è diventato uno dei centri buddhisti più importanti della città. Oggi il complesso conserva edifici tradizionali come la sala principale Daeungjeon, la sala della meditazione e una biblioteca con testi buddhisti.

All’interno del complesso si trova anche una grande statua del Buddha Maitreya, alta circa 23 metri, una delle più imponenti di Seoul.

Lo circondano tantissimi vasi di fiori, di plastica, che risultano comunque molto suggestivi. La parte dove vivono i monaci è riservata.

Giorno 5 a Seoul: N Seoul Tower e Namsangol Hanok Village

Il quinto giorno lo abbiamo dedicato a uno dei punti panoramici più amati della città: la N Seoul Tower, conosciuta anche come la torre “storica” di Seoul. L’amico coreano di Gianluca ci aveva raccomandato di non perderla!

Si può raggiungere in diversi modi: a piedi, con una bella passeggiata nel verde, in funicolare oppure con l’autobus, incluso nella tessera dei trasporti.

Noi abbiamo scelto proprio quest’ultima opzione, pratica, comoda ed economica.

La vista dalla N Seoul Tower e i lucchetti degli innamorati

Abbiamo trascorso qui tutta la mattinata, godendoci la vista sulla città e approfittando della giornata calda per fermarci a mangiare all’aperto. Tutto intorno troviamo lucchetti attaccati alla staccionata che riportano date, nomi e dediche. Sono presenti anche strutture metalliche ad hoc dove agganciare il proprio lucchetto.

Sono disponibili allo shop se desiderate comprarne uno.

Namsangol Hanok Village

Nel pomeriggio ci siamo spostati al vicino Namsangol Hanok Village, conosciuto anche come Namsangol Traditional Garden, un piccolo angolo tranquillo con case tradizionali e un grazioso laghetto, perfetto per una passeggiata nella natura.

Namsangol Hanok Village: portale e gradini di una casa tradizionale coreana

Rientrando ci siamo fermati in una delle tante bakery della città per prendere qualcosa per la colazione del giorno successivo, l’apart hotel è una soluzione semplice ma comodissima quando si viaggia e si vogliono ottimizzare i tempi al mattino. Quest’oggi scones!

Giorno 6 a Seoul: Temple Stay e Jogyesa Temple

L’ultimo giorno a Seoul lo abbiamo iniziato con un’esperienza davvero speciale attraverso il programma Temple Stay.

Abbiamo partecipato ad un’attività al tempio buddhista Jogyesa, che includeva la costruzione delle lanterne a forma di fiore di loto con i petali di carta e una visita guidata.

Lanterne a forma di fiore di loto costruite durante il Temple Stay

È stata una delle esperienze che ci è piaciuta di più.

Eravamo soli e avere la guida, una signora coreana che lavora al tempio come volontaria, ci ha permesso di entrare in contatto con la cultura buddhista in modo autentico.

Avevamo anche valutato di fermarci a dormire nel tempio, ma organizzativamente non siamo riusciti a incastrarlo, soprattutto perché inizialmente avevamo previsto meno giorni in città.

Se però avete tempo, è sicuramente un’esperienza che vale la pena considerare; in alternativa, anche solo partecipare a un’attività è già molto significativo.

Una spa coreana con Alice

Nel pomeriggio, io e Alice ci siamo concesse una pausa tutta per noi nella zona di Myeongdong, provando una tipica spa coreana per capelli. Abbiamo scelto il famoso trattamento alla cute in 18 passaggi, quello che si vede spesso anche sui social, ed è stata un’esperienza davvero rigenerante. Abbiamo poi concluso la giornata con un po’ di shopping tra le vie del quartiere, negozi di skincare e cosmetica coreana: il modo perfetto per salutare Seoul temporaneamente prima di ritornare al termine del viaggio.

Seoul, parte II: Lotte Tower, ciliegi in fiore e Lotte World

Rientrati a Seoul, ci restava ancora da visitare la Lotte Tower con i due parchi che la circondano.

Abbiamo deciso di dedicarci con calma a quest’area, proprio perché costeggiata da splendidi ciliegi in fiore.

Abbiamo avuto la fortuna di vedere alcuni alberi già sbocciati, considerando che il picco della fioritura per quest’anno era previsto intorno al 5-6 aprile.

Buona parte della giornata è trascorsa tra il parco e il centro commerciale Lotte World, dove abbiamo scoperto un ristorantino cinese segnalato dalla guida Michelin davvero niente male. Gustoso e cheap!

Inoltre, abbiamo approfittato del tempo per raccogliere informazioni sul parco divertimenti, che alla fine abbiamo deciso di visitare l’ultimo giorno, rinunciando ad un’escursione fuori città per fare qualcosa di più divertente per i ragazzi.Volevamo regalare ai ragazzi una giornata diversa e più leggera prima del rientro.

La Lotte Tower di Seoul circondata dai ciliegi in fiore

Lotte World: una giornata diversa con i ragazzi

L’ultimo giorno in città, prima del nostro volo, siamo tornati nella zona della Lotte World. Abbiamo acquistato un biglietto online tramite Klook, approfittando di un’offerta davvero interessante che includeva l’accesso all’osservatorio della Lotte Tower.

L’altra opzione era l’acquario, ma non ci interessava.

Quanti giorni servono per visitare Seoul?

Dopo la nostra esperienza, penso che avere almeno 5-6 giorni a disposizione per visitare Seoul sia una buona soluzione, soprattutto se è la prima volta.

Nel nostro caso, avere qualche giorno in più è stato un vero vantaggio. Ci ha permesso di non correre, di alternare le visite più impegnative a momenti di relax e di inserire anche esperienze che inizialmente non avevamo previsto. Abbiamo trascorso tempo passeggiando nella natura, sorseggiando un caffè caldo, gustandoci il cambio di stagione.

Con meno giorni è comunque possibile organizzare un bellissimo itinerario, consiglio  di  concentrarsi sulle zone principali e scegliere cosa vedere.

Se avete poco tempo, io darei la priorità ai palazzi reali, Bukchon Hanok Village, Gwangjang Market, Myeongdong e almeno un tempio buddhista, lasciando eventualmente per un secondo viaggio alcune delle esperienze più lontane dal centro.

Seoul con ragazzi: la nostra esperienza

Viaggiare a Seoul con i ragazzi è stata un’esperienza che ci è piaciuta molto.

La città offre infatti una quantità incredibile di attività diverse: non ci sono soltanto palazzi, templi e musei.

Abbiamo alternato cultura e storia a street food, mercati, shopping, skincare, tecnologia, Gangnam, librerie spettacolari, barbecue, piscina, spa e parchi divertimento.

Anche per questo credo che Seoul sia una destinazione particolarmente interessante per una famiglia con ragazzi adolescenti.

Nel nostro caso, per esempio, dopo una giornata trascorsa tra palazzi e templi, avendo scelto un aparthotel in una zona centrale potevamo concederci qualche ora in piscina oppure una serata fuori.

La giornata a Lotte World è stata pensata per loro: dopo tanti giorni di visite, volevamo regalargli qualcosa di più leggero e divertente, poi non nascondiamo che  i parchi divertimento sono belli ad ogni età! Ah, una parte è al chiuso, quindi usufruibile sempre senza problemi.

Cosa mangiare a Seoul

Il cibo è stato naturalmente una parte importante del nostro viaggio.

Abbiamo provato il samgyetang, lo street food di Gwangjang Market, i pancake coreani, il Korean BBQ e tanti altri piatti.

Il barbecue è sicuramente una delle esperienze che consiglio di provare almeno una volta: mangiare la carne direttamente sulla griglia al centro del tavolo, con tutti i contorni, fa parte dell’esperienza.

E poi il nostro piccolo ramen bar vicino all’hotel, che è diventato quasi una tappa fissa.

Come spesso ci succede in Asia, anche a Seoul abbiamo scoperto che il modo di mangiare è parte integrante del viaggio: dai tavoli dove si ordina attraverso uno schermo fino ai ristoranti dove bisogna cucinare autonomamente la carne.

Non tutto ci è piaciuto allo stesso modo — il samgyetang, per esempio, non è diventato il mio piatto preferito — ma anche questo fa parte del bello di provare la cucina locale.

Il Samgyetang è la famosa zuppa di pollo.

Il sapore era buono, ma devo essere sincera: non amo particolarmente i piatti con la carne non disossata.

In Asia spesso non ci sono coltelli — ci è successo anche in Cina — quindi si mangia con bacchette e cucchiaio… e la cosa diventa decisamente più “tecnica”! 😅

Vicino all’hotel con il ramen bar un tuffo nei ricordi del nostro viaggio in Giappone: una ciotola fumante di ramen, semplice ma perfetta.

Ciotola di ramen in un ramen bar coreano

Più volte avevo anche provato a cucinarli a casa… qui la mia versione 😂

Come muoversi a Seoul

Per muoversi a Seoul abbiamo utilizzato soprattutto i mezzi pubblici, alternando metropolitana e autobus.

Abbiamo acquistato la T-money già la prima sera e l’abbiamo utilizzata per gli spostamenti.

La città è enorme e le distanze possono essere importanti, quindi il mio consiglio è di organizzare le giornate cercando di raggruppare le attrazioni per zona.

Noi, per esempio, abbiamo dedicato una giornata a Gangnam, un’altra alla zona dei palazzi reali e Bukchon e un’altra alla N Seoul Tower.

Per raggiungere la N Seoul Tower abbiamo scelto l’autobus, incluso nella tessera dei trasporti: una soluzione pratica, comoda ed economica.

E poi bisogna mettere in conto di camminare parecchio.

Per questo, soprattutto quando si viaggia con ragazzi, trovo utile alternare una giornata più intensa a momenti di pausa.

Domande frequenti su cosa vedere a Seoul

Quanti giorni servono per visitare Seoul?

Dopo la nostra esperienza, penso che avere almeno 5-6 giorni a disposizione per visitare Seoul sia una buona soluzione, soprattutto se è la prima volta. Se avete poco tempo, io darei la priorità ai palazzi reali, Bukchon Hanok Village, Gwangjang Market, Myeongdong e almeno un tempio buddhista.

Cosa vedere a Seoul in 5-6 giorni?

Abbiamo visitato Gyeongbokgung Palace, Bukchon Hanok Village, Changdeokgung Palace e il suo Secret Garden, Gwangjang Market, Myeongdong, Gangnam, Bongeunsa Temple e la N Seoul Tower, alternando cultura, storia, street food, shopping e momenti più rilassanti.

Come muoversi a Seoul?

Per muoversi a Seoul abbiamo utilizzato soprattutto i mezzi pubblici, alternando metropolitana e autobus. Abbiamo acquistato la T-money già la prima sera e l’abbiamo utilizzata per gli spostamenti.

Serve prenotare il Secret Garden di Changdeokgung?

Il Secret Garden di Changdeokgung si visita solo su prenotazione, lo potete prenotare dal link ufficiale circa una settimana prima, con visita guidata.

Quanto costa affittare l’hanbok a Seoul?

Il costo si aggira intorno ai 28.000 won e include abito, accessori e pettinatura. Se indossate l’hanbok, l’ingresso al palazzo è gratuito.

Seoul è adatta a un viaggio con ragazzi?

La città offre una quantità incredibile di attività diverse: non ci sono soltanto palazzi, templi e musei. Abbiamo alternato cultura e storia a street food, mercati, shopping, skincare, tecnologia, Gangnam, librerie spettacolari, barbecue, piscina, spa e parchi divertimento.

Cosa vedere a Seoul: il nostro consiglio finale

Che dire, Seoul ci ha permesso di essere vissuta con estrema calma, soprattutto grazie ai giorni in più che si sono aggiunti prima e dopo il nostro itinerario.

La città ci è piaciuta moltissimo e, rispetto a Busan, la mettiamo al primo posto.

È un mix perfetto tra modernità e tradizione.Abbiamo amato profondamente la cultura, il rispetto, l’ordine e la pulizia della città.

Potrebbe essere un posto molto bello dove fermarsi a vivere per un po’!

L’elenco di cosa vedere a Seoul, nonostante i diversi giorni a disposizione, non è comunque esaustivo.C’era ancora molto altro da poter fare e vedere.

Ed è forse proprio questo il bello di Seoul: una città che riesce a sorprenderti continuamente, anche quando pensi di aver già visto molto.

Julia, in arte zucchero&farina. Nata e cresciuta a Milano, oggi vivo a Dubai per lavoro: da lì viaggio ed esploro il mondo senza pregiudizi, con itinerari rigorosamente fai da te. Ogni Paese ha qualcosa da scoprire e qualcosa per cui stupirmi, ogni volta.

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