Tra le esperienze che secondo me vale la pena inserire in un viaggio a Tbilisi ce n’è una che, prima di partire, avevamo già segnato tra le cose da provare: un bagno nelle famose acque sulfuree della città.
Non è semplicemente una pausa relax. I bagni termali fanno parte della storia stessa di Tbilisi e sono così importanti per la città che il loro nome è legato proprio alle sue acque calde: tbili, in georgiano, significa infatti “caldo”. E dopo averli provati, posso dire che è stata una di quelle esperienze che ricorderemo del nostro viaggio in Georgia.

Bagni sulfurei a Tbilisi in sintesi
- Dove: Abanotubani, Tbilisi
- Esperienza: bagno termale in acqua sulfurea + eventuale kisa
- Durata consigliata: circa 1-1,5 ore
- Possibilità: bagni pubblici oppure stanze private
- Quanto abbiamo speso: circa 20 € a persona in cinque, per un’ora e trenta minuti di stanza privata ai Chreli Abano
- Kisa: trattamento esfoliante tradizionale, generalmente pagato separatamente e in contanti (per noi 30 GEL, più circa 10 GEL per il guanto)
- Da portare: costume, ciabatte e asciugamano se non volete noleggiarli sul posto
- Prenotazione: consigliata per le stanze private, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza
Indice dei contenuti
Le acque sulfuree che hanno dato il nome a Tbilisi
Le celebri acque termali di Tbilisi sono alimentate da sorgenti calde naturali sotterranee, legate all’attività geotermica, che affiorano nella zona della città vecchia. Il quartiere più famoso per i bagni è Abanotubani, letteralmente “quartiere dei bagni”, proprio ai piedi della fortezza di Narikala. È molto grazioso e passeggiando si vedono tutte queste cupolette che sono in realtà le cupole delle stanze termali; lì si trova anche il grazioso ponticello con tutti i lucchetti.


La zona è inoltre strettamente legata alla valle di Leghvtakhevi, dove scorre il torrente Tsavkisistskali, che attraversa la gola e forma anche la famosa cascata di Leghvtakhevi prima di confluire nel Mtkvari, il grande fiume di Tbilisi.
I bagni sono frequentati da secoli. Nel XIX secolo furono visitati anche da personaggi illustri come Alexandre Dumas padre e ancora oggi le caratteristiche cupole in mattoni dei bagni sono una delle immagini più riconoscibili della città vecchia.

Bagni pubblici o stanza privata?
Una volta arrivati ad Abanotubani ci si trova davanti a diverse possibilità. Ci sono i bagni pubblici, più economici e decisamente più tradizionali, dove si accede alle vasche comuni separate per uomini e donne. In questo caso bisogna essere preparati a un’esperienza molto più autentica: costume o nudità secondo le regole della struttura, niente atmosfera da spa di lusso e, naturalmente, meno privacy.
Se invece, come noi, state viaggiando in gruppo o in famiglia, secondo me vale assolutamente la pena valutare una stanza privata. Il prezzo, soprattutto dividendolo tra più persone, non è proibitivo e permette di vivere l’esperienza con molta più tranquillità. Noi eravamo in cinque e abbiamo scelto proprio questa soluzione.
La nostra esperienza nei bagni Chreli Abano
Abbiamo prenotato, in anticipo, una stanza privata per cinque persone ai Chreli Abano, uno dei bagni più conosciuti di Abanotubani. All’interno avevamo praticamente tutto quello che serviva per trascorrere lì un’ora e mezza senza fretta:
- una vasca di acqua calda sulfurea;
- una vasca fredda;
- una sauna finlandese;
- doccia;
- piccolo spazio per cambiarsi;
- accappatoio;
- prodotti per il bagno;
- una postazione in cui effettuare il tradizionale scrub.


La nostra prenotazione era di un’ora e trenta minuti e, per noi, è stato un tempo più che sufficiente. Anzi, proprio perché non avevamo la sensazione di dover correre, siamo riusciti a goderci l’esperienza con calma, alternando il bagno caldo, la doccia e la sauna. E ci siamo concessi anche una piccola pausa.
Una limonata dentro la stanza? Sì!
Una delle cose che mi è piaciuta è stata la possibilità di ordinare qualcosa da bere direttamente all’interno della stanza. Noi abbiamo scelto una bella limonata fresca, che dopo essere stati immersi nell’acqua calda è stata particolarmente piacevole.

È possibile ordinare anche qualcosa da mangiare, quindi, volendo, l’esperienza può diventare quasi una piccola pausa privata durante la visita della città. E devo dire che, soprattutto viaggiando in cinque, avere uno spazio tutto nostro ha reso il momento molto più piacevole.
Il kisa: lo scrub tradizionale georgiano
Ma arriviamo alla parte più particolare: il kisa, il tradizionale scrub che viene praticato nei bagni. Noi abbiamo deciso di provarlo. Abbiamo acquistato il guanto per circa 10 GEL e prenotato il trattamento, che nel nostro caso è costato 30 GEL, da pagare in contanti direttamente alla persona che effettua lo scrub.

E qui devo fare una premessa: se avete già provato qualcosa di simile in Marocco, non aspettatevi la stessa esperienza. Io avevo già fatto lo scrub marocchino e quello georgiano l’ho trovato decisamente più… energico! Diciamo che la signorina che è entrata nella nostra stanza non è venuta per farci una carezza.
Lo scrub è piuttosto deciso e, in alcuni momenti, anche un po’ rude. Ma fa parte dell’esperienza e, personalmente, sono contenta di averlo provato. La cosa più curiosa è vedere quanta pelle morta viene effettivamente rimossa. Dopo il trattamento la pelle è molto liscia e si ha quella sensazione di “pelle nuova” che, più che un trattamento di bellezza vero e proprio, è il risultato della combinazione tra acqua calda, ammollo e azione meccanica del guanto.
Il kisa è un rituale tradizionale molto diffuso nei bagni georgiani e viene normalmente effettuato sulla pelle bagnata e ammorbidita dall’acqua termale.
Una cosa da sapere: il trattamento è intenso. Se avete la pelle particolarmente sensibile, irritata o con problematiche dermatologiche, meglio comunicarlo prima all’operatrice e valutare se sia adatto a voi.
Quali sono le proprietà delle acque sulfuree?
E qui arriviamo alla domanda che ci eravamo posti anche noi prima di partire: ma queste acque fanno davvero bene? Le acque sulfuree sono acque termali caratterizzate dalla presenza di composti dello zolfo. La balneoterapia con acque termali viene utilizzata da molto tempo come pratica complementare soprattutto in ambito dermatologico e reumatologico.
Per una persona senza particolari problematiche dermatologiche, come nel nostro caso, io la vedrei soprattutto come una piacevole esperienza di benessere, che unisce il calore dell’acqua, il relax e l’azione esfoliante del kisa. E poi, diciamocelo: uscire da una vasca termale dopo un bello scrub con la pelle morbidissima è una sensazione decisamente piacevole!
Quanto costa?
Nel nostro caso il costo è stato particolarmente conveniente perché eravamo in cinque e abbiamo diviso il prezzo della stanza. Per un’ora e trenta minuti di utilizzo della stanza privata, con accappatoio per ciascuno di noi e prodotti per il bagno, abbiamo speso circa 20 € a persona. A questo abbiamo aggiunto eventualmente il costo dello scrub e del guanto.
I prezzi delle stanze private variano molto in base alla struttura, alla dimensione della stanza e ai servizi inclusi. Nel 2026 le stanze private dei bagni di Tbilisi possono partire da cifre piuttosto contenute e arrivare a diverse centinaia di GEL per le stanze più grandi e lussuose; il kisa viene generalmente pagato a parte e spesso in contanti.
Se non avete con voi tutto il necessario, in genere è possibile noleggiare asciugamani e ciabatte direttamente sul posto.
Quanto tempo dedicare ai bagni sulfurei?
Per la nostra esperienza, un’ora e mezza è stata perfetta. Abbiamo avuto il tempo di:
- fare il bagno nell’acqua calda;
- alternare con l’acqua fredda;
- utilizzare la sauna;
- fare lo scrub;
- rilassarci;
- bere una limonata;
- prepararci senza dover uscire di corsa.
Se invece volete vivere l’esperienza in modo ancora più rilassato, alcune strutture permettono di prenotare sessioni più lunghe. Io, dovendo organizzare nuovamente il viaggio, sceglierei ancora una stanza privata per 4-5 persone per circa un’ora e mezza.
La rifarei?
Assolutamente sì. Anzi, se state visitando Tbilisi in coppia, con amici o in famiglia, secondo me è una di quelle esperienze che vale la pena inserire nell’itinerario. Non la sceglierei necessariamente come “trattamento di bellezza”, ma come esperienza tipica della città.
Perché qui non si tratta semplicemente di entrare in una spa e fare un bagno caldo. Siete nel quartiere storico dei bagni di Tbilisi, in un luogo dove le sorgenti termali fanno parte della storia della città da secoli.
E dopo aver camminato per le stradine della Old Town, salito fino a Narikala e visitato Tbilisi, entrare in una stanza calda, immergersi nell’acqua sulfurea e concedersi un’ora e mezza di relax è, secondo me, un modo perfetto per concludere una giornata.
Il mio consiglio? Prenotate una stanza privata se siete almeno in quattro o cinque: dividendo il costo, il piccolo lusso diventa assolutamente accessibile e, soprattutto, potete vivere l’esperienza tutti insieme.
E sì, preparatevi all’odore di zolfo. Non è terribile, ma quando uscite dai bagni vi ricorderete sicuramente di essere stati in una sorgente sulfurea!
→ Leggi anche: Tbilisi in 4 giorni: l’itinerario completo del nostro viaggio
Julia, in arte zucchero&farina. Nata e cresciuta a Milano, oggi vivo a Dubai per lavoro: da lì viaggio ed esploro il mondo senza pregiudizi, con itinerari rigorosamente fai da te. Ogni Paese ha qualcosa da scoprire e qualcosa per cui stupirmi, ogni volta.
La mia storia →Instagram @zuccherofarina →Dubai @julia_expat_dubai →
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