Il forte di Qal'at al-Bahrain in Bahrein con lo skyline di Manama sullo sfondo
BAHREIN MEDIO ORIENTE VIAGGI

Cosa visitare in Bahrein: 48 ore da Dubai

Un’ora e mezza di volo da Dubai e sei in un altro paese del Golfo, molto diverso da quello in cui vivo. Il Bahrein è piccolo, si gira in fretta ed è perfetto per una fuga di 48 ore: un’isola con quattromila anni di storia alle spalle, un forte patrimonio UNESCO, i souq e il passato legato alla pesca delle perle.

In questo articolo trovi cosa visitare in Bahrein con orari, biglietti e mezzi per arrivarci, più le informazioni pratiche per organizzare il weekend partendo dagli Emirati.

Vivo a Dubai e ogni tanto mi guardo intorno cercando una meta vicina da scoprire in pochi giorni. Il Bahrein era lì, a un’ora e mezza di volo, e non ci avevo mai pensato davvero: è uno di quei paesi di cui si parla poco, schiacciato tra vicini molto più chiacchierati.

Ci sono stata a inizio febbraio, un weekend con un’amica, e devo dire che mi ha stupita. È uno stato piccolissimo — un arcipelago di 33 isole naturali per circa 780 km² in tutto, meno di un quinto dell’emirato di Dubai — eppure in due notti abbiamo visto molto più di quanto immaginassi: quattromila anni di storia, i souq, la moschea, i forti e una parte moderna sorprendente. È andata decisamente sopra le aspettative.

Il Bahrein in sintesi

  • Volo da Dubai: circa 1 ora e 30 minuti, voli diretti con Gulf Air, Emirates e flydubai, una decina di collegamenti al giorno; da Sharjah vola Air Arabia, spesso più conveniente
  • Visto: obbligatorio per i cittadini italiani, meglio richiederlo online prima di partire (11 BHD)
  • Valuta: dinaro del Bahrein (BD), una delle valute più forti al mondo: 1 BD vale circa 2,30 euro
  • Quanto fermarsi: 48 ore, cioè due notti, sono la formula ideale arrivando nel tardo pomeriggio
  • Biglietti: musei e forti costano 1 BD, la moschea Al Fateh e il Riffa Fort sono gratuiti
  • Spostamenti: autobus (275 fils a corsa), Uber e taxi con tassametro; non è un paese da girare a piedi
  • Informazioni pratiche: orari e prezzi verificati a febbraio 2026

Come arrivare in Bahrein da Dubai

Il volo diretto Dubai–Manama dura circa un’ora e mezza. La tratta è servita da Gulf Air, che è la compagnia di bandiera bahreinita e ha il maggior numero di frequenze, oltre che da Emirates e flydubai: in tutto una decina di voli diretti al giorno, dal primo mattino fino a tarda sera.

Si atterra al Bahrain International Airport, che si trova sull’isola di Muharraq, a pochi minuti dal centro storico e a una ventina di minuti da Manama. È un aeroporto piccolo e comodo, e questo aiuta parecchio quando hai poche ore a disposizione.

Un’alternativa che da Dubai conviene tenere d’occhio è partire da Sharjah: dall’aeroporto di Sharjah vola Air Arabia, la compagnia low cost degli Emirati, con tariffe spesso molto più convenienti dei voli diretti da Dubai. È l’opzione che abbiamo scelto noi.

Siamo partite nel pomeriggio e siamo arrivate in Bahrein nel tardo pomeriggio, fermandoci due notti: una scelta comoda, perché permette di sfruttare per intero la giornata centrale e di ripartire con calma il terzo giorno.

Visto e documenti per il Bahrein

Per i cittadini italiani il visto d’ingresso è obbligatorio. Si può ottenere all’arrivo in aeroporto, ma la procedura che consiglio è quella online sul sito ufficiale del governo del Bahrein (evisa.gov.bh), da fare con qualche giorno di anticipo: il costo del visto turistico è di 11 BHD, circa 25 euro, e si paga con carta di credito.

Il visto turistico a entrata singola vale due settimane; esiste anche la versione a entrate multiple valida un mese. Il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità residua. Le tariffe possono cambiare, quindi controlla sempre l’importo direttamente sul sito ufficiale prima di pagare.

Primo giorno: arrivo e serata in hotel

Siamo atterrate nel tardo pomeriggio, così abbiamo deciso di non rincorrere niente e di goderci l’hotel: un massaggio rilassante alla spa e poi cena lì, in un ristorante italiano che proponeva anche piatti senza glutine.

Strada bagnata e cielo grigio in Bahrein a inizio febbraio
La prima giornata, a inizio febbraio: fresca e con qualche goccia di pioggia.

Secondo giorno: la città con la guida

Il secondo giorno è stato quello pieno. Dalla mattina fino al primo pomeriggio abbiamo esplorato la città e i dintorni con una guida, e questa è stata la scelta che ha fatto la differenza: era gentilissima e molto preparata, e ci ha raccontato una quantità di informazioni e curiosità sul paese che da sole non avremmo mai colto.

Le attrazioni principali sono distribuite tra Manama, l’isola di Muharraq e qualche tappa più defilata verso l’interno. Con una giornata piena e mezza si riesce a vedere l’essenziale, a patto di organizzare bene gli spostamenti e di tenere d’occhio i giorni di chiusura, che qui cambiano da un museo all’altro.

Museo Nazionale del Bahrein

Orari di apertura: tutti i giorni 9:00–20:00, martedì chiuso.

Biglietto d’ingresso: 1 BD, poco più di due euro.

Come arrivare: autobus B1, con fermata vicino al museo. Attenzione però: questa linea è operativa solo il venerdì e il sabato. Il biglietto singolo dell’autobus costa 275 fils.

In barca davanti allo skyline di Manama durante il giro dal Museo Nazionale del Bahrein
I grattacieli di Manama visti dal mare durante il giro in barca

Il giro in barca dal Museo Nazionale: lo skyline di Manama visto dall’acqua.

Da sapere: dal molo del museo si può acquistare il biglietto per un tour in barca di circa 30 minuti, con vista sullo skyline oppure con sosta al Bu Maher Fort. Prezzi e disponibilità vanno verificati al desk all’ingresso: al momento della mia visita era esposto un cartello mobile che indicava 3 BD.

Al Museo Nazionale abbiamo fatto anche il giro in barca ed è valso la pena: si vede il museo e il lungomare da un altro punto di vista, ed è una pausa piacevole nel mezzo della visita.

Al Fateh Grand Mosque

La grande moschea di Manama, che ospita anche il Centro Islamico, è una delle poche del Golfo aperte alle visite dei non musulmani, con tanto di guide che accompagnano e rispondono alle domande.

Orari di apertura: da sabato a giovedì 9:00–16:00, venerdì chiuso.

Ingresso: gratuito.

La facciata della Al Fateh Grand Mosque di Manama
La sala di preghiera della Al Fateh Grand Mosque con il grande lampadario e la cupola

La Al Fateh Grand Mosque fuori e dentro: la sala di preghiera con il grande lampadario.

Come arrivare: autobus 41 o 42, fermata Al Fateh Grand Mosque-1.

Da sapere: si accede solo con abbigliamento adeguato — velo e abito lungo vengono forniti gratuitamente all’ingresso. Bisogna togliere le scarpe, quindi conviene portare un paio di calzini.

Due visitatrici con l'abaya nella sala della moschea Al Fateh in Bahrein
All’uscita ci hanno regalato il Corano in inglese e scritto il nostro nome in arabo.

La moschea è molto bella, ma quello che ci ha colpite di più è stata l’accoglienza: siamo state ricevute con una gentilezza e un’ospitalità che non ci aspettavamo.

All’uscita ci hanno regalato una copia del Corano in inglese e ci hanno scritto il nostro nome in arabo: un pensiero piccolo, ma è il ricordo che ci siamo portate a casa.

Qal’at al-Bahrain, il forte patrimonio UNESCO

Il Bahrain Fort e il museo che lo accompagna sono patrimonio mondiale UNESCO: qui si trovano gli strati sovrapposti dell’antica civiltà di Dilmun, affacciati sul mare.

Orari di apertura: il museo 8:00–18:00, chiuso il lunedì; il forte tutti i giorni 8:00–18:00.

Biglietto d’ingresso: 1 BD a persona.

Passaggio ad arco tra le mura in pietra del forte di Qal'at al-Bahrain
Scalinata in pietra all'interno del forte di Qal'at al-Bahrain

Gli scorci del forte di Qal’at al-Bahrain: archi, scalinate e mura chiare.

Come arrivare: autobus 23, fermate Bahrain Fort-1 e Bahrain Fort-2.

Il forte è splendido e ci sono scorci davvero belli da fotografare: fra le mura chiare, gli archi e il mare sullo sfondo è uno dei posti più instagrammabili di tutto il weekend.

Il forte di Qal'at al-Bahrain in Bahrein con lo skyline di Manama sullo sfondo
Il forte con lo skyline di Manama sullo sfondo: quattromila anni di storia e la città moderna nella stessa inquadratura.

A fine giornata la guida ci ha accompagnate al Riffa Fort, che si trova a metà dell’isola: era sulla sua strada per il rientro e ci ha dato un passaggio. Con la luce del tardo pomeriggio è stata una bella chiusura di giornata. Rientrate in hotel con Uber, la sera abbiamo cenato in un ristorante thailandese.

Souq Bab Al Bahrain

Orari indicativi: aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 22:00 circa.

Come arrivare: fermata Bab Al Bahrain, dove transitano gli autobus 10, 12, 17, 18, 19, 22, 41, 42, 43 e 44. All’ingresso c’è anche una stazione dei taxi.

Da sapere: ogni negozio gestisce il proprio orario e in genere sono tutti aperti dal tardo pomeriggio, dalle 17:00 in poi. Gli orari possono variare durante la preghiera e nel periodo del Ramadan. A mio avviso il souq è da vedere la sera, quando la maggior parte delle botteghe è aperta.

Scaffali pieni di spezie e prodotti locali in un negozio del souq di Manama
Vetrina di un negozio di profumi e oud nel souq di Manama

Nel souq di Manama: le spezie e i negozi di profumi e oud.

Nel souq abbiamo mangiato da Danet Al Tawawish, un piccolo ristorante di cucina bahreinita con le pareti tappezzate di fotografie storiche in bianco e nero: riso allo zafferano, carne alla griglia e pane caldo, in un ambiente che sembra un piccolo museo del Bahrein di una volta. Prezzi bassi e porzioni abbondanti: è il posto giusto per assaggiare la cucina locale.

Il riso allo zafferano e le pareti con le foto storiche del ristorante Danet Al Tawawish nel souq di Manama
Da Danet Al Tawawish, nel souq di Manama: riso allo zafferano e pareti piene di foto storiche.

Riffa Fort

Orari di apertura: da lunedì a sabato 9:00–17:00.

Ingresso: gratuito.

Come arrivare: bisogna raggiungere la città di Riffa, collegata alla capitale Manama. Con l’autobus 18 si scende alla fermata Riffa Central Market e si prosegue per circa 600 metri a piedi; in alternativa con l’autobus X4 si scende a Riffa Avenue 6, ma restano 1,2 km da fare a piedi.

Il cortile interno del forte con le mura in pietra chiara, in Bahrein
Il cortile del forte, con la luce del tardo pomeriggio.

Ci siamo arrivate a fine giornata, con la guida, sulla strada del rientro: è la formula migliore per inserirlo senza perdere tempo, perché si trova a metà dell’isola. Con poche ore a disposizione la deviazione vale se, come noi, la si abbina al ritorno verso Manama.

Royal Camel Farm

È l’allevamento reale dei cammelli e si presenta apparentemente chiuso, ma all’arrivo dei tour organizzati il cancello viene aperto. All’interno c’è il personale che gestisce gli animali, che si osservano esclusivamente dentro i loro recinti.

Come arrivare: è raggiungibile in auto.

È molto pulito, gli animali sono ben accuditi e curati.

Primo piano di un cammello alla Royal Camel Farm in Bahrein
Cammelli sotto la tettoia della Royal Camel Farm in Bahrein

I cammelli della Royal Camel Farm: puliti, ben accuditi e curati.

Il mercato contadino di Hoorat A’ali

Si trova a Hoorat A’ali, vicino a Salmabad, ed è un mercato coperto permanente con prodotti agricoli locali: frutta, ortaggi e altri articoli. All’interno ci sono punti ristoro dove fermarsi a pranzo.

Giorni e orari: da lunedì a sabato, 8:00–15:00.

Come arrivare: raggiungibile in auto.

Banco di verdure fresche al mercato contadino di Hoorat A'ali in Bahrein
Ceste di pomodorini colorati al mercato contadino in Bahrein

Il mercato contadino: verdure e pomodorini appena raccolti.

Da sapere: non tutti i negozi accettano il pagamento elettronico, meglio portare contanti.

Cassetta di datteri al mercato contadino del Bahrein
I datteri che ci siamo portate a casa, insieme alle spezie consigliate dai banchi.

Noi ci abbiamo comprato datteri e alcune spezie che ci hanno consigliato loro, sia da usare nel tè sia per marinare la carne: è il souvenir più bello da riportare, e costa pochissimo.

Terzo giorno: il Bahrein moderno e il rientro

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato al volto contemporaneo del paese e ad Al Muharraq: siamo andate a vedere il Bahrain World Trade Center, l’edificio simbolo della città, abbiamo fatto un giro lungo la Corniche e siamo passate dalla Pearling Path. Poi siamo rientrate in hotel a prendere i bagagli e siamo ripartite per l’aeroporto.

Al Muharraq e la Pearling Path

Muharraq è il luogo che mescola storia e riqualificazione urbana nel modo più riuscito. Qui sorgeva l’antico centro della città, un tempo cuore pulsante dell’economia legata alla raccolta e alla lavorazione delle perle.

C’è un percorso pedonale chiamato Pearling Path, un vero e proprio itinerario storico che tocca edifici, case e piazzette legate alla tradizione perlifera e che fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Non ho trovato negozi o musei che raccontassero le perle e questo passato: io sono passata di domenica, che in Bahrein è giorno lavorativo, ed era quasi tutto chiuso — la maggior parte sembravano edifici privati, senza cartelli o indicazioni. Molto carina la moschea.

Si vede che gli edifici storici sono stati restaurati con cura, con facciate in calce e dettagli tradizionali, e le stradine strette e gli spazi pubblici creano un ambiente a misura d’uomo. Al momento della visita c’erano ancora lavori in corso, presumibilmente per completare il restauro della zona: la piazza e gli edifici che danno sull’aperto somigliano ai negozi di un souq. Ci siamo immaginate quanto sarà bella quella zona una volta finita.

Due visitatrici sedute davanti a un edificio bianco della Pearling Path ad Al Muharraq
Murale blu con figure tradizionali nei vicoli di Al Muharraq, in Bahrein

Ad Al Muharraq la Pearling Path alterna edifici restaurati, vicoli e murales.

Come arrivare: sull’avenue principale passano gli autobus 10, 12, A1 e U2, fermata Muharraq Central Market-2, poi circa 600 metri a piedi. In alternativa c’è il Muharraq Bus Terminal, da cui il centro storico e l’inizio della Pearling Path si raggiungono con una camminata di 10-15 minuti.

Il bello di Muharraq però sono i vicoletti intorno, dove si cammina senza fretta tra le case tradizionali. In uno di questi abbiamo trovato una graziosa caffetteria con proposte senza glutine, perfetta per una pausa.

Due bicchieri di tè freddo e un dolce in una caffetteria nei vicoli di Al Muharraq
La pausa in una caffetteria nei vicoli di Muharraq.

Bahrain World Trade Center

L’edificio simbolo di Manama sono le due torri gemelle del Bahrain World Trade Center, alte 240 metri per 50 piani, inaugurate nel 2008 lungo la King Faisal Highway, a due passi dalla Corniche.

La cosa che le rende uniche sono le tre grandi turbine eoliche sospese sui ponti che collegano le due torri: è stato il primo grattacielo al mondo a integrare turbine eoliche nel progetto, e vederle girare mentre passi sotto fa un certo effetto. Non si visita all’interno, ma è la fotografia che racconta meglio il Bahrein contemporaneo.

Le torri gemelle del Bahrain World Trade Center con le turbine eoliche, a Manama
Le tre turbine eoliche sospese tra le torri del Bahrain World Trade Center

Le due torri del Bahrain World Trade Center e le tre turbine eoliche sospese tra loro.

Il lungomare e lo skyline di Manama

Tra le cose gratuite da fare, è interessante fare una passeggiata per ammirare il lungomare dalla terraferma, con tutti i grattacieli sullo sfondo. Un buon punto dove fermarsi è The Avenue, Building No. 3977, Road 4660, a Manama: si entra nel mall e si esce sul lungomare.

Lungo il percorso ci sono diversi posti dove mangiare, comprese le catene internazionali, e la vista sullo skyline è molto bella — soprattutto verso il tramonto.

Ci siamo arrivate l’ultimo giorno, prima di rientrare: un giro lungo la Corniche e la vista sul Bahrain World Trade Center sono il modo migliore per chiudere il viaggio, perché fanno capire quanto il Bahrein moderno conviva con quello antico visto il giorno prima.

I grattacieli di Manama illuminati al tramonto visti dalla strada
Lo skyline di Manama al tramonto, l’ultima immagine prima di rientrare.

Se preferisci vederlo invece che leggerlo, ho raccolto queste 48 ore in un reel: templi, souq, deserto di grattacieli e mare, tutto in un minuto.

Come muoversi in Bahrein

Uber. Per chi preferisce spostarsi in autonomia è la soluzione migliore: si indicano con precisione il punto di pick up e quello di drop off, i prezzi sono economici e si conosce il costo della corsa prima di confermarla.

Taxi. Assicurati che accendano il tassametro e non fidarti del prezzo a forfait. Dall’aeroporto si paga una fee aggiuntiva fissa.

Autobus. La rete copre le principali attrazioni e il biglietto singolo costa 275 fils, meno di un euro. Va però messo in conto che alcune linee hanno frequenze limitate — la B1 per il Museo Nazionale, per esempio, è attiva solo il venerdì e il sabato — e che dalla fermata all’ingresso restano spesso diverse centinaia di metri a piedi.

A piedi. Non ho trovato la città particolarmente adatta agli spostamenti a piedi, a eccezione di zone circoscritte come il souq, Muharraq e il lungomare: per passare da un’attrazione all’altra serve un mezzo.

Consigli pratici prima di partire

Per chi si ferma poco tempo ci sono due strade. La prima è partecipare a una visita organizzata che comprenda il trasporto privato tra i principali luoghi di interesse, con biglietti e guida inclusi: con 24 ore a disposizione fa risparmiare parecchio tempo. La seconda è muoversi in autonomia con Uber, che qui è comodo ed economico.

Tieni presente che il venerdì è il giorno di preghiera e la moschea Al Fateh è chiusa, mentre la domenica è un normale giorno lavorativo: i giorni di chiusura cambiano da un museo all’altro, quindi conviene incastrare le visite prima di prenotare i voli. Porta con te dei contanti, perché non ovunque si paga con carta.

Le persone sono gentili e ospitali e il paese è molto pulito.

Il consiglio più importante che mi sento di dare è di prendere una guida, almeno per la giornata piena: in Bahrein la storia è ovunque ma non sempre è raccontata, e avere qualcuno che te la spiega cambia completamente l’esperienza.

Sul resto: due notti sono la formula giusta se arrivi nel tardo pomeriggio, perché ti lasciano una giornata intera davvero piena. A inizio febbraio la prima giornata è stata fresca e piovigginava: anche in inverno conviene mettere in valigia qualcosa di più coperto e una giacca leggera. Il resto del weekend è poi stato bello, e con quelle temperature girare è molto più comodo che nei mesi caldi.

→ Leggi anche: cosa vedere a Dubai e negli Emirati Arabi

Domande frequenti sul Bahrein

Quanto dura il volo da Dubai al Bahrein?

Circa un’ora e mezza. La tratta Dubai–Manama è servita da Gulf Air, Emirates e flydubai, con una decina di voli diretti al giorno: si può partire la mattina presto e rientrare la sera del giorno dopo.

Serve il visto per andare in Bahrein?

Sì, per i cittadini italiani il visto è obbligatorio. Si può ottenere all’arrivo in aeroporto, ma conviene richiederlo online sul sito ufficiale evisa.gov.bh prima di partire: il visto turistico costa 11 BHD, circa 25 euro. Il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità residua.

Quanti giorni servono per visitare il Bahrein?

Da 24 a 48 ore bastano per vedere le attrazioni principali: Museo Nazionale, moschea Al Fateh, il forte Qal’at al-Bahrain, il souq Bab Al Bahrain, il centro storico di Muharraq con la Pearling Path e il lungomare di Manama.

Quanto costa entrare nei musei del Bahrein?

Il Museo Nazionale del Bahrein e il forte Qal’at al-Bahrain costano 1 BD a persona, poco più di due euro. L’ingresso alla moschea Al Fateh e al Riffa Fort è gratuito.

Si può visitare la moschea Al Fateh?

Sì, la Al Fateh Grand Mosque è aperta ai visitatori da sabato a giovedì dalle 9:00 alle 16:00 e l’ingresso è gratuito; il venerdì è chiusa. Serve un abbigliamento adeguato: velo e abito vengono forniti gratuitamente all’ingresso e bisogna togliere le scarpe, quindi conviene avere dei calzini.

Come ci si sposta in Bahrein senza auto?

La soluzione più comoda è Uber, economico e con il prezzo noto prima di confermare la corsa. Ci sono anche i taxi, con cui bisogna pretendere il tassametro, e gli autobus, con biglietto singolo da 275 fils ma frequenze limitate su alcune linee. Il paese non è particolarmente adatto agli spostamenti a piedi.

I contenuti, le esperienze, le informazioni e le fotografie pubblicati su questo blog sono originali e realizzati da me. Alcuni testi possono essere stati rielaborati o perfezionati con il supporto dell’intelligenza artificiale, sempre sotto la mia supervisione e attraverso un’attenta revisione, mantenendo a mio carico la piena responsabilità editoriale dei contenuti pubblicati.

Julia
Scritto da Julia

Julia, in arte zucchero&farina. Nata e cresciuta a Milano, oggi vivo a Dubai per lavoro: da lì viaggio ed esploro il mondo senza pregiudizi, con itinerari rigorosamente fai da te. Ogni Paese ha qualcosa da scoprire e qualcosa per cui stupirmi, ogni volta.

La mia storia →Instagram @zuccherofarina →Dubai @julia_expat_dubai →

Julia, in arte zucchero&farina. Nata e cresciuta a Milano, oggi vivo a Dubai per lavoro: da lì viaggio ed esploro il mondo senza pregiudizi, con itinerari rigorosamente fai da te. Ogni Paese ha qualcosa da scoprire e qualcosa per cui stupirmi, ogni volta.

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