Ca’ Manara: dove dormire per viaggiare con il trenino rosso del Bernina.

A Tirano e dintorni la zona è molto ricettiva e l’offerta varia tra alberghi, pensioni, appartamenti e b&b. La scelta varierà a seconda di come avete raggiunto la zona. A Tirano è presente, oltre alla ferrovia retica che porta alla scoperta del Bernina, anche la stazione ferroviaria italiana.

Avendo raggiunto la zona in auto  abbiamo deciso di  soggiornare in un’abitazione confortevole distante qualche chilometro dalla città  ma  situata nella piccola frazione di Stazzona.

L’opzione scelta è stata Ca’ Manara a Stazzona, Villa di Tirano.

Ca’ Manara è un appartmento grande e adatto ad una famiglia. Ca’ Manara può ospitare tranquillamente 5 adulti ed ha anche un letto con le spondine per i bimbi più piccini.

L’appartamento si trova al secondo piano di una piccola palazzina ed è così composto: ingresso, camera matrimoniale, open space soggiorno e cucina dove è presente un divano e due letti singoli, disimpegno con il lettino ed un bel bagno con la doccia.

 

In più, e d’inverno è un grossissimo vantaggio, è presente un box auto privato ed utilizzabile.

Quando ci fermiamo per soggiorni più lunghi di una notte per noi è importante avere degli spazi confortevoli, le esigenze dei bambini sono diverse, Alice  deve spesso deve dedicare del tempo ai compiti scolastici mentre Gianluca, più piccolo, è libero da questo impegno e può dedicarsi al gioco.

 

 

Per noi è perciò  importante avere lo spazio e la comodità di separare i bimbi per alcuni momenti.  Ca’ Manara è proprio venuta incontro alle nostre esigenze.

Nell’open space si trova anche una bella cucina attrezzata,  noi non ne abbiamo usufruito ma per chi  la sera non vuole uscire a cena è una bella comodità  cosi come per prepararsi un te, una camomilla o la colazione.

Altrimenti ci sono dei buoni ristoranti poco distanti con l’auto.

Ho trovato molto belle le decorazioni presenti in casa sui muri, scritte  adesive ma anche una piccola libreria così come dei pupazzetti vicino alla culla dei bimbi.

 

L’accoglienza fa da padrone, in casa si trova tantissimo materiale turistico e brochure informative. Abbiamo anche apprezzato molto il gentil pensiero  di benvenuto trovato, un biglietto scritto a mano ed una bottiglia di squisito succo di mela.

La casa otre ad essere confortevole è fornita di biancheria da letto e da bagno, sapone, prodotti per la pulizia, asciugacapelli, materasso comodo.. Personalmente l’ho trovata adatta anche per un soggiorno più lungo e per chi vuol trascorrere una settimana di vacanza per scoprire i dintorni.

Noi siamo partiti il venerdi da Milano dopo scuola, abbiamo trovato molto traffico ed un incidente, prima di raggiungere la casa ci siamo fermati a cena ed il fatto di poter fare il check in in autonomia è stato perfetto. Siamo riusciti a fare con calma e rilassarci un po’.

Il check in può essere fatto dopo le 14 o anticipatamente previo accordi.

Una scelta che sono contenta di aver fatto e sicuramente rifarei. Ringrazio Gloria di Ca’ Manara per la splendida ospitalità. Per tutte le informazioni per affittare la casa  potete contattare direttamente Gloria per mail a  gloria.tognela@hotmail.it   oppure trovate la casa anche su booking e airbnb.

Gli stessi proprietari gestiscono anche un’altra struttura a Villa di Tirano, Casa Valtellina. Questo appartamento è a piano terra ed ha un piccolo giardinetto, ha capienza per quattro persone.

Potete sempre contattare Gloria oppure trovate la casa sempre su booking o Airbnb come “casa Valtellina”

Ringrazio Gloria per la gentile ospitalità.

Trenino rosso del Bernina in inverno

 

 

Dopo essere saliti a bordo del trenino più famoso d’Europa nel giugno 2017 durante la stagione estiva abbiamo finalmente provato l’esperienza invernale.

Partendo con il trenino rosso del Bernina in inverno lo scenario è completamente diverso, al posto dei verdi prati abbiamo incontrato distese di neve, cascate ghiacciate e laghi completamente ricoperti da neve e ghiacci.

 

 

L’intera tratta che da Tirano raggiunge St. Moritz è riconosciuta dall’Unesco come patrimonio mondiale, il treno  raggiunge agevolmente i 2253 metri sul livello del mare alla fermata Ospizio Bernina. Tra la fermata di Ospizio Bernina e Tirano  viene superato il dislivello di 1824 metri su una distanza orizzontale di 22 km.

Di seguito la mappa che indica le fermate principali, altre sono su richiesta (basta premere un pulsante prima di raggiungere la fermata).

 

Senza dubbio c’è l’imbarazzo della scelta tra le fermate in cui sostare.

Alp Grum

Un’esperienza particolare potrebbe essere quella di fermarsi ad Alp Grum  e pernottare a 2091 m, l’edificio eretto nel 1923 ospita un ristorante  e una locanda con nove stanze.

Per chi effettua una gita giornaliera è comunque una splendida sosta per ammirare il panorama e/o consumare un pasto con “vista”.

Bernina Diavolezza e Lagalb

 

Punto di sosta per gli sciatori. Sono presenti, ad entrambe le fermate che distano un paio di minuti di treno tra loro, gli impianti di risalita ai ghiacciai. Nel 1956 fu inaugurato l’impianto che sale al Diavolezza mentre nel 1962 quello per Lagalb.

Noi ci siamo fermati alla prima fermata per poi raggiungere il Diavolezza. Nonostante amiamo sciare questa volta abbiamo fatto i pedoni.

St. Moritz

Punto di partenza o di arrivo della tratta  è tra le destinazioni più note a livello mondiale per il lusso e la mondanità. Grazie al nuovo sottopasso il lago  è facilmente raggiungibile dalla stazione.

Per i bimbi camminare sul lago ghiacciato è stato davvero sorprendente. Se la sosta è un po’ più lunga si può visitare anche la città

Quale treno scegliere

 

Come già vi avevo raccontato è possibile scegliere tra il treno panoramico , Bex, che ha vetrate particolarmente ampie e il treno regionale che offre ugualmente un’ottima visuale ed ha il vantaggio di poter aprire il finestrino per scattare fotografie senza riflessi.

Prezzi

I prezzi in vigore per l’intera tratta,Tirano-St. Moritz, espressi in franchi svizzeri CHF, sono i seguenti:

1^ classe:

56 CHF solo andata

112 CHF andata e ritorno

2^ classe:

32 CHF solo andata

64 CHF andata e ritorno

I bambini fino a 6 anni non compiuti viaggiano gratuitamente, dai 6 anni ai 16  non compiuti c’è una riduzione del 50%.

Il supplemento per il treno panoramico bex varia  a seconda della stagione dai 10 ai 16 franchi a persona.

Per acquistare i biglietti e per fare un preventivo esatto questo è il sito ufficiale. Per il Bex il posto è riservato.

Inverno o estate?

Gli scenari sono talmente diversi che in assoluto non c’è una “versione” più bella dell’altra. L’inverno con la neve ha il suo fascino ma in estate si può fare escursionismo e raggiungere diversi sentieri.

Dopo aver viaggiato in entrambe le stagioni posso consigliarvi di provare entrambe le esperienze 🙂

Documenti necessari

Oltre al biglietto di viaggio  è necessario avere con se un documento valido per l’espatrio, carta di identità o passaporto. Questo anche per i bambini di qualsiasi età.

Speciale family

Segnalo per le famiglie  un’offerta speciale valida la prima domenica del mese per viaggiare a 29 CHF. E’ necessario prenotare con anticipo. Sul sito ufficiale  trovate i dettagli e le date ancora disponibili. L’offerta potete prenotarla direttamente dal link che vi ho indicato.

 

Per noi è stata una bellissima esperienza, i bimbi si sono divertiti molto, lo stupore maggiore è stato il cambio di panorama in così poco tempo, per i bimbi più piccoli consiglio di organizzarsi con un piccolo intrattenimento come qualche album da colorare etc.. L’intera tratta ha un tempo di percorrenza di circa 2 ore e dieci minuti. I miei si sono divertiti a guardare fuori dal finestrino e a scattar fotografie. Sulla mappa seguivano l’intero itinerario contando le fermate 🙂

Ringrazio le Ferrovie retiche per la splendida esperienza.

 

Trenino rosso del Bernina in estate con bambini

Erano già  un paio di volte che provavamo ad organizzare  un week end con il trenino del Bernina , entrambe le volte  d’inverno  ma  sotto data abbiamo dovuto disdire per malattie di stagione. Con i bimbi piccoli l’imprevisto è dietro l’angolo.

Trenino rosso del Bernina in estate

Questa volta abbiamo scelto un’altra stagione  e finalmente ce l’abbiamo fatta! Siamo saliti a bordo del trenino rosso del Bernina in estate 🙂 Abbiamo lasciato passare il week end del 2 giugno e  sabato 10, di buon mattino e con largo anticipo,  siamo partiti da casa per salire finalmente a bordo del trenino rosso del Bernina.

Da casa abbiamo prenotato i posti per  il viaggio di andata sul BEX alle 9:40 mentre per il ritorno abbiamo acquistato i biglietti per il regionale, con il quale siamo saliti e scesi più volte per visitare alcuni luoghi durante il percorso.

Arriviamo verso  le 8:15 in albergo, l’ostello del castello, un piccolo gioiellino  che non deve trarre in inganno dal nome ostello poichè somiglia più ad una maison du charme. Lasciamo la valigia, approfittiamo del comodo bagno, ritiriamo il pass per il parcheggio e  dopo aver lasciato l’auto  nel garage al coperto ci dirigiamo alla stazione.  Ci sediamo in un bel  caffè ed aspettiamo  l’arrivo del treno panoramico .

Per tutte le informazioni dettagliate relative al costo del biglietto, dei posti riservati, del biglietto per i  bambini rimando al sito ufficiale  della ferrovia retica ma in sostanza sotto i 6 anni non pagano il posto se tenuti in braccio.

La giornata è splendida, soleggiata e calda.  Il treno parte puntuale  e ferma solo  in alcune stazioni, il panorama è da subito mozzafiato, passiamo sul viadotto di Brusio, dove già decidiamo di ritornare l’indomani  in auto per osservare il treno passare,  il lago di Poschiavo, Cavaglia, Alp Grumm, Ospizio Bernina, Bernina Diavolezza con il suo ghiacciaio, Morteratsch , per giungere a  St. Moritz dopo aver lasciato Pontresina.

La tratta di andata con il treno panoramico, ossia con le vetrate non apribili che giungono fino al soffitto  la percorriamo senza sosta fino a Pontresina, scegliamo di non raggiungere St. Moritz per dedicarci a soste nella natura.

Pranziamo al sacco a Pontresina  e saliamo sul primo regionale di passaggio ( è fondamentale avere la cartina con i vari orari, a seconda del giorno e della stagione gli ultimi treni non giungono fino a Tirano ma bisogna prendere un pullman sostitutivo).

trenino rosso del bernina in estate

Le nostre soste

Scendiamo ad Ospizio Bernina per ammirare i due laghi, il lago Bianco ed il lago Nero.

L’aria è più rarefatta e camminare in salita risulta un po’ più faticoso, soprattutto per i bimbi ma il panorama ci lascia senza parole e qualche chiazza di neve rende felici i bambini.

Alla fermata del treno c’è un piccolo bar, i prezzi sono abbastanza alti per quanto abbiamo visto.

La seconda fermata scelta è stata Cavaglia, dove abbiamo percorso un bel sentiero alla scoperta delle marmitte dei giganti, delle forti depressioni a forma di pozzo scavate all’interno della roccia. Le dimensioni e la profondità sono variabili.

Il sentiero è agibile a tutti, anche ai bambini (NON con il passeggino) essendoci scalinate e saliscendi. Si svolge in sicurezza in quanto la marmitte hanno una ringhiera di protezione. Sono presenti diversi cartelli esplicativi.  L’ingresso è gratuito.

 

trenino rosso del bernina in estate - cavaglia

I bimbi sono rimasti ammaliati cosi come noi adulti. Questo entusiasmo mi ha lasciato senza parole!

La serata a Tirano

Riprendiamo il treno per scendere a destinazione. Raggiungiamo l’albergo, una bella doccia e prima di uscire a cena momento di gioco e relax sulla terrazza allestita con sdraio, tavolini ed angolo bocce per giocare.

Arriva Andrea, il simpatico proprietario, che ci offre delle squisite ciliegie appena raccolte dalla pianta. Fare due chiacchiere con lui è un vero piacere e gli chiediamo consiglio sul ristorante scelto e prenotato per la cena. All’interno della struttura è allestito un bellissimo angolo con giochi in scatola, album e colori. Chiediamo in prestito qualche pastello da portare a cena cosi da intrattenere i bimbi durante l’attesa.

Il ristorante scelto, Osteria Roncaiola, si trova fuori Tirano ed è necessario prendere l’auto, la strada presenta diverse curve e non c’è molto parcheggio ma avendo prenotato per le 19:30 non abbiamo grosse difficoltà. Ci fanno accomodare in terrazza dove c’è una strepitosa vista.

Sapori tipici

Non voglio far venire il languorino a nessuno ma i piatti sono uno più squisito dell’altro,ci portano un antipasto con salumi e i tipici sciatt, palline di formaggio impastellate e fritte; una salsina all’aglio con pane fatto in casa. Pizzocheri per noi adulti e ravioli per i bimbi che tendono ad essere sempre un po’ abitudinari. Anche i dolci squisiti! E prezzi decisamente abbordabili. Se non fosse lontano ci farei un giro ogni tanto! Per i consigli su cosa mangiare in Valtellina potete leggere qui

 

Termina la prima giornata a Tirano, i morbidi materassi ci accolgono in un sonno profondo.

La mattina ci svegliamo  con calma  con il filtrare della luce. Ci aspetta una bella colazione a buffet con crostate e torte fresche tra cui la famosa torta dell’Engadina con le noci. Pane burro e marmellata  e salumi che Andrea affetta al momento.

Cappuccio extra large per me (cappuccione).

Una passeggiata in Svizzera

Lasciamo i bagagli in reception, visitiamo la graziosa Tirano  e recuperiamo qualcosa per pranzo. Lasciamo il parcheggio e ritiriamo i bagagli in direzione Brosio ed anche con i tempi siamo fortunati, da li a quindici minuti passa il trenino sul viadotto elicoidale che filmiamo e fotografiamo.

Proseguiamo per raggiungere un sentiero che dovrebbe portarci al laghetto di Saoseo ma dopo un po’ le gambette sono stanche e decidiamo di tornare indietro. Abbiamo fatto comunque una bella passeggiata! Ciò che ha stupito un po’ tutti noi è stato il cartello di non calpestare i prati, tengo a precisare, prati e  non campi coltivati  o similari.. In primis io  rispetto la natura ma devo dire sono rimasta proprio così :O

Ci rimettiamo in auto direzione casa ma sostiamo alla latteria sociale di Morbegno per acquistare alcuni prodotti tipici tra cui formaggi, succo di mele,  biscotti alle nocciole e grano saraceno.

Un bellissimo week end, esperienza da ripetere con la neve assolutamente!

EDIT 2019: Abbiamo poi rifatto la gita in inverno. Trovate il racconto qui. Consiglio di organizzare un’escursione con il trenino rosso del Bernina sia in estate che in inverno, lo scenario è del tutto differente.

Siti patrimonio UNESCO Italia

In diversi articoli ho spesso citati i Siti UNESCO, sia in Italia che all’estero, senza tuttavia fermarmi ad approfondire l’argomento. La sigla UNESCO significa Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, letteralmente in lingua inglese: United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization.

Cosa sono i siti UNESCO e la loro classificazione

 

 

Scopriamo meglio di cosa si tratta e quali caratteristiche sono necessarie per essere  considerati patrimonio dell’umanità.

I siti UNESCO sono quei luoghi  che rivestono interesse  storico, artistico, culturale,, paesaggistico.. per il mondo intero  La Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale del 1972, ha previsto la seguente classificazione, cosi come riportata  sul sito ufficiale :

 Patrimonio culturale:

  1. monumenti: opere architettoniche, plastiche o pittoriche monumentali, elementi o strutture di carattere archeologico, iscrizioni, grotte e gruppi di elementi di valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico,
  2. agglomerati: gruppi di costruzioni isolate o riunite che, per la loro architettura, unità o integrazione nel paesaggio hanno valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico,
  3. siti: opere dell’uomo o opere coniugate dell’uomo e della natura, come anche le zone, compresi i siti archeologici, di valore universale eccezionale dall’aspetto storico ed estetico, etnologico o antropologico.

 Patrimonio naturale:

  1. i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o da gruppi di tali formazioni di valore universale eccezionale dall’aspetto estetico o scientifico,
  2. le formazioni geologiche e fisiografiche e le zone strettamente delimitate costituenti l’habitat di specie animali e vegetali minacciate, di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico o conservativo,
  3. i siti naturali o le zone naturali strettamente delimitate di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale

Le Linee guida operative per l’attuazione della Convenzione definiscono come Patrimonio misto (culturale e naturale) i beni che corrispondono in parte o in tutto a entrambe le definizioni di patrimonio culturale e naturale.

Paesaggio culturale (dal 1992):

  1. paesaggi che rappresentano “creazioni congiunte dell’uomo e della natura”, così come definiti all’articolo 1 della Convenzione, e che illustrano l’evoluzione di una società e del suo insediamento nel tempo sotto l’influenza di costrizioni e/o opportunità presentate, all’interno e all’esterno, dall’ambiente naturale e da spinte culturali, economiche e sociali. La loro protezione può contribuire alle tecniche moderne di uso sostenibile del territorio e al mantenimento della diversità biologica

I siti in Italia

Di seguito la lista aggiornata ad aprile 2020 dei siti Unesco presenti in Italia, sono ben 55. Di questi 55 siti:

5 sono siti naturali (Isole Eolie, Monte San Giorgio, Dolomiti, Monte Etna, Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa).

8 sono paesaggi culturali, così come stabilito a partire dal 1992: Costiera Amalfitana, Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto), Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Val d’Orcia, Ville e giardini medicei in Toscana, Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

I restanti 42 siti sono invece da considerarsi patrimonio culturale.

 

siti UNESCO Italia

 

Ecco l’elenco completo, troverete i link dove vi racconto la mia esperienza 🙂 , alcuni li ho visitati ma non ne ho parlato sul blog tuttavia me ne mancano ancora molti.

  • 1979 Arte Rupestre della Valle Camonica
  • 1980 (e 1990) Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura
  • 1980 La Chiesa e il convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e il ‘Cenacolo’ di Leonardo da Vinci
  • 1982 Centro storico di Firenze
  • 1987 Venezia e la sua Laguna
  • 1987 Piazza del Duomo a Pisa
  • 1990 Centro Storico di San Gimignano
  • 1993 I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera
  • 1994 La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto
  • 1995 Centro storico di Siena
  • 1995 Centro storico di Napoli
  • 1995 Crespi d’Adda
  • 1995 Ferrara, città del Rinascimento, e il Delta del Po
  • 1996 Castel del Monte
  • 1996 Trulli di Alberobello
  • 1996 Monumenti paleocristiani di Ravenna
  • 1996 Centro storico di Pienza
  • 1997 Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
  • 1997 Il Palazzo reale del XVIII secolo di Caserta con il Parco, l’Acquedotto vanvitelliano e il Complesso di San Leucio
  • 1997 Costiera Amalfitana
  • 1997 Modena: Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande
  • 1997 Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
  • 1997 Residenze Sabaude
  • 1997 Su Nuraxi di Barumini
  • 1997 Area Archeologica di Agrigento
  • 1997 Piazza Armerina, villa romana del Casale
  • 1997 L’Orto botanico di Padova
  • 1998 Area archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia
  • 1998 Centro Storico di Urbino
  • 1998  Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula
  • 1999 Villa Adriana (Tivoli)
  • 2000 Isole Eolie
  • 2000 Assisi, La Basilica di San Francesco e altri siti Francescani
  • 2000 Città di Verona
  • 2001 Villa d’Este (Tivoli)
  • 2002 Le città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud-orientale)
  • 2003 Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia
  • 2004 Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia
  • 2004 Val d’Orcia
  • 2005 Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica
  • 2006 Genova, le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli
  • 2008 Mantova e Sabbioneta
  • 2008 La ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina
  • 2009 Dolomiti
  • 2010 Monte San Giorgio
  • 2011 I longobardi in Italia. Luoghi di potere
  • 2011 Siti palafitticoli preistorici delle alpi
  • 2013 Ville e giardini medicei in Toscana
  • 2013 Monte Etna
  • 2014 Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato
  • 2015 Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale
  • 2017 Opere di difesa veneziane del XVI e XVII sec. Stato di Terra-Stato di Mare Occidentale (bene transnazionale, per l’Italia Peschiera, Bergamo, Palmanova)
  • 2017 Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa (bene transnazionale, per l’Italia Parco Nazionale Lazio, Abruzzo e Molise, Sasso Fratino, Monte Raschio, Foresta Umbra, Cozzo Ferriero, Monte Cimino)
  • 2018 Ivrea, città industriale del XX secolo
  • 2019 Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene

Le informazioni qui riportate così come l’elenco dei siti, sono fonti ufficiali. Voi quanti e quali siti UNESCO Italia avete visto? Io sono a quota 25. I siti UNESCO mi hanno sempre affascinato, fin dai tempi in cui internet era quasi sconosciuto tra i più e mio papà aveva raccolto, per poi far rilegare, gli inserti in uscita con un noto quotidiano. Ovviamente non è aggiornato ma il piacere di sfogliare un libro e vederne le immagini è impagabile, per me.

Cosa mangiare in Valtellina

La Valtellina si sviluppa nella parte settentrionale della Lombardia, nota in Italia ma anche nel mondo per alcune sue celebri località. Tra queste Livigno, comune tax free, Bormio con le sue terme e le piste da sci, Tirano, capolinea del famosissimo trenino rosso del Bernina.

Oltre alle svariate attività che si posso svolgere la Valtellina è luogo della buona cucina e del buon vino. Diverse sono le pietanze che si possono degustare ma una menzione speciale spetta ai Pizzoccheri. Scopriamo cosa mangiare in Valtellina se cerchiamo pietanze tipiche!

 

Cosa sono i pizzoccheri?

I pizzoccheri sono un tipo di pasta preparata con il grano saraceno, si trovano sia in versione fresca che essiccati, come la classica pasta.

I pizzoccheri prevedono una loro ricetta, non vengono conditi con un sugo qualsiasi ma preparati con il formaggio locale, patate, verdura, aglio e burro.

A seconda di chi li prepara il tipo di verdura utilizzata può essere diverso: chi usa la verza e chi le coste, chi entrambi.

Stesso discorso vale per il formaggio: chi usa il bitto , chi il casera, chi altri formaggi a pasta più morbida come il latteria o il pizzocheraia.

Preparali a casa non è complesso, se volete provare la mia ricetta la trovate qui.

Bresaola

Altro prodotto locale che ha ottenuto anche il marchio igp è la bresaola, un salume di manzo  a pezzo intero la cui carne è di color rosato più o meno intenso a seconda della stagionatura.

Sciatt

 

Altre proposte che si trono sul menù sono gli sciatt

Un cubetto di formaggio intinto in una pastella preparata con la birra e grano saraceno poi fritto e servito su un bastoncino, accompagnato da cicorino è da mangiare caldo.

Chisoi

Parenti degli sciatt sono i chisoi, frittella di grano saraceno piatta che al centro raccoglie il formaggio Casera; questa versione è tipica di Tirano che annualmente gli dedica una festa.

Polenta taragna

Non manca la polenta: non in versione classica ma di grano saraceno; decisamente più gustosa e saporita. Viene spesso servita come accompagnamento alla carne, ai formaggi o ai funghi.

Anche i vini locali sono degni di nota, sono famose le cantine vinicole e gli eventi che si svolgono in autunno relativi alla degustazione.

La Valtellina è zona di produzione di mele, non mancano i dolci preparati con loro così come i succhi e la vendita delle stesse segnalate con cartelli lungo la strada.

La Valtellina si presta decisamente ad abbinare il gusto con tante opportunità turistiche, sia in estate che in inverno.

Ghiacciaio Diavolezza , Svizzera

 

Tra le nostre fermate durante l’escursione sul trenino rosso non è mancata la sosta alla stazione Bernina Diavolezza. La fermata dista un’ora e trenta minuti circa da Tirano.

Dopo essere scesi tra la neve abbiamo raggiunto la cabinovia, per me è stata una vera emozione poichè per diversi anni ho praticato lo sci estivo sul ghiacciaio Diavolezza  partendo giornalmente con la scuola sci da Livigno.

I bambini hanno invece visto per la prima volta delle montagne così imponenti, nevicate abbondanti e ammirato dal vivo un ghiacciaio. Non potete immaginare tutte le domande scaturite dalla loro curiosità 🙂

 

Per chi arriva alla stazione della cabinovia con gli sci e scarponi c’è un comodissimo tappeto che evita una salita, noi non ne abbiamo usufruito ma sciando abitualmente ho notato subito questo servizio.

Raggiungere il ghiacciaio

All’ingresso della cabinovia è possibile fare direttamente i biglietti di andata e ritorno se siete pedoni oppure acquistare lo skipass. Per questa seconda opzione se avete già pianificato la vostra giornata di sport è possibile acquistare on line  ed in anticipo lo skipass ad un prezzo scontato, qui trovate il link per verificare e prenotare.

Le tipologie di skipass e le tariffe sono visionabili sul sito internet. L’opzione è varia.

Per i vacanzieri che vogliono fare semplicemente una gita a monte le tariffe sono le seguenti, prezzi espressi in franchi svizzeri , CHF:

Prezzi Adulti di 18 anni Giovani di 13-17 anni Bambini di 6-12 anni
Diavolezza
20.10.2018 – 23.11.2018
36.- 24.- 12.-
Diavolezza
19.12.2018 – 06.05.2019
36.- 24.- 12.-

 

La cabinovia è molto spaziosa ed in pochi minuti abbiamo raggiunto la quota di 2953 metri.

Una volta raggiunta la cima il panorama è meraviglioso, sono presenti diversi pannelli illustrati per riconoscere e distinguere le vette.

 

I bimbi non hanno perso tempo  e si sono buttati subito tra la neve realizzando una fortezza. Il sole ha tratti è stato coperto dalle nuvole ed ogni tanto folate di vento facevano alzare la neve.

Ad alta quota in assenza di vento il sole era molto caldo ed era piacevole rimanere all’aperto.

Vasca Jacuzzi

 

Per chi  ha voglia di provare un’esperienza unica c’è la possibilità di utilizzare la vasca esterna jacuzzi con temperatura dell’acqua di 41°C . Non avete con voi il costume? Poco male! Lo noleggiano.

I prezzi per vivere questa esperienza sono i seguenti:

29 CHF per persona*
Noleggio costume da bagno 5 CHF
* Prenotazione su richiesta. Telo da bagno, accappatoio, acqua ghiacciata e frutta compresi.

Prenotate per tempo.

Realtà virtuale

Con gli occhiali Virtual Reality si può scoprire il paesaggio montano innevato, sciare, divertirti nel funpark e trasformarsi in sciatore, alpinista o freerider. Gli occhiali sono disponibili alla reception del rifugio Berghaus Diavolezza

Pranzare al rifugio

 

Per il pranzo le opzioni sono diverse, al piano terra è presente un self service mentre al primo piano un ristorante con servizio al tavolo. Noi abbiamo scelto la prima opzione, cercavamo una soluzione più veloce per poter poi continuare la nostra gita ed i bimbi amano molto scegliere il piatto  guardandolo.

Cotoletta e patatine per loro, zuppa calda per noi. Prezzi onesti.

E’ una sosta alternativa rispetto alle altre fermate, anche non sciando è stata interessante. La prossima volta capitando in zona terremo senza dubbio in considerazione l’opzione sci. C’è la possibilità di dormire in quota fermandosi al rifugio.

Per scoprire nei dettagli l’offerta del comprensorio il sito internet è multilingue e offre tanti spunti anche per l’estate.

Ringrazio per la collaborazione il comprensorio sciistico del Diavolezza

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