Cosa vedere a Seoul dipende da quanti giorni hai disposizione. Nel nostro caso, tanti, con meno giorni è però possibile concentrarsi su alcune zone e tralasciare alcune esperienze. Da non perdere il secondo ed il terzo giorno più la visita ad almeno un tempio buddista.
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Siamo arrivati a Seoul la sera del 13 marzo, stanchi ma curiosissimi di iniziare subito a respirare l’atmosfera di questa città incredibile. Fino all’ultimo la nostra partenza è stata incerta per la situazione in Medioriente con il timore della cancellazione del volo che alla fine abbiamo anticipato di 3 giorni, dato che i voli erano regolari ed eravamo desiderosi di staccare la spina. Per i ragazzi le vacanze dello spring break erano tra l’altro state anticipate.
Il programma ha subito qualche variazione dovuto ai giorni in più ma alla fine si è rivelato un grande vantaggio: più tempo per vivere Seoul con calma e con delle piccole esperienze in più . Non potevamo più modificare le altre tappe a causa di alberghi non cancellabili, l’unica modifica è stata l’aggiunta di una notte a Busan.
Arrivo a Seoul, Myeongdong by night
La prima sera l’abbiamo dedicata a una zona che non delude mai: Myeongdong. Tra street food, negozi illuminati e profumi invitanti, è stato il modo perfetto per entrare subito nel mood coreano. Non abbiamo fatto tardi, giusto una passeggiata per prendere confidenza con la città e la metropolitana. Abbiamo acquistato subito la T money scegliendo l’opzione del biglietto giornaliero con corse illimitate. Un quartiere caotico ma super vivo tra le insegne luminose dei negozi e le bancarelle di street food di tutti i tipi.
Cosa vedere a Seoul , secondo giorno tra palazzo reale, hanbok e Bukchon Hanok Village
La mattina siamo partiti con uno dei simboli di Seoul, il magnifico Gyeongbokgung Palace, è il più grande dei palazzi reali di Seoul, costruito nel 1395 durante la dinastia Joseon. Situato nel cuore della città, colpisce per l’armonia tra architettura tradizionale e paesaggi naturali. Gli spazi sono ampi e passeggiando qua e là sembra non esserci quasi nessuno.
La cerimonia del cambio della guardia si svolge ogni giorno alle 10:00 e alle 14:00 proprio davanti all’ingresso principale. È un momento molto scenografico, tra costumi tradizionali, musica e movimenti coreografati che ti fanno fare un salto indietro nel tempo. Alle ore 11 ed alle 13 c’è un parata, più breve e sempre all’ingresso ma che non ha nulla da invidiare a livello scenografico.
Fuori dagli ingressi laterali ci sono tantissimi negozi che affittano l’hanbok, il vestito tradizionale coreano. Ci siamo vestiti anche noi, dopo averlo provato in Cina al Palazzo d’Estate, con un caldo “esagerato”, qui con le fresche temperature di marzo è stato piacevole. Attenzione che sotto non terrete i vostri vestiti pesanti tipo felpa e maglione, scegliete la giornata giusta.
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Il costo si aggira intorno ai 28.000 won e include: abito, accessori e pettinatura. La mantellina è un extra per 3.000 won. Tra un negozio e l’altro potrebbe esserci una differenza di prezzo, vi consiglio piuttosto di soffermarvi su qualche migliaio di won, 1000 sono poco meno di sessanta centesimi di euro, di dare uno sguardo agli abiti che possono essere più o meno elaborati.
Se indossate l’hanbok, l’ingresso al palazzo è gratuito. Visitare il palazzo con questi abiti rende l’esperienza ancora più immersiva e speciale, soprattutto per le foto. Non abbiamo preso una guida per visitare il palazzo ma avevamo studiato prima della visita.
Dopo aver visitato con calma il complesso, siamo entrati nel museo adiacente, Museo del Palazzo Nazionale della Corea, e poi abbiamo restituito gli abiti. Questo museo è molto grazioso e super consigliato a chi a bambini, anche i miei “bambini” grandi si sono divertiti a creare la propria immagine imperiale digitale e a proiettare l’esercito colorato digitalmente nella grande parata della salata. L’ingresso è gratuito.
Da lì ci siamo spostati verso il suggestivo Bukchon Hanok Village, perdendoci tra vicoli e scorci bellissimi. Il Bukchon Hanok Village è un quartiere tradizionale di Seoul dove si trovano ancora molte hanok, le case in legno tipiche coreane. Passeggiando tra le sue stradine si ha davvero la sensazione di entrare nella storia, con dei bei contrasti tra architettura antica e skyline moderno sullo sfondo.
Il quartiere è abitato, sono tanti i cartelli che indicano di non disturbare e di non entrare nelle proprietà.
Abbiamo provato la famosa zuppa di pollo (samgyetang): il sapore era buono, ma devo essere sincera, non amo particolarmente i piatti con la carne non disossata. In Asia spesso non ci sono coltelli (ci è successo anche in Cina), quindi si mangia con bacchette e cucchiaio… e la cosa diventa decisamente più “tecnica” 😅
La sera abbiamo cenato vicino all’hotel, in un piccolo ramen bar che è diventato subito il nostro posto del cuore. Un tuffo nei ricordi del nostro viaggio in Giappone: una ciotola fumante di ramen, semplice ma perfetta.
Più volte avevo anche provato a cucinarli a casa… qui la mia versione😂
Cosa vedere a Seoul nel giorno 3: Changdeokgung Palace e giardino segreti, mercato e street food coreano
Il secondo giorno pieno lo abbiamo dedicato ad un altro palazzo, il Changdeokgung Palace, famoso per il suo giardino segreto (Huwon). Il giardino si visita solo su prenotazione, lo potete prenotare da questo link ufficiale circa una settimana prima, con visita guidata. Una volta entrati, però, potete scegliere se seguire la guida oppure esplorare in autonomia, sarà lei stessa a comunicarvelo.
Pranzo al mercato, quello dei pancake della serie Netflix!
Per pranzo ci siamo spostati al vivace Gwangjang Market. Qui ci siamo imbattuti nella bancarella diventata famosa grazie a una serie Netflix, specializzata nei pancake, non sono i pancake dolci da colazione…ma frittelle salate, con fagioli mung ma anche con pesce o carne o solo con cipollotti in una pastella leggera, croccante fuori e morbida dentro.
Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata lungo il Cheonggyecheon Stream, un angolo sorprendentemente rilassante nel cuore della città. Un canale a cui si accede tramite scale e che si costeggia su entrambi i lati con la possibilità di passare da un lato all’altro. Un contrasto bellissimo tra natura e grattacieli, non manca il verde e diverse installazioni. La sera è un punto di ritrovo per i giovani.
Nel pomeriggio sosta al tempio confuciano Jongmyo e zona di Ikseon-dong Hanok Village, un quartiere storico nel centro di Seoul noto per i suoi hanok restaurati e trasformati in caffè, boutique e ristoranti.
Avevo segnato diversi locali carini da provare ma essendo domenica è stato difficile trovare un posto per sedersi.
La sera siamo tornati a Myeongdong e abbiamo deciso di fare una delle esperienze top in Corea: il barbecue.
Carne alla griglia direttamente al tavolo, contorni infiniti e atmosfera super. All’interno del tavolo, un buco contiene i carboni con la griglia e al di sopra una cappa aspirante. Un must assoluto da fare almeno una volta. L’ultima sera siamo riusciti a farlo da soli! A seconda del ristorante ci può essere il cameriere che cucina per voi oppure no. E’ capito anche che dove dovevamo cucinare da soli ma sono venuti a darci una mano! Eravamo in un posticino non turistico a Gyengyou dove eravamo gli unici stranieri.
Giorno 4, la zona di Gangnam
La quarta giornata a Seoul è iniziata nel moderno quartiere di Gangnam, anima più contemporanea della città. Prima tappa la spettacolare Starfield Library, una libreria scenografica all’interno del COEX Mall, dove abbiamo fatto anche un po’ di shopping e ci siamo fermati per pranzo in un ristorante cinese: qui abbiamo fatto l’ordine con uno schermo al tavolo, un sistema semplice e veloce che rende tutto molto pratico e divertente. Le posate sono sempre nel cassettino del tavolo : )
Dopo pranzo passeggiata nella zona di Gangnam, fermandoci davanti alla famosa Gangnam Style Statue, diventata uno dei simboli del quartiere. Da lì abbiamo raggiunto il vicino Bongeunsa Temple, un luogo tranquillo, immerso nel verde e ancora più suggestivo grazie ai pruni in fiore e a qualche ciliegio che iniziava a sbocciare.
Fondato nel 794 d.C. durante la dinastia Silla e successivamente ricostruito e ampliato, è diventato uno dei centri buddhisti più importanti della città.
Oggi il complesso conserva edifici tradizionali come la sala principale Daeungjeon, la sala della meditazione e una biblioteca con testi buddhisti. All’interno del complesso si trova anche una grande statua del Buddha Maitreya alta circa 23 metri, una delle più imponenti di Seoul. Lo circondano tantissimi vasi di fiori, di plastica, che risultano comunque molto suggestivi.
La parte dove i monaci vi vivono è riservata.
Abbiamo poi concluso la giornata in totale relax, concedendoci qualche ora nella piscina dell’hotel. Questa volta, fermandoci più giorni in città, abbiamo scelto un appartamento all’interno di un hotel, una soluzione perfetta per avere più spazio senza rinunciare ai servizi, ideale soprattutto quando si viaggia in famiglia.
Cosa vedere a Seoul, il consiglio dell’amico di Gian. Giorno 5
Il quinto giorno lo abbiamo dedicato a uno dei punti panoramici più amati della città: la N Seoul Tower, conosciuta anche come la torre “storica” di Seoul. Si può raggiungere in diversi modi: a piedi con una bella passeggiata nel verde, in funicolare oppure con l’autobus (incluso nella tessera dei trasporti). Noi abbiamo scelto proprio quest’ultima opzione, pratica, comoda ed economica.
Abbiamo trascorso qui tutta la mattinata, godendoci la vista sulla città e approfittando della giornata calda per fermarci a mangiare all’aperto. Tutto intorno troviamo lucchetti attaccati alla staccionata che riportano date, nomi, dediche. Sono presenti anche strutture metalliche ad hoc dove agganciare il proprio lucchetto. Sono naturalmente disponibili allo shop.
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Nel pomeriggio ci siamo spostati al vicino Namsangol Hanok Village, conosciuto anche come Namsangol Traditional Garden, un piccolo angolo tranquillo con case tradizionali e un grazioso laghetto, perfetto per una passeggiata nella natura.
Rientrando verso l’hotel, ci siamo fermati in una delle tante bakery della città per prendere qualcosa per la colazione del giorno successivo, una soluzione semplice ma comodissima quando si viaggia e si vogliono ottimizzare i tempi al mattino. Quest’oggi scones!
Giorno 6, cosa vedere a Seoul con l’esperienza in un tempio
L’ultimo giorno a Seoul lo abbiamo iniziato con un’esperienza davvero speciale attraverso il programma Temple Stay, abbiamo partecipato ad un’attività al tempio buddista Jogyesa, che includeva la costruzione delle lanterne a forma di fiore di loto con i petali di carta e una visita guidata. È stata una delle esperienze che ci è piaciuta di più, eravamo soli ed avere la guida, una signora coreana che lavora al tempio come volontaria, ci ha permesso di entrare in contatto con la cultura buddista in modo autentico.
Avevamo anche valutato di fermarci a dormire nel tempio, ma organizzativamente non siamo riusciti a incastrarlo, soprattutto perché inizialmente avevamo previsto meno giorni in città. Se però avete tempo, è sicuramente un’esperienza che vale la pena considerare; in alternativa, anche solo partecipare a un’attività è già molto significativo.
Nel pomeriggio, io e Alice ci siamo concesse una pausa tutta per noi nella zona di Myeongdong, provando una tipica spa coreana per capelli. Abbiamo scelto il famoso trattamento alla cute in 18 passaggi, quello che si vede spesso anche sui social, ed è stata un’esperienza davvero rigenerante.
Abbiamo poi concluso la giornata con un po’ di shopping tra le vie del quartiere, negozi di skincare e cosmetica coreana: il modo perfetto per salutare Seoul temporaneamente prima di ritornare al termine del viaggio.
Cosa vedere a Seoul, parte II
Rientrati a Seul, ci restava ancora da visitare la Lotte Tower con i due parchi che la circondano. Abbiamo deciso di dedicarci con calma a quest’area, proprio perché costeggiata da splendidi ciliegi in fiore. Abbiamo avuto la fortuna di vedere alcuni alberi già sbocciati, considerando che il picco della fioritura per quest’anno era previsto intorno al 5-6 aprile.
Buona parte della giornata è trascorsa tra il parco e il centro commerciale Lotte World, dove abbiamo scoperto un ristorantino cinese segnalato dalla guida Michelin davvero niente male. Gustoso e cheap! Inoltre, abbiamo approfittato del tempo per raccogliere informazioni sul parco divertimenti, che alla fine abbiamo deciso di visitare l’ultimo giorno, rinunciando ad un’escursione fuori città. Volevamo regalare ai ragazzi una giornata diversa, più leggera e divertente prima del rientro. Nel frattempo, con cambio di date dello spring break, avevano anche alcune lezioni da seguire.
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L’ultimo giorno in città, prima del nostro volo, siamo quindi tornati nella zona della Lotte World. Abbiamo acquistato un biglietto online tramite Klook, approfittando di un’offerta davvero interessante che includeva anche l’accesso all’osservatorio della Lotte Tower. L’altra opzione era l’acquario, ma non ci interessava.
Un’altra giornata l’abbiamo dedicata a Suwon.
Che dire, Seoul ci ha permesso di essere vissuta con estrema calma, soprattutto grazie ai giorni in più che si sono aggiunti prima e dopo il nostro itinerario. Siamo stati davvero contenti: la città ci è piaciuta moltissimo e, rispetto a Busan, la mettiamo al primo posto. È un mix perfetto tra modernità e tradizione. Abbiamo amato profondamente la cultura, il rispetto, l’ordine e la pulizia della città.
Potrebbe essere un posto molto bello dove fermarsi a vivere per un po’! L’elenco di cosa vedere a Seoul , nonostante i diversi giorni a disposizione non è esaustivo, c’era ancora molto altro da poter fare.
