Il Cairo in un weekend, da venerdì a domenica: siamo stati in Egitto a metà maggio 2026, in un weekend organizzato all’ultimo che abbiamo deciso di fare perché si combinava con un impegno di lavoro.
In tre giorni abbiamo visto il Grande Museo Egizio, la piana di Giza con la Sfinge, Saqqara e Memphis, il Cairo copto e la Cittadella di Saladino, con un giro in feluca sul Nilo. Qui trovi il nostro itinerario giorno per giorno, con il visto all’arrivo, dove abbiamo dormito e dove abbiamo mangiato.
Il weekend al Cairo in sintesi
- Quando ci siamo andati: un weekend da venerdì a domenica, a metà maggio 2026
- Come ci siamo organizzati: guida privata e autista per tutti e tre i giorni, boutique hotel a Giza (Gaia Pyramids Hotel) con terrazza vista piramidi e trasferimento dall’aeroporto incluso
- Visto: 30 $ allo sportello della banca in aeroporto, che si trova prima del controllo passaporti. Dal 1° agosto 2026 al Cairo è in prova anche il visto digitale all’arrivo, 36 $ pagati online o ai chioschi dell’aeroporto; gli sportelli bancari restano come alternativa
- Grande Museo Egizio (GEM): biglietti nominativi e non rimborsabili sul portale ufficiale; gallerie aperte 9-18, il mercoledì e il sabato fino alle 21, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Dal 1° novembre 2026 il biglietto per gli stranieri aumenta di 5 $
- Piana di Giza: 700 sterline egiziane (EGP) per gli adulti stranieri; l’ingresso dentro la Grande Piramide si paga a parte, 1.500 EGP; dentro il complesso ci si sposta con i pulmini elettrici
- Saqqara: circa 600 EGP; qui la piramide si visita senza sensazione di claustrofobia
- Cairo copto: metro linea 1, fermata Mar Girgis; chiese e sinagoga Ben Ezra a ingresso libero, Museo Copto a pagamento; spalle e ginocchia coperte
- Pagamenti: nei principali siti archeologici i biglietti si pagano con carta, non in contanti
- Informazioni pratiche: prezzi e orari verificati a settembre 2026
Indice dei contenuti
- Arrivo al Cairo e visto all’arrivo
- Organizzare il Cairo in un weekend: guida, autista e hotel a Giza
- Primo giorno: il Grande Museo Egizio
- Secondo giorno: piramidi di Giza, Saqqara e Memphis
- Terzo giorno: feluca sul Nilo, Cairo copto e Cittadella
- Quando andare al Cairo: il clima a metà maggio
- Domande frequenti per un weekend al Cairo
Arrivo al Cairo e visto all’arrivo
Siamo arrivati all’aeroporto del Cairo verso l’ora di pranzo. A maggio 2026 non era ancora attiva la procedura per ottenere il visto online, quindi ci siamo dovuti recare allo sportello della banca e acquistare il visto: costo 30 $.
Fate attenzione: una volta sbarcati dall’aereo è indicato direttamente il controllo passaporti, ma non la banca, che si trova prima. Rischiate altrimenti di rifare due volte la fila.
Organizzare il Cairo in un weekend: guida, autista e hotel a Giza
Guida privata e autista
Noi abbiamo preso una guida privata e un driver per questi tre giorni, per ottimizzare i tempi e gli spostamenti.
Dove abbiamo dormito: un boutique hotel a Giza
Abbiamo scelto di soggiornare in un boutique hotel a Giza, il Gaia Pyramids Hotel. L’albergo era carino e pulito, e soprattutto lo staff era veramente molto gentile, ma il punto forte erano il terrazzo fronte piramidi e una colazione veramente superba.
Era incluso il trasferimento del primo giorno: una volta usciti dall’aeroporto abbiamo incontrato il nostro referente dell’hotel, che ci ha accompagnato.
Primo giorno: il Grande Museo Egizio
Abbiamo fatto velocemente il check-in: eravamo andati un po’ più lunghi del previsto nell’uscita dall’aeroporto e la nostra guida ci attendeva direttamente in hotel per andare a visitare il GEM, il Grande Museo Egizio. I biglietti per il museo li avevo comprati direttamente io online.

Erano tantissimi anni che aspettavo di visitarlo: ricordo ancora che quando ero stata al Cairo la prima volta, nel 2005, già si parlava di questo museo. È stato molto bello e siamo rimasti davvero affascinati.


Il Grande Museo Egizio è stato inaugurato ufficialmente il 1° novembre 2025, a circa 2 km dalle piramidi. Custodisce oltre 100.000 reperti ed espone per la prima volta tutta insieme la collezione di Tutankhamon, 5.398 pezzi. Nell’atrio accoglie i visitatori la statua colossale di Ramses II, alta 11 metri, e da lì parte la Grande Scalinata, sei piani di statue che accompagnano verso le gallerie. C’è anche un padiglione dedicato alle due barche solari di Cheope, tra le navi di legno più antiche mai ritrovate: hanno circa 4.600 anni.


Cena al Rooftop 7000 con vista piramidi
Rientrati in hotel giusto il tempo di una doccia, avevo prenotato la cena al Rooftop 7000, un ristorante con terrazza vista piramidi: sia il cibo che la vista erano davvero spettacolari.
Secondo giorno: piramidi di Giza, Saqqara e Memphis
La piana di Giza e la Sfinge
Sabato mattina ci siamo dedicati subito alla piana di Giza e alla visita della Sfinge. Rispetto ai miei ricordi è cambiato tantissimo, tutto nuovo e ben organizzato: all’interno del complesso, che è molto grande, c’erano dei pulmini elettrici gratuiti.
La Grande Piramide di Cheope, costruita intorno al 2560 a.C., è l’unica delle sette meraviglie del mondo antico ancora in piedi. Accanto ci sono le piramidi di Chefren e Micerino e, più in basso, la Sfinge. Dal 1979 le piramidi, da Giza fino a Dahshur, fanno parte del sito UNESCO di Menfi e della sua necropoli.

Entrare nella piramide
Si può entrare all’interno della piramide. Io non l’ho fatto perché l’avevo già visitata, ma sono entrati i ragazzi. È importante tenere a mente che l’ingresso e il percorso sono un pochettino claustrofobici e si avverte molto il caldo. Il biglietto per la piramide è a parte, aggiuntivo rispetto al biglietto per la visita delle piramidi.

Pranzo in un ristorantino familiare verso Saqqara
Terminata la visita del sito archeologico ci siamo spostati verso Saqqara. Abbiamo pranzato in un ristorantino familiare che da soli non avremmo mai scovato, ma che è stato molto bello, sia per la location nel giardino sia per il cibo casalingo, che era buono.

Saqqara: la piramide e le tombe decorate
Il complesso di Saqqara non era particolarmente affollato. Siamo entrati nella piramide, che in questo caso non è per niente claustrofobica.


Abbiamo visitato tutto il sito, che è molto grande: all’interno ci siamo spostati con il pulmino guidato dal nostro autista, e con la guida abbiamo visto anche delle tombe fantastiche, tutte decorate. Esperienza top.

Il simbolo di Saqqara è la piramide a gradoni di Djoser, progettata dall’architetto Imhotep intorno al 2650 a.C. e considerata la più antica grande costruzione in pietra d’Egitto: è alta 62,5 metri ed è stata riaperta al pubblico nel marzo 2020, dopo 14 anni di restauri. Sotto la piramide si snodano quasi 6 km di gallerie, alcune rivestite di piastrelle di maiolica blu.



La sosta a Memphis
Rientrando ci siamo fermati a Memphis: una sosta che farei, perché comunque è interessante.
Memphis, Menfi in italiano, è stata la capitale dell’Egitto nell’Antico Regno: secondo la tradizione fu fondata intorno al 3100 a.C. dal re Menes, che unificò l’Alto e il Basso Egitto. Oggi è un museo all’aperto nel villaggio di Mit Rahina, una ventina di km a sud del Cairo. Il pezzo forte è il colosso di Ramses II in pietra calcarea, sdraiato, e c’è anche una sfinge di alabastro: entrambi segnavano l’ingresso del tempio del dio Ptah.

Cena italiana da Pier88 sul Nilo
Rientrati in hotel ci siamo goduti un po’ la terrazza vista piramidi, e la sera siamo andati a cena da Pier88, ristorante italiano sul Nilo a Zamalek. C’è questa bellissima passeggiata sul fiume dove si paga un biglietto d’ingresso: secondo me vale la pena, perché è molto carina.
Da quando stiamo a Dubai capita che anche all’estero andiamo a mangiare nei ristoranti italiani.
Terzo giorno: feluca sul Nilo, Cairo copto e Cittadella
Il giro in feluca sul Nilo
Domenica, ultimo giorno, abbiamo chiesto di fare un’aggiunta rispetto al programma: il giro in feluca sul Nilo. Purtroppo non c’era vento, quindi abbiamo preso una doppia barca, sia a motore che a vela. Esperienza carina: un’ora è più che sufficiente.


Il Cairo copto
Poi abbiamo visitato il Cairo copto, scoprendo delle curiosità sui luoghi religiosi cristiani.
Il Cairo copto si trova nel Vecchio Cairo, circa 7 km a sud del centro, ed è il cuore cristiano della città. I copti sono i cristiani d’Egitto: secondo la tradizione il cristianesimo arrivò nel paese con san Marco, ad Alessandria. In poche centinaia di metri ci sono alcune delle chiese più antiche d’Egitto, una sinagoga e il Museo Copto.
La fortezza romana di Babilonia
Tutto il quartiere è nato dentro le mura della fortezza di Babilonia, costruita sotto l’imperatore Diocleziano intorno al 300 d.C. alla foce di un antico canale che collegava il Nilo al mar Rosso. Durante la conquista araba resistette circa sette mesi e cadde nel dicembre del 640, davanti al generale Amr ibn al-As. Oggi si vedono ancora due grandi torri rotonde, e dentro il vecchio recinto sorgono il Museo Copto e diverse chiese.

La Chiesa Sospesa (al-Muallaqa)
La chiesa più famosa, dedicata alla Vergine Maria, si chiama «sospesa» perché è costruita sopra i bastioni meridionali della fortezza, con la navata che poggia sopra un passaggio. Per entrare si salgono 29 gradini, tanto che i primi viaggiatori la chiamavano «la chiesa della scala». Le prime notizie scritte risalgono al IX secolo e dal 1047 fu la sede del papa copto. All’interno ci sono 110 icone, la più antica dell’VIII secolo, e un pulpito di marmo bianco sostenuto da 15 colonnine; il soffitto di legno ricorda la forma dell’arca di Noè.

Abu Serga e la cripta della Sacra Famiglia
La chiesa dei Santi Sergio e Bacco, chiamata Abu Serga, è una delle più antiche d’Egitto e risale al IV-V secolo. Secondo la tradizione, nella cripta sotto la chiesa trovò rifugio la Sacra Famiglia, Giuseppe, Maria e Gesù bambino, durante la fuga in Egitto per sfuggire a Erode. La chiesa fu danneggiata dall’incendio di Fustat nell’VIII secolo e poi restaurata; qui venivano consacrati vescovi e patriarchi copti.
La sinagoga Ben Ezra
A pochi passi dalle chiese c’è la sinagoga Ben Ezra, ricostruita all’inizio degli anni Novanta dell’Ottocento. È famosa per la sua geniza, il deposito dove si conservavano i testi religiosi usurati che non potevano essere distrutti: ne sono usciti circa 400.000 documenti in ebraico, aramaico e giudeo-arabo, oggi in gran parte all’Università di Cambridge. La tradizione vuole che proprio qui sia stato ritrovato Mosè bambino tra i giunchi del Nilo. Non c’è più una comunità che la frequenta e si visita come luogo storico; l’ultimo restauro si è concluso nel 2023.
La chiesa di San Giorgio e il Museo Copto
La chiesa greco-ortodossa di San Giorgio sorge su una delle torri della fortezza. Accanto c’è il Museo Copto, fondato da Marcus Simaika e inaugurato nel 1910: ha la più grande collezione di arte copta al mondo, circa 15.000 oggetti tra sculture in pietra, legni intagliati, tessuti e manoscritti, e custodisce i codici di Nag Hammadi, tra i più importanti testi del cristianesimo antico.
Consigli per visitare il Cairo copto
Si arriva comodamente con la linea 1 della metropolitana, fermata Mar Girgis, proprio davanti al quartiere. Chiese e sinagoga sono a ingresso libero, ma durante le funzioni la visita è sospesa; il Museo Copto ha un biglietto a parte. Negli edifici religiosi servono spalle e ginocchia coperte.

Cittadella di Saladino, moschea e bazar
Abbiamo proseguito con la Cittadella di Saladino, la moschea e il bazar, e abbiamo pranzato in un ristorante yemenita molto carino.
Saladino iniziò a costruire la Cittadella nel 1176 per difendere il Cairo dai crociati, e per quasi 700 anni è stata la sede del governo egiziano. La moschea più famosa è quella di Muhammad Ali, costruita nella prima metà dell’Ottocento in stile ottomano, sul modello delle moschee di Istanbul, e chiamata anche moschea di alabastro per il rivestimento delle pareti. L’orologio del cortile fu un regalo del re di Francia Luigi Filippo in cambio dell’obelisco di Luxor, quello che oggi sta in place de la Concorde a Parigi. Dal 1979 il Cairo storico è patrimonio UNESCO.





A metà pomeriggio abbiamo lasciato la città per raggiungere l’aeroporto. I ragazzi e io siamo ripartiti per Dubai, mentre Vincenzo è rimasto lì per lavoro.
Quando andare al Cairo: il clima a metà maggio
Il clima a metà maggio per noi è stato molto piacevole. Non era un caldo esagerato, ma da quando viviamo in Medio Oriente la nostra percezione delle temperature è leggermente cambiata: sentiamo meno il caldo e soffriamo molto di più il freddo.
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Domande frequenti per un weekend al Cairo
Sì. A maggio 2026 lo abbiamo acquistato all’arrivo allo sportello della banca in aeroporto, al costo di 30 $. La banca si trova prima del controllo passaporti ma non è segnalata: conviene cercarla subito per non fare due volte la fila. Dal 1° agosto 2026 al Cairo è in prova anche il visto digitale all’arrivo, 36 $ pagati online o ai chioschi dell’aeroporto.
Noi ci siamo stati un weekend, da venerdì a domenica: il primo pomeriggio il Grande Museo Egizio, il sabato la piana di Giza, Saqqara e Memphis, la domenica la feluca sul Nilo, il Cairo copto e la Cittadella di Saladino. Con una guida privata e un autista i tempi e gli spostamenti si ottimizzano.
Il Cairo copto, nel Vecchio Cairo, è nato dentro la fortezza romana di Babilonia. Le tappe principali sono la Chiesa Sospesa dedicata alla Vergine Maria, Abu Serga con la cripta dove secondo la tradizione si rifugiò la Sacra Famiglia, la sinagoga Ben Ezra, la chiesa greco-ortodossa di San Giorgio e il Museo Copto. Si arriva con la metro linea 1, fermata Mar Girgis.
Sì, con un biglietto a parte, aggiuntivo rispetto a quello della piana di Giza: 1.500 EGP per la Grande Piramide, contro i 700 EGP dell’ingresso alla piana. Il percorso è un pochettino claustrofobico e si avverte molto il caldo. A Saqqara, invece, la piramide non è per niente claustrofobica.
Il complesso è molto grande e oggi è tutto nuovo e ben organizzato: all’interno ci sono dei pulmini elettrici gratuiti per spostarsi tra le piramidi e la Sfinge.
Noi abbiamo scelto un boutique hotel a Giza: carino, pulito e con uno staff molto gentile,
il punto forte erano il terrazzo fronte piramidi e la colazione. Il trasferimento dall’aeroporto il primo giorno era incluso.
A metà maggio per noi il clima è stato molto piacevole e non abbiamo trovato un caldo esagerato. Tieni conto però che vivendo in Medio Oriente sentiamo meno il caldo. Nelle piramidi, soprattutto dentro la Grande Piramide, il caldo si avverte molto.
Julia, in arte zucchero&farina. Nata e cresciuta a Milano, oggi vivo a Dubai per lavoro: da lì viaggio ed esploro il mondo senza pregiudizi, con itinerari rigorosamente fai da te. Ogni Paese ha qualcosa da scoprire e qualcosa per cui stupirmi, ogni volta.
La mia storia →Instagram @zuccherofarina →Dubai @julia_expat_dubai →
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