
Il Nepal era una di quelle destinazioni che avevo voglia di vedere da tempo, ma che, pensando a un viaggio in famiglia, mi sembrava difficile da fare in pochi giorni. In realtà, con un itinerario ben organizzato, partendo da Dubai, siamo riusciti a vivere Kathmandu e la sua valle in soli quattro giorni, alternando città, templi, cultura e anche un piccolo trekking.
È stato un viaggio breve, ma tutt’altro che superficiale. Anzi, una delle cose che più mi è piaciuta è stata proprio la varietà: nel giro di poche ore si passa dal caos colorato di Kathmandu ai cortili silenziosi dei templi, fino ai sentieri immersi nel verde della valle.
Il nostro itinerario prevedeva inizialmente quattro giornate abbastanza intense. Ma, come spesso succede quando si viaggia, abbiamo finito per essere più veloci del previsto e questo ci ha permesso di aggiungere una tappa che non avevamo programmato per quel giorno: Bhaktapur. Ed è stata una bellissima sorpresa.
Ci siamo andati a giugno 2026, con i ragazzi. Siamo partiti, come spesso ci capita, da Sharjah, aeroporto base di Air Arabia, compagnia competitiva per i prezzi: abbiamo acquistato i voli durante una promozione, con largo anticipo, a 750 € andata e ritorno in quattro con una valigia imbarcata. Il viaggio lo abbiamo organizzato con la stessa agenzia che ci aveva seguito in India.
Indice dei contenuti
- L’itinerario in sintesi
- Giorno 1 – Arrivo a Kathmandu
- Giorno 2 – Swayambhunath, Kathmandu Durbar Square e Patan
- Giorno 3 – Nagarkot, il trekking a Changunarayan e Bhaktapur
- Giorno 4 – Pashupatinath, Boudhanath e partenza
- Quattro giorni bastano per visitare il Nepal?
- Domande frequenti sul Nepal in 4 giorni
Nepal in 4 giorni: l’itinerario in sintesi
- Giorno 1: arrivo a Kathmandu
- Giorno 2: Swayambhunath → Kathmandu Durbar Square → Patan
- Giorno 3: Nagarkot → trekking fino a Changunarayan → Bhaktapur → rientro a Kathmandu
- Giorno 4: Pashupatinath → Boudhanath → aeroporto
Il viaggio in sintesi
- Durata: 4 giorni nella valle di Kathmandu
- Periodo: giugno 2026
- Come si arriva: volo da Sharjah con Air Arabia (750 € andata e ritorno in quattro, acquistati in promozione con largo anticipo)
- Visto: richiesta compilata e pagata online, documenti stampati e presentati all’arrivo
- Dove abbiamo dormito: Shanker Hotel, a Kathmandu
- Come ci siamo spostati: driver e guida locale parlante italiano, con agenzia
- Trekking Nagarkot-Changunarayan: 7,2 km, 2-3 ore di cammino, in discesa, adatto anche ai ragazzi
- Ingressi (a persona): Swayambhunath 200 NPR, Kathmandu Durbar Square 1.000 NPR, Patan Durbar Square 1.500 NPR, Changu Narayan 400 NPR, Bhaktapur 2.000 NPR, Boudhanath 400 NPR, Pashupatinath 1.000 NPR; si paga solo in contanti
Giorno 1 – Arrivo a Kathmandu
Il nostro viaggio inizia con l’arrivo a Kathmandu, capitale del Nepal e porta d’accesso alla valle che porta il suo nome. La prima impressione è quella di una città ordinata: era sera e ci siamo trovati davanti una città addormentata.
Poco caos in aeroporto, era tarda sera: controllo doganale e rilascio del visto molto veloci, più del previsto. All’arrivo il rappresentante dell’agenzia ci ha accolto con una fascia gialla di benvenuto. Arrivati in hotel siamo andati a dormire.

Giorno 2 – Swayambhunath, Kathmandu Durbar Square e Patan
La seconda giornata è stata dedicata alla scoperta di alcuni dei luoghi più importanti della valle.
Swayambhunath, il Monkey Temple
La prima tappa è stata una di quelle che aspettavo di più: Swayambhunath, il famoso tempio conosciuto anche come Monkey Temple.


Si trova su una collina sopra Kathmandu e dalla sua posizione si gode anche di una bella vista sulla valle. Ma è soprattutto l’atmosfera del luogo a colpire: le ruote della preghiera, le bandiere colorate, gli occhi di Buddha che sembrano osservarti da ogni direzione e, naturalmente, le scimmie che si muovono indisturbate intorno al complesso.
È importante ricordare che si gira solo in senso orario ed è di buon auspicio fare il giro tre volte intorno alla stupa. Una curiosità: c’è una pietra dove appoggiare la testa per l’“intelligenza”.
Si respira il profumo di incenso e abbiamo assistito alla preghiera privata delle monache, richiesta da una famiglia, come si fa con le nostre messe. L’ingresso costa 200 rupie nepalesi a persona.
Kathmandu Durbar Square
Dalla collina siamo scesi verso Kathmandu Durbar Square, il cuore storico della capitale. Qui l’atmosfera cambia ancora: palazzi, templi e cortili raccontano la storia dei re Malla e della Kathmandu di un tempo.


La cosa che mi ha colpito di più è stato l’ordine e la pulizia presenti in queste aree. Ci sono dei varchi di accesso dove acquistare il biglietto per i complessi monumentali: i biglietti sono pass cartacei, vi chiedono la nazionalità a fini statistici e si paga solo in contanti. Per Kathmandu Durbar Square il biglietto costa 1.000 rupie nepalesi a persona. Su alcuni biglietti il prezzo e’ impresso sul ticket, su altri ci e’ stato solo mostrato all’ingresso.

La Kumari, la dea bambina
Sulla piazza si affaccia il Kumari Ghar, la casa della Kumari: una bambina venerata come divinità vivente sia dagli induisti sia dai buddhisti. Viene scelta secondo criteri rigorosi tra le famiglie newar della casta Shakya e resta Kumari fino alla pubertà, quando torna alla vita di tutti i giorni e al suo posto ne viene scelta un’altra.
Si entra nel cortile interno, tutto finestre e balconi di legno intagliato, e si aspetta: qualche volta al giorno la Kumari si affaccia per pochi secondi a una delle finestre, più spesso nel tardo pomeriggio. Il cortile si può fotografare, lei no. L’ingresso è compreso nel biglietto della piazza.

Ci siamo spostati sempre con il driver, ma se siete in fai da te si può usare un taxi.
Patan e la sua Durbar Square
Patan, conosciuta anche come Lalitpur, con la sua splendida Durbar Square. È uno di quei luoghi in cui non si sa bene dove guardare: templi, cortili, statue, decorazioni e incredibili lavorazioni in legno si susseguono praticamente ovunque.


La Durbar Square di Patan è patrimonio UNESCO e rappresenta uno dei migliori esempi dell’architettura tradizionale della valle. Nel cuore della piazza si trovano il Krishna Mandir, il Palazzo Reale e il Patan Museum. L’ingresso costa 1.500 rupie nepalesi a persona.

Pranzo con i momo al Café du Temple: in Nepal per mangiare si spende poco.


Arrivati in hotel nel pomeriggio, io ho usufruito di un massaggio: i prezzi sono vantaggiosi e ho voluto provare un massaggio classico combinato a movimenti che fanno stretching al corpo. La temperatura era piacevole e i ragazzi sono rimasti in piscina.
Giorno 3 – Nagarkot, il trekking a Changunarayan e la sorpresa di Bhaktapur
Il terzo giorno è stato quel mix che ricordo con piacere, la natura con le sue montagne e le visite
L’alba a Nagarkot
La mattina siamo partiti presto verso Nagarkot, una località a circa 2.195 metri di altitudine, famosa soprattutto per i panorami sulla catena himalayana e per le albe sulle montagne, quando le condizioni atmosferiche permettono di ammirarle. Purtroppo per noi non è stato così a causa delle nuvole, si sa che la natura è così. Un motivo per ritornare.


Il trekking fino a Changunarayan
Da qui è iniziata la parte più avventurosa del viaggio: il trekking verso Changunarayan.
Il percorso scende attraverso boschi, piccoli villaggi e paesaggi rurali, in un Nepal completamente diverso da quello visto a Kathmandu. Il trekking dura indicativamente 2-3 ore e arriva fino al tempio di Changunarayan, considerato uno dei più importanti esempi di architettura pagoda del Paese. Noi, con qualche sosta per le foto, abbiamo impiegato due ore e un quarto. Il percorso rilevato con Strava è di 7,2 km, con 245 metri di dislivello.


Non è un trekking impegnativo e, proprio per questo, secondo me è una bella esperienza da inserire anche in un viaggio breve e in famiglia. Permette di vedere un lato più autentico del Nepal, lontano dal traffico e dal rumore della capitale.
La guida che ci ha accompagnato per tutto il viaggio era con noi. Le scarpe da ginnastica vanno bene, non sono necessarie quelle da trekking; servono cappellino, occhiali da sole e acqua.
Il tempio di Changu Narayan
Il trekking si chiude proprio davanti al tempio di Changu Narayan, e vale la pena fermarsi prima di ripartire. È considerato il tempio più antico della valle di Kathmandu, con origini che risalgono al IV secolo, ed è patrimonio mondiale UNESCO insieme agli altri monumenti della valle.
È dedicato a Vishnu e ha la classica forma della pagoda nepalese a due tetti, con le travi e le porte scolpite nel legno. Nel cortile si trovano la statua del Garuda inginocchiato, la stessa che è finita sulla banconota da 10 rupie, e la colonna con una delle iscrizioni più antiche del Nepal, fatta incidere dal re licchavi Manadeva. Il tempio è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 2015 e poi ricostruito. L’ingresso al tempio costa 400 rupie nepalesi a persona.


Bhaktapur
La nostra piccola variazione di programma. Una volta terminati il trekking e la visita al tempio, ci siamo resi conto di essere stati più veloci del previsto e di avere ancora tempo a disposizione. Così abbiamo deciso di approfittarne e aggiungere Bhaktapur.
Inizialmente Bhaktapur era prevista per il giorno successivo, ma anticiparla si è rivelata una scelta azzeccatissima.
Pranzo sempre con i momo, che ho adorato, all’Himalayan Java Barista Coffee: un localino con la terrazza sul tetto e una vista wow.

Bhaktapur Durbar Square è una delle piazze storiche più belle della valle, con templi, palazzi, porte monumentali e splendidi dettagli in legno e mattoni. Tra gli edifici più importanti ci sono il Palazzo dalle 55 finestre, la Golden Gate e la statua di re Bhupatindra Malla. L’ingresso a Bhaktapur costa 2.000 rupie nepalesi a persona.
Dopo la tranquillità dei sentieri di Changunarayan, ritrovarsi tra le piazze e i templi di Bhaktapur è stato quasi come cambiare completamente scenario. Ed è proprio questo che mi è piaciuto del nostro viaggio in Nepal: in una sola giornata siamo passati dalla montagna alla campagna, da un antico tempio a una delle città storiche più belle della valle.
Il quartiere delle ceramiche
A pochi passi dalla Durbar Square si apre il quartiere delle ceramiche, quello che tutti chiamano Pottery Square. È una piazza dove i vasai lavorano ancora al tornio davanti alle botteghe e il centro è occupato dalle file di vasi e ciotole di argilla messi ad asciugare al sole.
Si cammina tra i pezzi in asciugatura, con i vasai al lavoro tutto intorno, e in alcune botteghe si può provare a mettere le mani sul tornio pagando una piccola quota. Sulla piazza si affacciano anche negozi di souvenir e scuole di pittura thangka.
La sera abbiamo deciso di andare a cena in un ristorante che faceva la cena tradizionale con le danze, molto caratteristico.


Giorno 4 – Pashupatinath, Boudhanath e partenza
L’ultimo giorno abbiamo lasciato per ultime due delle esperienze più intense del viaggio: Pashupatinath e Boudhanath.
La stupa di Boudhanath
Boudhanath è uno dei simboli più riconoscibili di Kathmandu. La grande stupa bianca domina la piazza e tutto intorno si respira un’atmosfera profondamente spirituale. Monaci, pellegrini, ruote della preghiera e piccoli negozi rendono questo luogo completamente diverso da tutto quello che avevamo visto nei giorni precedenti. Boudhanath è infatti uno dei principali centri del buddhismo tibetano in Nepal, tanto da essere conosciuta anche come una sorta di “Little Tibet”.

Nel mio immaginario questo sito si trovava lontano da tutto, ma nella realtà è in città. Questo non le fa perdere il suo fascino, ma personalmente mi aveva colpito di più il tempio delle scimmie. L’ingresso alla stupa costa 400 rupie nepalesi a persona.
Il tempio di Pashupatinath
Il tempio di Pashupatinath sorge lungo il fiume Bagmati ed è uno dei luoghi più importanti dell’induismo in Nepal. L’accesso al tempio principale è riservato agli induisti, ma dalla sponda opposta del fiume è possibile osservare il complesso e le attività che si svolgono al suo interno. L’ingresso all’area costa 1.000 rupie nepalesi a persona.
È un luogo estremamente religioso, quasi mistico. Al mattino, al nostro arrivo, si vedevano le ultime pire bruciare, cataste di legno pronte per il successivo rito funerario. La guida ci ha raccontato e mostrato, sempre dalla parte opposta del fiume, il luogo dove vengono portati i malati per trascorrere gli ultimi giorni di vita.

Non attraversando il ponte, all’atto pratico non so dirvi se qualcuno vi fermi. L’esperienza non è forte come potrebbe esserlo in India, alla tappa di Varanasi che ci era saltata: si è spettatori da lontano. Viaggiando con bambini piccoli potete decidere cosa e come raccontare; con i ragazzi, essendo grandi, non abbiamo dovuto considerare questo aspetto.


Terminate le visite, invece di rientrare in hotel ci siamo fatti lasciare in centro, dove abbiamo pranzato, fatto un giro per i negozi e acquistato qualche ultimo souvenir. Sono rimasta affascinata dai negozi che vendevano i quaderni e i biglietti in carta di riso. Visto il volo in prima serata, ci siamo poi riposati in hotel e abbiamo fatto il late check out.
Tre giorni pieni e intensi, tra templi, città antiche, montagne e trekking: siamo tornati verso l’aeroporto con la sensazione di aver conosciuto solo una piccolissima parte del Nepal… ma abbastanza per avere già voglia di tornare.
Quattro giorni bastano per visitare il Nepal?
Se avete poco tempo, secondo me sì, per un primo assaggio. Può essere anche una breve parte di un viaggio che include l’India.
Ovviamente quattro giorni non permettono di esplorare davvero il Nepal, ma sono sufficienti per concentrarsi sulla valle di Kathmandu e combinare storia, cultura, spiritualità e natura.
Il nostro consiglio è di non riempire troppo le giornate: il bello del Nepal è anche fermarsi, osservare la vita che scorre intorno ai templi, perdersi un po’ nei vicoli e lasciarsi sorprendere. E, se il programma ve lo permette, tenete sempre un po’ di margine. Nel nostro caso è stato proprio quel tempo in più a regalarci una delle tappe che abbiamo apprezzato maggiormente: Bhaktapur.
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Domande frequenti sul Nepal in 4 giorni
Quattro giorni bastano per un primo assaggio: permettono di vedere Patan, Kathmandu Durbar Square, Swayambhunath, Pashupatinath, Boudhanath e Bhaktapur, con in mezzo il trekking da Nagarkot a Changunarayan.
Indicativamente dalle 2 alle 3 ore. Il percorso è quasi tutto in discesa e attraversa boschi, piccoli villaggi e paesaggi rurali: non è impegnativo ed è adatto anche a chi viaggia con i ragazzi.
Sì. La valle di Kathmandu si gira comodamente in pochi giorni e alterna città, templi e natura; il trekking fino a Changunarayan è breve e alla portata dei ragazzi.
L’accesso al tempio principale è riservato agli induisti. Dalla sponda opposta del fiume Bagmati si osservano comunque il complesso e le attività che vi si svolgono.
Perché è uno dei principali centri del buddhismo tibetano in Nepal: attorno alla grande stupa bianca si muovono monaci e pellegrini, tra ruote della preghiera e piccoli negozi.
Nagarkot, a circa 2.195 metri, è famosa per i panorami sulla catena himalayana e per le albe sulle montagne, ma la vista dipende dalle condizioni atmosferiche.
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Julia, in arte zucchero&farina. Nata e cresciuta a Milano, oggi vivo a Dubai per lavoro: da lì viaggio ed esploro il mondo senza pregiudizi, con itinerari rigorosamente fai da te. Ogni Paese ha qualcosa da scoprire e qualcosa per cui stupirmi, ogni volta.
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